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Milan, Leao più lontano dal Galatasaray: i turchi puntano su Martinelli
Il futuro di Rafael Leao potrebbe essere ancora a tinte rossonere.
L’attaccante portoghese si sta infatti allontanando dalla possibilità di trasferirsi al Galatasaray, dopo che il Milan avrebbe respinto la proposta arrivata dalla Turchia. La società di Istanbul, intenzionata a rafforzare il proprio reparto offensivo, sembra aver deciso di cambiare obiettivo e di puntare con decisione sulla Premier League.
Il nuovo nome in cima alla lista del Galatasaray sarebbe quello di Gabriel Martinelli, esterno brasiliano dell’Arsenal. Secondo le indiscrezioni, il club turco avrebbe presentato una proposta da 45 milioni di euro per provare a convincere i Gunners a lasciar partire il giocatore.
Il Milan chiude la porta a Leao
L’offerta rifiutata per Leao rappresenta un segnale importante sul futuro del portoghese. Il Milan, almeno in questa fase, sembra intenzionato a non prendere in considerazione la proposta del Galatasaray e potrebbe quindi continuare a puntare sull’attaccante come uno degli elementi principali della rosa.
La decisione rossonera contribuisce inoltre a ridurre le possibilità di un trasferimento in Turchia, dove il mercato estivo sta vivendo una fase particolarmente ambiziosa.
Martinelli è il nuovo obiettivo
Il Galatasaray avrebbe quindi spostato le proprie attenzioni su Gabriel Martinelli, giocatore che conosce molto bene il calcio inglese e che ha ancora un contratto con l’Arsenal fino al giugno 2027, con la possibilità di un’ulteriore stagione attraverso un’opzione.
Il brasiliano è arrivato a Londra nel 2019 dall’Ituano per una cifra vicina ai 7 milioni di euro. Da allora ha accumulato una lunga esperienza con la maglia dei Gunners, totalizzando 62 reti e 36 assist in 278 presenze. Nel suo palmarès figurano anche una FA Cup e una Community Shield.
A livello internazionale, Martinelli ha collezionato 27 presenze con la nazionale maggiore brasiliana, segnando cinque gol. In precedenza aveva anche conquistato la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Tokyo con la selezione olimpica.
Il mercato turco continua a muoversi
La scelta del Galatasaray di puntare su Martinelli si inserisce in una sessione di mercato particolarmente movimentata per i club turchi. Il Fenerbahce ha infatti rinforzato il proprio attacco con Romelu Lukaku, mentre il Besiktas ha chiuso per Dusan Vlahovic.
Il Galatasaray è alla ricerca di un sostituto dopo aver deciso di non riscattare Noa Lang, tornato al Napoli al termine del prestito. L’obiettivo è quindi individuare rapidamente un esterno offensivo di alto livello.
La proposta da 45 milioni all’Arsenal potrebbe rappresentare il primo passo concreto per Martinelli. Nel frattempo, per il Milan, la situazione assume contorni decisamente più tranquilli: il rifiuto all’offerta turca rafforza l’ipotesi di una permanenza di Leao in rossonero.
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Rabiot avverte il Milan: “9 partite in 27-28 giorni, sarà tosta”
Adrien Rabiot ha chiuso la sfida di Nations League tra Francia e Italia con un pareggio per 1-1, prima di spostare l’attenzione sui prossimi impegni con il Milan.
Al termine dell’incontro, il centrocampista rossonero ha parlato ai microfoni di Sky Sport, soffermandosi sulla prestazione degli Azzurri, sulle novità introdotte nella nazionale francese e sul calendario particolarmente intenso che lo attende al rientro dalla sosta.
Rabiot: “L’Italia ha fatto una buona partita”
Il centrocampista ha riconosciuto i meriti della nazionale italiana, pur ritenendo la Francia superiore nell’arco dei novanta minuti. Un ruolo importante lo ha avuto anche Gianluigi Donnarumma, autore di diversi interventi decisivi.
“L’Italia ha fatto una buona partita, ma noi abbiamo dominato e meritavamo di vincere, Donnarumma ha fatto una partita strepitosa con 3-4 parate incredibili. L’Italia ha fatto una buona gara anche a livello di spirito, hanno dimostrato qualcosa e non era scontato dopo la sconfitta nella prima gara contro il Belgio. Noi abbiamo fatto di più e creato di più, avremmo meritato di più”.
Il nuovo corso della Francia e l’impatto di Zidane
Rabiot ha poi commentato il nuovo corso della nazionale francese e le indicazioni ricevute da Zinedine Zidane. Il centrocampista ha evidenziato soprattutto l’intensità richiesta e la volontà di recuperare rapidamente il pallone dopo averlo perso.
