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Allegri prima di Lazio-Milan: “Dobbiamo fare il nostro, la rimonta è possibile”

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Milan

A poco più di ventiquattro ore dal fischio d’inizio di Lazio – Milan, in programma domenica 15 marzo alle 20:45, Massimiliano Allegri ha presentato la partita dell’Olimpico in conferenza stampa. Ecco le dichiarazioni del tecnico rossonero.

Le parole di Allegri in conferenza stampa

La visita di Shevchenko
“È stato un piacere. A me allo staff e a tutta la squadra. Speriamo che porti buoni in vista della partita di domani”.

Come sta la squadra, in particolare Gimenez. Che tipo di settimana è stata?
“Giustamente dopo la partita eravamo tutti contenti, però la squadra martedì si è ripresentata in maniera serena e tranquilla. Ora però abbiamo la Lazio, che comunque è sempre una partita complicata, perché le squadre di Sarri sono sempre molto difficili da affrontare, e per noi è importante perché bisogna cercare di fare un altro passetto in avanti”.

Perché non crederci a questo scudetto?
“Non è una questione di provarci, noi dobbiamo fare il nostro, perché con 60 punti non si va da nessuna parte. Dobbiamo fare il massimo sapendo che davanti c’è una squadra che ha 7 punti di vantaggio, e comunque abbiamo anche delle squadre dietro che ci stanno rincorrendo. Dobbiamo fare corsa su noi stessi. Per entrare nei primi 4 posti bisogna vincere altre 5 partite”.

Domani a Roma senza Rabiot: come si risolve la sua assenza?
“I numeri sono fatti per essere abbattuti. Domani giocherà, non so chi tra Jashari e Ricci, ma l’importante è che la squadra faccia una prestazione di ordine, di grande fase difensiva, perché loro sono una squadra che segna molto verso la fine della partita. Poi domani fortunatamente avremo lo stadio pieno, perché ci saranno 10mila tifosi del Milan che per noi è molto importante. Bisogna finire bene la settimana e domani ci giocheremo questa partita. Ripeto, se noi facciamo il nostro quelle dietro non ci possono prendere”.

Sull’attacco e il possibile rientro di Gimenez
“Gimenez non sarà convocato domani ma è in una buona condizione, soprattutto a livello psicologico. Per la parte finale della stagione abbiamo bisogno di giocatori che facciano gol”.

Questa rimonta scudetto è fattibile?
“Ripeto: c’è solo un modo perché noi possiamo raggiungere l’Inter. Che loro le perdano e che noi le vinciamo. Tutte queste chiacchiere…dopo i fatti diranno se saremo stati bravi a vincere tante partite e loro avranno perso punti”.

L’idea tattica non arrembante della Lazio cambia un po’ la tua strategia di gara?
“Sarà una partita difficile, loro concedono poco. Per caratteristiche hanno fatto sempre questo tipo di campionato. Per loro sarà una partita importante, perché comunque cercheranno di battere il Milan, e per noi è importante perché ci consentirà di fare un passettino in avanti”.

La Champions è diventata fuori categoria per le italiane? Perché?
“Il calcio è bello perché è opinabile e perché ogni anno cambiano le situazioni. In questo momento qui vediamo le fasi finali, ma anche le inglesi sono in difficoltà. Questo format da una parte è divertente, ci sono tante partite e rischi di trovarti, in classifica, da una parte e dall’altra. Magari l’anno prossimo sarà diverso. L’importante è giocarla, poi vediamo uno cosa è capace di fare. Non c’è una regola”.

Come sta Pulisic?
“Fisicamente sta molto meglio. Nel derby ha fatto una buona partita. È in continua crescita. Sia lui, che Leao, Fullkrug, anche Nkunku sta molto bene”.

Bisogna avere calma?
“La forza che dobbiamo avere noi è comunque di lavorare in totale serenità senza esaltarsi o deprimersi in base ai momenti. Il Milan sta facendo un percorso buono. Non abbiamo ancora raggiunto nessuno obiettivo e ripeto: una cosa buona che abbiamo fatto è di arrivare a marzo per giocarci i nostri obiettivi. Adesso ci sono le partite che contano”.

Che step vorrebbe che facesse adesso Fofana? 
“Il gol. Speriamo che lo faccia, ma penso che arriverà il gol anche per lui”. 

Pensa che anche domani la prima squadra che segna vince? Prima diceva che dopo il derby ne mancavano 4 alla vittoria, perché è tornato a dire che ne mancano 5?
“75 è quasi matematico con gli scontri diretti che ci sono. Le due partite con la Lazio: quella in casa abbiamo rischiato in varie situazioni. In Coppa Italia a Roma abbiamo invece rischiato solo nell’occasione del gol”. 

