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Milan, Gimenez verso il Porto: apertura al prestito con diritto di riscatto
Il futuro di Santiago Gimenez potrebbe essere sempre più lontano dal Milan.
L’attaccante messicano è infatti al centro di un confronto di mercato che vede protagonista soprattutto il Porto, mentre la Lazio sembra aver progressivamente perso terreno nella corsa al giocatore. La novità più importante riguarda proprio la posizione del club rossonero, che avrebbe modificato le proprie richieste per favorire la partenza del centravanti.
Secondo le indiscrezioni provenienti dal Portogallo, il Porto avrebbe compiuto passi significativi negli ultimi giorni, arrivando a trovare un’intesa di massima con Gimenez e con il suo entourage. Un elemento che potrebbe diventare decisivo per la conclusione dell’operazione.
Il Porto prende il vantaggio sulla Lazio
La Lazio aveva valutato concretamente il profilo del messicano, ma la trattativa non è mai decollata definitivamente. Da una parte ci sarebbero state difficoltà economiche, dall’altra una scarsa convinzione del giocatore rispetto alla destinazione.
Il Porto, invece, avrebbe sfruttato il lavoro degli intermediari per costruire un rapporto positivo con Gimenez, riuscendo a ottenere un’apertura da parte dell’attaccante. La situazione ha quindi cambiato rapidamente gli equilibri, lasciando i portoghesi in una posizione privilegiata.
La nuova proposta del Milan
Il punto centrale della vicenda riguarda la formula dell’eventuale trasferimento. In precedenza il Milan aveva insistito soprattutto sulla necessità di una cessione definitiva oppure, in alternativa, di un prestito accompagnato da un obbligo di riscatto, anche legato al verificarsi di determinate condizioni.
Il Porto non aveva però mostrato disponibilità verso questo tipo di soluzione. Per questo motivo i rossoneri avrebbero deciso di ammorbidire la propria posizione, aprendo alla possibilità di un prestito oneroso con diritto di riscatto.
La cifra per il riscatto, secondo le indiscrezioni, dovrebbe essere fissata a non meno di 20 milioni di euro. Una soluzione che permetterebbe al Porto di rimandare la decisione definitiva sull’investimento, mentre il Milan potrebbe comunque liberare spazio in rosa e ridurre il peso economico legato al giocatore.
Trattativa ancora da avviare
Nonostante i segnali positivi, l’affare non sarebbe ancora entrato nella fase della trattativa definitiva tra i due club. L’accordo tra Porto e Gimenez rappresenta però una base importante per procedere.
L’apertura del Milan a una formula più accessibile potrebbe ora accelerare i contatti. Dopo mesi caratterizzati da diverse ipotesi sul futuro del messicano, la pista portoghese sembra dunque aver preso quota. Il prossimo passo sarà capire se le due società riusciranno a trovare un’intesa economica sul prestito e sulle condizioni del successivo riscatto.
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Rabiot avverte il Milan: “9 partite in 27-28 giorni, sarà tosta”
Adrien Rabiot ha chiuso la sfida di Nations League tra Francia e Italia con un pareggio per 1-1, prima di spostare l’attenzione sui prossimi impegni con il Milan.
Al termine dell’incontro, il centrocampista rossonero ha parlato ai microfoni di Sky Sport, soffermandosi sulla prestazione degli Azzurri, sulle novità introdotte nella nazionale francese e sul calendario particolarmente intenso che lo attende al rientro dalla sosta.
Rabiot: “L’Italia ha fatto una buona partita”
Il centrocampista ha riconosciuto i meriti della nazionale italiana, pur ritenendo la Francia superiore nell’arco dei novanta minuti. Un ruolo importante lo ha avuto anche Gianluigi Donnarumma, autore di diversi interventi decisivi.
“L’Italia ha fatto una buona partita, ma noi abbiamo dominato e meritavamo di vincere, Donnarumma ha fatto una partita strepitosa con 3-4 parate incredibili. L’Italia ha fatto una buona gara anche a livello di spirito, hanno dimostrato qualcosa e non era scontato dopo la sconfitta nella prima gara contro il Belgio. Noi abbiamo fatto di più e creato di più, avremmo meritato di più”.
Il nuovo corso della Francia e l’impatto di Zidane
Rabiot ha poi commentato il nuovo corso della nazionale francese e le indicazioni ricevute da Zinedine Zidane. Il centrocampista ha evidenziato soprattutto l’intensità richiesta e la volontà di recuperare rapidamente il pallone dopo averlo perso.