“L’arrivo di Zidane? Ci sono tante cose positive. Lui ci chiede cose diverse, come aggredire subito per recuperare subito palla, giocare tanti uno contro uno e avere un grande spirito di squadra. Su questo stiamo mostrando tante cose, anche gli attaccanti stanno correndo tanto. E’ stata una buona partita”.
Il calendario del Milan: nove gare in meno di un mese
Archiviato l’impegno con la Francia, Rabiot pensa già al ritorno a Milanello. Prima, però, ci sarà un altro appuntamento con la nazionale contro il Belgio. Poi inizierà una fase particolarmente impegnativa per il Milan, con numerose partite ravvicinate.
“Milan? Prima c’è il Belgio in casa, sarà importante per finire primi nel gruppo, poi avremo qualche giorno per staccare un po’ e ritornare a Milanello per concentrarci sulle prossime partite. Credo ci siano 9 partite in 27-28 giorni, sarà tosta. Dovremo essere pronti, speriamo non ci saranno troppi infortunati. Per il momento sono concentrato sulla partita di lunedì contro il Belgio”.
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Milan, ecco gli esperimenti di Amorim contro il Padova
L’amichevole disputata dal Milan contro il Padova non è servita soltanto a mantenere il ritmo durante la pausa per le Nazionali.
Per Ruben Amorim è stata anche un’occasione per osservare da vicino alcuni giocatori che hanno trovato meno spazio nella prima parte della stagione e, allo stesso tempo, sperimentare nuove soluzioni tattiche.
Il confronto, giocato al centro sportivo di Carnago, si è concluso sull’1-1. I rossoneri sono passati in vantaggio con Lorenzo Ossola, bravo a sfruttare l’assist di Ruben Loftus-Cheek e a concludere con precisione. Nel finale, però, Sgarbi ha trovato la rete del pareggio per il Padova.
Loftus-Cheek protagonista e Ossola decisivo
Il primo tempo ha visto il Milan creare diverse occasioni, con Hutchinson, Idrissi e Pulisic tra i giocatori maggiormente coinvolti nella manovra offensiva. La partita ha però cambiato ritmo nella seconda frazione, quando Amorim ha inserito Ossola.
Il giovane rossonero ha risposto immediatamente alla fiducia dell’allenatore, trovando il gol che ha sbloccato il risultato. Interessante anche la prova di Loftus-Cheek, autore dell’assist e impiegato in una posizione da mezzala che gli ha consentito di incidere maggiormente nella costruzione del gioco.
Comotto, un’opportunità da sfruttare
Tra gli esperimenti più interessanti c’è stato quello riguardante Comotto. Il giovane centrocampista è stato utilizzato come vertice basso del centrocampo, una posizione che gli ha permesso di avere un ruolo importante nella gestione del possesso.
Il giocatore, dopo il rinnovo estivo, non ha ancora avuto un minutaggio significativo in questa stagione. La sua presenza contro il Padova può quindi essere letta come un segnale di attenzione da parte di Amorim.
Il calendario delle prossime settimane potrebbe inoltre favorire un maggiore coinvolgimento della rosa. Tra campionato ed Europa League, il Milan sarà chiamato ad affrontare numerosi impegni ravvicinati e la possibilità di contare su più alternative potrebbe diventare fondamentale.
Tomori e Diawara provati da terzini
Amorim ha utilizzato l’amichevole anche per testare alcuni giocatori in ruoli differenti rispetto a quelli ricoperti abitualmente.
Fikayo Tomori è stato schierato sulla corsia destra. Per il difensore inglese non si tratta di una posizione completamente sconosciuta, visto che in passato aveva già ricoperto il ruolo di esterno in determinate circostanze.
Anche Diawara è stato utilizzato come terzino, in questo caso sulla fascia sinistra. Per il giovane rossonero si tratta di una soluzione che rientra nelle sue caratteristiche, considerando l’esperienza maturata proprio in quella zona del campo.
Un Milan più flessibile in vista della ripresa
Il 4-3-3 proposto da Amorim ha mostrato una certa fluidità e potrebbe rappresentare una delle alternative tattiche che l’allenatore valuterà nel corso della stagione. L’obiettivo non sembra essere soltanto quello di individuare un sistema di gioco alternativo, ma anche quello di ampliare le possibilità offerte dalla rosa.
Le indicazioni raccolte contro il Padova permettono dunque al tecnico di ampliare il ventaglio delle soluzioni a disposizione. Il rientro dei Nazionali ridurrà inevitabilmente lo spazio per alcuni giocatori, ma il fitto calendario delle prossime settimane potrebbe offrire nuove occasioni.
