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Milan, Pazzini duro sul crollo rossonero: “Non mi aspettavo un crollo del genere”
Il momento difficile del Milan continua a far discutere, soprattutto dopo le recenti prestazioni negative che hanno compromesso la corsa stagionale dei rossoneri.
A intervenire sul tema è stato Giampaolo Pazzini, ex attaccante del club, ospite negli studi di Pressing, che ha analizzato senza filtri il calo della squadra.
Le sue parole fotografano una fase complicata per il Milan, che dopo un lungo periodo positivo ha subito un netto rallentamento proprio nel momento decisivo della stagione.
Pazzini sul Milan: “Crollo inatteso dopo una stagione positiva”
Secondo l’ex centravanti rossonero, il rendimento del Milan nelle ultime settimane è stato ben al di sotto delle aspettative.
Giampaolo Pazzini ha dichiarato: “Non mi aspettavo un crollo del genere per quello che aveva fatto vedere per gran parte della stagione. Dopo la vittoria nel derby ha fatto solo 7 punti e ha dilapidato tutto il vantaggio enorme che aveva. E’ un momento di grande diffioltà.”
Un’analisi che evidenzia come il rendimento post-derby abbia inciso in maniera decisiva sulla classifica e sugli obiettivi stagionali del club.
Milan, errori e calo mentale nelle ultime gare
Nel suo intervento, Pazzini ha sottolineato anche la mancanza di continuità e di reazione da parte della squadra, evidenziando come alcune prestazioni abbiano compromesso il percorso rossonero.
L’ex attaccante ha poi aggiunto: “La reazione di orgoglio nel secondo tempo non può cancellare la brutta prestazione e altre prestazioni brutte. Dopo la sconfitta con il Sassuolo il Milan doveva scendere in campo con un altro atteggiamento perchè quella contro l’Atalanta era una partita troppo importante. Ora rischiano di buttare via quanto di buono fatto per i primi tre quarti di campionato”.
Un passaggio che mette in evidenza il tema della mentalità, spesso decisivo nei momenti chiave della stagione.
Milan in crisi, obiettivi a rischio nel finale di stagione
Il rallentamento del Milan arriva in una fase delicata del campionato, con la squadra chiamata a reagire per non compromettere il lavoro svolto nei mesi precedenti.
Il calo di rendimento, evidenziato anche dai risultati recenti, rischia infatti di avere un impatto diretto sulla classifica e sulla qualificazione alle competizioni europee.
Per i rossoneri diventa quindi fondamentale ritrovare compattezza, continuità e risultati nelle ultime giornate.
Pressione crescente e finale di stagione decisivo
Le parole di Giampaolo Pazzini si aggiungono a un clima già teso attorno all’ambiente Milan, dove ogni risultato assume ora un peso determinante.
Il club dovrà affrontare il finale di stagione con la massima concentrazione, cercando di evitare ulteriori passi falsi e di difendere quanto costruito nella prima parte dell’anno.
Il rischio, come sottolineato dall’ex attaccante, è quello di compromettere un percorso che per lunghi tratti era sembrato solido e competitivo.
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Conceicao sul Milan: “Se la società non è forte, nemmeno lo spogliatoio lo è”
Sergio Conceicao torna a parlare della sua esperienza sulla panchina del Milan e lo fa con toni diretti, senza rinunciare a difendere il lavoro svolto nei mesi alla guida dei rossoneri.
In un’intervista rilasciata a La Repubblica, l’allenatore portoghese ha ripercorso le tappe della sua avventura a Milano, dalla vittoria della Supercoppa fino al progressivo deteriorarsi del rapporto con l’ambiente.
Conceicao ha ricordato anche i primi risultati positivi ottenuti in rossonero, sottolineando come il suo arrivo avesse coinciso con una fase delicata della stagione: “Ero stato chiamato per portare a termine un lavoro in cui Fonseca aveva trovato difficoltà e ho trovato un gruppo che voleva lavorare: c’era la Supercoppa italiana in Arabia, abbiamo battuto Juve e Inter e l’abbiamo vinta. Sono comunque stati sei mesi positivi”.
Poi, però, il racconto si fa più critico nei confronti del contesto vissuto a Milano, soprattutto per quanto riguarda la gestione delle pressioni e delle voci esterne. L’ex tecnico rossonero evidenzia le differenze rispetto alle sue precedenti esperienze e sottolinea la fragilità del sistema: “Non è facile fare l’allenatore del Milan. È una squadra storicamente abituata a giocare stagioni di altissimo livello, e a vincere le finali di Champions. Al tempo stesso, il momento era complicato. Al Porto era diverso, avevo un presidente che è rimasto in carica per decenni e si è ritirato da più titolato al mondo. La società è ben strutturata e organizzata. Il passaggio non è stato facile. A Milano, dopo la vittoria della Supercoppa, è bastato un pareggio col Cagliari perché cominciassero a girare voci su chi avrebbe preso il mio posto. E nessuno le ha smentite. Ho frequentato spogliatoi per venticinque anni e so che l’instabilità ambientale arriva anche lì. Non era facile giocare con i tifosi che disertavano la curva. E con i social, quello che si diceva di noi arrivava ai calciatori. Se la società non è forte, lo spogliatoio non può essere forte”.
Un passaggio netto, che lega a doppio filo i risultati sportivi alla solidità della dirigenza e dell’ambiente.
Nella parte finale dell’intervista, Conceicao ha affrontato anche temi personali e ricordi del passato. Parlando del figlio Francisco ha dichiarato: “Sono orgoglioso di lui, come dei miei altri figli, anche se non giocano in Serie A. Spalletti sta facendo un ottimo lavoro, con lui e con la squadra”. Non è mancato un riferimento a un momento storico vissuto da calciatore insieme a Ronaldo il Fenomeno: “Il 5 maggio 2002 fu un momento durissimo per entrambi. Eravamo in panchina, uno al fianco dell’altro. Ci dicemmo cose che restano fra noi. Siamo rimasti amici”.