Quando sente i suoi ragazzi parlare di scudetto gradisce l’ambizione o gli tira le orecchie?
“L’ambizione non è lo scudetto, ma di fare il massimo, impegnandoci tutti i giorni. Poi se saremo migliori noi o altri lo vedremo, perché il campionato è un percorso talmente lungo che vince la migliore dell’annata”. 

Pensa che il Milan sia cresciuto tanto in questi 8 mesi?
“Bisogna avere la convinzione di fare altri risultati. Domani c’è un’altra partita e verremo valutati per questo”. 

Su cosa bisognerà stare attenti domani?
“Loro ti concedono pochi spazi, danno molta pressione sulla palla. Allo stesso tempo hanno giocatori che hanno molta tecnica”. 

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Milan, Modric verso il ritorno da titolare: il croato punta il Lecce

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Modric

Luka Modric ha assistito dalla panchina per tutta la durata della gara alla sfida europea del Milan contro il Benfica.

Una scelta che ha fatto discutere, soprattutto considerando il peso che il centrocampista croato ha assunto all’interno della formazione rossonera.

L’esclusione dall’undici iniziale, però, sarebbe legata soprattutto alla necessità di gestire le energie. Con un calendario particolarmente intenso e tre partite ravvicinate nell’arco di una settimana, lo staff tecnico ha deciso di procedere con alcune rotazioni.

La gestione delle energie

Prima della partita contro il Benfica, Ruben Amorim aveva spiegato che la decisione non era legata esclusivamente alla prestazione del singolo giocatore. L’allenatore aveva sottolineato l’importanza di distribuire il minutaggio, soprattutto considerando l’età di Modric e la necessità di evitare un sovraccarico fisico.

Il centrocampista, nonostante i suoi 40 anni, continua a essere considerato una pedina importante per la squadra. La gestione del suo impiego, dunque, sembra rientrare in una strategia più ampia finalizzata a mantenerlo nelle migliori condizioni possibili nel corso della stagione.

Contro il Lecce si va verso il ritorno dal primo minuto

Secondo quanto riferito dalla Gazzetta dello Sport, la situazione dovrebbe cambiare già nella prossima gara di campionato. Modric sarebbe infatti destinato a tornare titolare domenica sera contro il Lecce.

La sua presenza dal primo minuto potrebbe rappresentare un elemento importante per il Milan, chiamato a dare una risposta dopo un avvio di stagione caratterizzato da risultati al di sotto delle aspettative.

Il Milan cerca una reazione

La sfida contro il Lecce arriva in un momento delicato per i rossoneri. I due pareggi e la sconfitta maturati nelle prime settimane hanno infatti complicato il percorso della squadra e aumentato l’attenzione sul prossimo appuntamento.

La gara contro i pugliesi assume quindi particolare rilevanza anche in vista della successiva pausa per le nazionali. Arrivarci con un risultato positivo permetterebbe al Milan di lavorare con maggiore serenità, mentre un altro passo falso alimenterebbe ulteriormente le discussioni sull’inizio della stagione.

Modric, esperienza al servizio della squadra

In questo contesto, l’esperienza di Modric può rappresentare una risorsa significativa. Il croato porta qualità nella gestione del pallone, capacità di lettura delle situazioni e una lunga esperienza nelle partite di alto livello.

La panchina contro il Benfica, dunque, non sembra rappresentare un’esclusione definitiva, ma piuttosto una scelta legata alla gestione del calendario. Contro il Lecce, tutto lascia pensare a un nuovo impiego dal primo minuto, con il Milan chiamato a ritrovare continuità e risultati.

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Conte guarda al Milan o alla Juventus? Rifiutata l’offerta dell’Al Ahli

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Milan

Antonio Conte continua a essere uno dei nomi più osservati quando si parla di grandi panchine ancora disponibili.

Il tecnico salentino, dopo la conclusione della sua esperienza al Napoli, ha scelto di prendersi una pausa e di attendere l’occasione giusta prima di tornare al lavoro.

La sua presenza a San Siro in occasione di Milan-Benfica ha inevitabilmente riacceso le indiscrezioni sul suo futuro. Quando un allenatore del suo profilo è libero, infatti, il suo nome viene rapidamente accostato alle squadre che attraversano momenti complicati.