“L’arrivo di Zidane? Ci sono tante cose positive. Lui ci chiede cose diverse, come aggredire subito per recuperare subito palla, giocare tanti uno contro uno e avere un grande spirito di squadra. Su questo stiamo mostrando tante cose, anche gli attaccanti stanno correndo tanto. E’ stata una buona partita”.
Il calendario del Milan: nove gare in meno di un mese
Archiviato l’impegno con la Francia, Rabiot pensa già al ritorno a Milanello. Prima, però, ci sarà un altro appuntamento con la nazionale contro il Belgio. Poi inizierà una fase particolarmente impegnativa per il Milan, con numerose partite ravvicinate.
“Milan? Prima c’è il Belgio in casa, sarà importante per finire primi nel gruppo, poi avremo qualche giorno per staccare un po’ e ritornare a Milanello per concentrarci sulle prossime partite. Credo ci siano 9 partite in 27-28 giorni, sarà tosta. Dovremo essere pronti, speriamo non ci saranno troppi infortunati. Per il momento sono concentrato sulla partita di lunedì contro il Belgio”.
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Milan, ecco gli esperimenti di Amorim contro il Padova
L’amichevole disputata dal Milan contro il Padova non è servita soltanto a mantenere il ritmo durante la pausa per le Nazionali.
Per Ruben Amorim è stata anche un’occasione per osservare da vicino alcuni giocatori che hanno trovato meno spazio nella prima parte della stagione e, allo stesso tempo, sperimentare nuove soluzioni tattiche.
Il confronto, giocato al centro sportivo di Carnago, si è concluso sull’1-1. I rossoneri sono passati in vantaggio con Lorenzo Ossola, bravo a sfruttare l’assist di Ruben Loftus-Cheek e a concludere con precisione. Nel finale, però, Sgarbi ha trovato la rete del pareggio per il Padova.
Loftus-Cheek protagonista e Ossola decisivo
Il primo tempo ha visto il Milan creare diverse occasioni, con Hutchinson, Idrissi e Pulisic tra i giocatori maggiormente coinvolti nella manovra offensiva. La partita ha però cambiato ritmo nella seconda frazione, quando Amorim ha inserito Ossola.
Il giovane rossonero ha risposto immediatamente alla fiducia dell’allenatore, trovando il gol che ha sbloccato il risultato. Interessante anche la prova di Loftus-Cheek, autore dell’assist e impiegato in una posizione da mezzala che gli ha consentito di incidere maggiormente nella costruzione del gioco.
Comotto, un’opportunità da sfruttare
Tra gli esperimenti più interessanti c’è stato quello riguardante Comotto. Il giovane centrocampista è stato utilizzato come vertice basso del centrocampo, una posizione che gli ha permesso di avere un ruolo importante nella gestione del possesso.
Il giocatore, dopo il rinnovo estivo, non ha ancora avuto un minutaggio significativo in questa stagione. La sua presenza contro il Padova può quindi essere letta come un segnale di attenzione da parte di Amorim.
Il calendario delle prossime settimane potrebbe inoltre favorire un maggiore coinvolgimento della rosa. Tra campionato ed Europa League, il Milan sarà chiamato ad affrontare numerosi impegni ravvicinati e la possibilità di contare su più alternative potrebbe diventare fondamentale.
Tomori e Diawara provati da terzini
Amorim ha utilizzato l’amichevole anche per testare alcuni giocatori in ruoli differenti rispetto a quelli ricoperti abitualmente.
Fikayo Tomori è stato schierato sulla corsia destra. Per il difensore inglese non si tratta di una posizione completamente sconosciuta, visto che in passato aveva già ricoperto il ruolo di esterno in determinate circostanze.
Anche Diawara è stato utilizzato come terzino, in questo caso sulla fascia sinistra. Per il giovane rossonero si tratta di una soluzione che rientra nelle sue caratteristiche, considerando l’esperienza maturata proprio in quella zona del campo.
Un Milan più flessibile in vista della ripresa
Il 4-3-3 proposto da Amorim ha mostrato una certa fluidità e potrebbe rappresentare una delle alternative tattiche che l’allenatore valuterà nel corso della stagione. L’obiettivo non sembra essere soltanto quello di individuare un sistema di gioco alternativo, ma anche quello di ampliare le possibilità offerte dalla rosa.
Le indicazioni raccolte contro il Padova permettono dunque al tecnico di ampliare il ventaglio delle soluzioni a disposizione. Il rientro dei Nazionali ridurrà inevitabilmente lo spazio per alcuni giocatori, ma il fitto calendario delle prossime settimane potrebbe offrire nuove occasioni.