Infine, uno sguardo alla finale di Coppa Italia, con una preferenza personale dichiarata senza esitazioni: “Il mio cuore batte un po’ più per la Lazio, la squadra con cui ho vinto di più da calciatore”.
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Milan, stagione da dimenticare: da Leao a Loftus-Cheek, i big che hanno deluso
La stagione del Milan è stata caratterizzata da aspettative elevate e risultati inferiori rispetto alle ambizioni iniziali.
Tra i motivi principali delle difficoltà rossonere ci sono anche le prestazioni sottotono di alcuni giocatori che avrebbero dovuto trascinare la squadra e che invece hanno vissuto mesi complicati, tra cali di rendimento, problemi fisici e mancanza di continuità.
Uno dei casi più discussi è sicuramente quello di Rafael Leao. Il talento portoghese, considerato uno dei leader tecnici del gruppo, non è riuscito a garantire la continuità attesa nei momenti decisivi della stagione. Le sue prestazioni sono finite spesso sotto accusa, soprattutto nelle gare più importanti, alimentando dubbi sul suo futuro in rossonero. Nelle ultime settimane il malcontento di parte del pubblico di San Siro è diventato evidente, come dimostrano i fischi ricevuti dopo l’ennesima prova opaca contro l’Atalanta.
Anche i numeri offensivi non hanno rispettato le aspettative. La coppia formata da Leao e Pulisic, che in estate sembrava destinata a diventare una delle più esplosive del campionato, ha faticato a trovare equilibrio e continuità. Problemi fisici e una scarsa intesa tattica hanno limitato il rendimento offensivo della squadra per gran parte dell’annata.
Tra i giocatori più criticati figura anche Ruben Loftus-Cheek. Arrivato al Milan per garantire forza fisica, inserimenti e personalità in mezzo al campo, il centrocampista inglese ha alternato poche buone prestazioni a lunghi periodi anonimi. Le qualità atletiche non sono mai emerse con continuità e spesso il giocatore è apparso distante dagli standard richiesti a un titolare del Milan. La sua stagione è stata inoltre condizionata da problemi di fiducia e da alcuni infortuni che ne hanno frenato ulteriormente la crescita.
Più in generale, diversi elementi della rosa hanno vissuto un’annata al di sotto delle aspettative. Le difficoltà difensive, l’assenza di un’identità di gioco costante e i continui cambiamenti tattici hanno contribuito a creare un clima di forte instabilità. Anche tra tifosi e addetti ai lavori è cresciuta la sensazione che il Milan non sia mai riuscito davvero a compiere il salto di qualità necessario per competere ai massimi livelli.
Con il mercato estivo ormai vicino, molti giocatori sembrano destinati a finire al centro delle valutazioni della società. Il futuro di alcuni big, compreso quello di Leao, potrebbe diventare uno dei temi principali delle prossime settimane, in un’estate che si preannuncia decisiva per il rilancio del progetto rossonero.
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Serie A, ufficiali data e orario della 37ª giornata: Genoa-Milan decisiva per l’Europa
La Lega Serie A ha ufficializzato il calendario della 37ª giornata del campionato 2025/2026, una penultima giornata che potrebbe risultare fondamentale anche per il percorso del Milan nella corsa ai piazzamenti europei.
I rossoneri saranno protagonisti in trasferta contro il Genoa CFC, in una sfida che si giocherà in contemporanea con altri scontri diretti per Champions League ed Europa.
Genoa-Milan alle 12.30: rossoneri in contemporanea con la corsa Champions
La partita tra Genoa e Milan è stata inserita nel blocco delle 12.30, insieme alle altre sfide più importanti della giornata:
- Como-Parma
- Juventus-Fiorentina
- Roma-Lazio
- Pisa-Napoli
Una scelta che garantisce equità nella corsa europea, con tutti i match di interesse per le posizioni alte della classifica disputati nello stesso orario.
Per il Milan, la gara contro il Genoa rappresenta un passaggio chiave della stagione, con punti potenzialmente decisivi per la qualificazione alle coppe europee.
Serie A 37ª giornata: equilibrio totale nella corsa all’Europa
La Lega Serie A ha scelto una struttura compatta per la 37ª giornata, con più blocchi orari per gestire sia la lotta Champions sia la zona Europa League e Conference League.
Alle 15.00 si giocherà:
- Inter-Verona
Alle 18.00:
- Atalanta-Bologna
Alle 20.45 spazio invece alla lotta salvezza con tre gare decisive.
Milan, trasferta a Genova tra pressione e obiettivi europei
Il match del Milan contro il Genoa arriva in un momento cruciale della stagione rossonera. La squadra di Milano si gioca infatti le ultime possibilità per consolidare la propria posizione in classifica e restare agganciata alla zona europea.
La trasferta a Marassi è storicamente complessa, soprattutto per intensità e ambiente, e potrebbe rappresentare uno snodo decisivo nella corsa finale.
Il Milan dovrà quindi affrontare una gara ad alta pressione, con l’obiettivo di ottenere un risultato fondamentale in ottica classifica.
Serie A 2025/26, finale di stagione ad alta tensione
La 37ª giornata si preannuncia come una delle più importanti dell’intero campionato, con contemporaneità studiate per garantire regolarità sportiva e massima competitività.
Per il Milan, ogni punto sarà determinante per definire il piazzamento finale e il futuro europeo del club.
La sfida contro il Genoa potrebbe quindi avere un peso decisivo nell’economia dell’intera stagione rossonera.
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