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Amorim e il suo Milan: “Siamo ancora lontani dal nostro potenziale”. Poi l’elogio a Modric
La pausa per gli impegni delle Nazionali permette al Milan di lavorare con maggiore attenzione su alcuni aspetti del progetto tecnico. Ruben Amorim, intervenuto ai microfoni di Sky Sport Insider, ha fatto il punto sul percorso della squadra, sottolineando come ci siano ancora diversi elementi da perfezionare.
L’allenatore portoghese ha evitato di considerare il gruppo come un prodotto già compiuto e ha ribadito la necessità di costruire un’identità precisa attraverso il lavoro quotidiano.
“Mancano ancora molte cose, e lo dico senza problemi. Cerchiamo di dominare il gioco in modo più costante, giochiamo bene in alcuni momenti, ma abbiamo ancora molto da fare. Non mi piace sentir parlare di questo come il Milan di Amorim: il Milan è il Milan, ha una storia e un’identità che va oltre il nome di un allenatore. Voglio una squadra riconoscibile, capace di vincere anche quando le cose non vanno perfettamente. Siamo ancora lontani dal nostro potenziale, ma abbiamo bisogno di tempo e di continuità. Abbiamo tante partite, dobbiamo vincere e migliorare in parallelo, e non è semplice”.
Modric, gestione e qualità al servizio della squadra
Uno dei temi affrontati nell’intervista riguarda anche Luka Modric. Il centrocampista croato rappresenta un elemento di grande esperienza all’interno della rosa e Amorim ha spiegato che il suo impiego deve necessariamente essere gestito con attenzione.
“Sto cercando di gestirlo nel modo migliore per la squadra. È impossibile che un giocatore di quell’età giochi sempre a quell’intensità. L’unica cosa che posso dire è che Luka si allena come un ragazzino, con una voglia e un entusiasmo che fanno piacere a tutti. Ama il calcio, ama stare sul campo e questo è fondamentale per noi. Sono davvero contento di averlo nel gruppo”.
L’attacco deve crescere nel suo complesso
Amorim ha poi affrontato il tema della produzione offensiva. Secondo il tecnico, il problema non può essere circoscritto ai singoli attaccanti, perché la capacità di creare occasioni dipende dal funzionamento dell’intera squadra.
“Dobbiamo migliorare come squadra per creare più occasioni, ma non è un discorso che riguarda solo Camarda e Gonçalo. Non faccio differenze tra i giocatori, non importa l’età o il minutaggio. Ramos, se guardate ogni partita con attenzione, ha già avuto situazioni interessanti, e anche in Nazionale sta facendo bene: l’ultimo goal contro la Danimarca ha deciso la partita. Sta dimostrando il suo valore. La mia preoccupazione principale è creare più occasioni per tutti i miei giocatori: per Pulisic, per Camarda, per Cissè. È un lavoro di squadra”.
La pausa per le Nazionali non spaventa il tecnico
Il periodo dedicato alle Nazionali non viene considerato da Amorim come un problema particolare. Il tecnico portoghese preferisce concentrarsi sulle opportunità offerte dalla pausa, pur riconoscendo che il calendario successivo rappresenterà una sfida impegnativa.
“Non è una preoccupazione, perché dobbiamo adattarci a quello che succede nel nostro mondo e non c’è molto che possiamo fare. Tre settimane o due cambiano poco. Abbiamo il tempo per lavorare con alcuni giocatori che ne hanno bisogno e l’opportunità di vedere altri che in futuro potrebbero darci una mano. Se c’è una vera preoccupazione, non riguarda le tre settimane di pausa: riguarda il numero di partite che ci aspettano da qui in avanti. Questo mi preoccupa di più, insieme al ritmo che dovremo tenere”.
Rotazioni fondamentali per affrontare il calendario
Infine, Amorim ha parlato della gestione della rosa e dell’importanza di coinvolgere tutti gli elementi a disposizione. Con numerosi impegni ravvicinati, infatti, il Milan non potrà dipendere esclusivamente dai giocatori scelti dall’inizio.
“Cercherò sempre di schierare la formazione migliore per ogni partita, tenendo conto anche di quello che potrebbe servire nella seconda parte della gara. Guardando queste prime cinque partite, è già chiaro che tutti i giocatori entrati dalla panchina hanno inciso positivamente. Non possiamo pensare solo agli undici titolari. E poi con due giorni tra una partita e l’altra è impossibile affidarsi sempre agli stessi: dobbiamo essere pronti tutti e su questo lavoriamo ogni giorno”.
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