Il rifiuto dell’offerta dall’Arabia Saudita

Tra le proposte ricevute da Conte ci sarebbe stata anche quella dell’Al Ahli, proveniente dalla Saudi Pro League. Secondo quanto riferito da Fabrizio Romano, l’offerta avrebbe avuto un valore economico particolarmente elevato.

Nonostante le condizioni finanziarie molto vantaggiose, Conte avrebbe deciso di non accettare. La scelta sarebbe stata legata soprattutto alla volontà di rimanere vicino al calcio europeo e di non allontanarsi dal contesto nel quale ha costruito gran parte della propria carriera.

Un progetto europeo al centro dei suoi piani

La stessa logica avrebbe caratterizzato anche i contatti e le indiscrezioni riguardanti altre possibili destinazioni. Il tecnico non sarebbe interessato semplicemente a una panchina prestigiosa, ma a un progetto nel quale esistano ambizioni sportive concrete, possibilità di crescita e una struttura in grado di competere ai massimi livelli.

Per questo motivo, il prossimo incarico dovrà avere caratteristiche precise. Conte sembra orientato ad aspettare senza fretta, privilegiando la qualità del progetto rispetto alla necessità di tornare immediatamente in panchina.

Juventus e Milan osservano la situazione

Tra le società inevitabilmente coinvolte nelle indiscrezioni c’è la Juventus, club con cui Conte ha un legame particolare e nel quale ha già ottenuto risultati importanti. Un eventuale ritorno a Torino rappresenterebbe quindi uno scenario da monitorare nel caso in cui si liberasse la panchina.

Anche il Milan resta inevitabilmente associato al discorso, soprattutto alla luce delle dinamiche che possono svilupparsi nel corso della stagione. La presenza di Conte a San Siro ha alimentato ulteriormente le voci, anche se non rappresenta di per sé un’indicazione concreta sul suo futuro.

Manchester United tra le possibili destinazioni

Un altro scenario riguarda la Premier League e, in particolare, il Manchester United. Le indiscrezioni sulla posizione di Ruben Amorim e le difficoltà attraversate dalla squadra hanno fatto circolare anche il nome dell’allenatore italiano.

La situazione resta però legata all’evoluzione delle singole panchine e alle decisioni delle rispettive società. Conte, dal canto suo, sembra aver già fissato una priorità: attendere un progetto europeo ambizioso e strutturato, senza lasciarsi convincere esclusivamente da un’offerta economica.

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Intervista a Cristian Brocchi, Milan: “Moreira può diventare titolare inamovibile”

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Archiviata la sconfitta contro il Benfica in Europa League, il Milan deve preparare la sfida di campionato contro il Lecce: una partita casalinga che può permettere alla squadra di Amorim di rifarsi dopo il 2-2 contro la Lazio. Ad analizzare il pareggio contro i capitolini ci ha pensato Cristian Brocchi, doppio ex della partita: ecco le sue parole in esclusiva ai microfoni di Calciostyle.

Da ex centrocampista e incursore, come valuti l’impatto e il senso della posizione di Moreira? Può diventare il vero trascinatore di questo Milan?

“Moreira è stato pagato tanto, è stato preso con l’obiettivo di mettere velocità, imprevedibilità e anche gol o assist da quel lato lì, dove il Milan ha faticato a trovare un giocatore. Lui sicuramente può prendere questa posizione e farla sua, diventando un titolare inamovibile di questa squadra”.

Poi continua:

“Al contrario di Gonçalo Ramos, che ancora non è riuscito a esprimersi ai massimi livelli, anche se i due gol che ha fatto l’altro giorno ovviamente lo mettono sugli scudi, ma ogni partita poi farà storia a sé. Io sono convinto che sia lui che Gonçalo Ramos saranno due titolari del Milan e saranno anche fondamentali per lo sviluppo del gioco.”

Moreira e Ramos - Brocchi Intervista
DIEGO MOREIRA E GONCALO RAMOS ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Un tempo a testa e un 2-2 spettacolare. Cristian, come si spiega questa doppia faccia della partita? È una questione di gambe, di cambi azzeccati o puramente di testa?

“Per me non c’è stata una doppia faccia della Lazio nella partita con il Milan. Ha giocato un primo tempo bellissimo, perfetto sotto ogni punto di vista, mettendo in grandissima difficoltà il Milan. Poi, nel secondo tempo, con dei cambi giusti, i rossoneri sono usciti fuori e sono riusciti a prendere campo e a mettere in difficoltà una squadra che, comunque, ha tenuto bene il campo ed è stata punita da due gol bellissimi di un giocatore pagato 60 milioni”.

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