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Amorim e il suo Milan: “Siamo ancora lontani dal nostro potenziale”. Poi l’elogio a Modric
La pausa per gli impegni delle Nazionali permette al Milan di lavorare con maggiore attenzione su alcuni aspetti del progetto tecnico. Ruben Amorim, intervenuto ai microfoni di Sky Sport Insider, ha fatto il punto sul percorso della squadra, sottolineando come ci siano ancora diversi elementi da perfezionare.
L’allenatore portoghese ha evitato di considerare il gruppo come un prodotto già compiuto e ha ribadito la necessità di costruire un’identità precisa attraverso il lavoro quotidiano.
“Mancano ancora molte cose, e lo dico senza problemi. Cerchiamo di dominare il gioco in modo più costante, giochiamo bene in alcuni momenti, ma abbiamo ancora molto da fare. Non mi piace sentir parlare di questo come il Milan di Amorim: il Milan è il Milan, ha una storia e un’identità che va oltre il nome di un allenatore. Voglio una squadra riconoscibile, capace di vincere anche quando le cose non vanno perfettamente. Siamo ancora lontani dal nostro potenziale, ma abbiamo bisogno di tempo e di continuità. Abbiamo tante partite, dobbiamo vincere e migliorare in parallelo, e non è semplice”.
Modric, gestione e qualità al servizio della squadra
Uno dei temi affrontati nell’intervista riguarda anche Luka Modric. Il centrocampista croato rappresenta un elemento di grande esperienza all’interno della rosa e Amorim ha spiegato che il suo impiego deve necessariamente essere gestito con attenzione.
“Sto cercando di gestirlo nel modo migliore per la squadra. È impossibile che un giocatore di quell’età giochi sempre a quell’intensità. L’unica cosa che posso dire è che Luka si allena come un ragazzino, con una voglia e un entusiasmo che fanno piacere a tutti. Ama il calcio, ama stare sul campo e questo è fondamentale per noi. Sono davvero contento di averlo nel gruppo”.
L’attacco deve crescere nel suo complesso
Amorim ha poi affrontato il tema della produzione offensiva. Secondo il tecnico, il problema non può essere circoscritto ai singoli attaccanti, perché la capacità di creare occasioni dipende dal funzionamento dell’intera squadra.
“Dobbiamo migliorare come squadra per creare più occasioni, ma non è un discorso che riguarda solo Camarda e Gonçalo. Non faccio differenze tra i giocatori, non importa l’età o il minutaggio. Ramos, se guardate ogni partita con attenzione, ha già avuto situazioni interessanti, e anche in Nazionale sta facendo bene: l’ultimo goal contro la Danimarca ha deciso la partita. Sta dimostrando il suo valore. La mia preoccupazione principale è creare più occasioni per tutti i miei giocatori: per Pulisic, per Camarda, per Cissè. È un lavoro di squadra”.
La pausa per le Nazionali non spaventa il tecnico
Il periodo dedicato alle Nazionali non viene considerato da Amorim come un problema particolare. Il tecnico portoghese preferisce concentrarsi sulle opportunità offerte dalla pausa, pur riconoscendo che il calendario successivo rappresenterà una sfida impegnativa.
“Non è una preoccupazione, perché dobbiamo adattarci a quello che succede nel nostro mondo e non c’è molto che possiamo fare. Tre settimane o due cambiano poco. Abbiamo il tempo per lavorare con alcuni giocatori che ne hanno bisogno e l’opportunità di vedere altri che in futuro potrebbero darci una mano. Se c’è una vera preoccupazione, non riguarda le tre settimane di pausa: riguarda il numero di partite che ci aspettano da qui in avanti. Questo mi preoccupa di più, insieme al ritmo che dovremo tenere”.
Rotazioni fondamentali per affrontare il calendario
Infine, Amorim ha parlato della gestione della rosa e dell’importanza di coinvolgere tutti gli elementi a disposizione. Con numerosi impegni ravvicinati, infatti, il Milan non potrà dipendere esclusivamente dai giocatori scelti dall’inizio.
“Cercherò sempre di schierare la formazione migliore per ogni partita, tenendo conto anche di quello che potrebbe servire nella seconda parte della gara. Guardando queste prime cinque partite, è già chiaro che tutti i giocatori entrati dalla panchina hanno inciso positivamente. Non possiamo pensare solo agli undici titolari. E poi con due giorni tra una partita e l’altra è impossibile affidarsi sempre agli stessi: dobbiamo essere pronti tutti e su questo lavoriamo ogni giorno”.
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