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Fofana divide ma incide: è il re degli assist del Milan insieme a Leão
Youssouf Fofana è uno dei giocatori del Milan che più divide l’opinione dei tifosi. Il centrocampista francese, arrivato in rossonero la scorsa stagione, è spesso oggetto di discussione per il suo stile di gioco e per un rendimento che non sempre cattura l’attenzione come quello di altri compagni di squadra. Tuttavia, i numeri raccontano una storia diversa e sottolineano quanto il suo contributo sia stato importante per la squadra.
Secondo i dati forniti da Opta, dal momento del suo arrivo a Milano nessun giocatore rossonero ha servito più assist di Fofana considerando tutte le competizioni ufficiali. Il centrocampista ha infatti raggiunto quota 13 passaggi decisivi, lo stesso numero di Rafael Leão, uno dei protagonisti offensivi del Milan negli ultimi anni. Un dato significativo che evidenzia l’impatto del francese nel gioco della squadra, soprattutto nella costruzione delle azioni offensive.
Nonostante questo, Fofana continua a essere un calciatore che lavora spesso lontano dai riflettori, complice anche la presenza in squadra di nomi molto più mediatici. A sottolinearlo è stato anche Massimo Ambrosini, che ha espresso una valutazione molto positiva sul centrocampista: “Fofana è un calciatore che, giocando con Modric e Rabiot, non si prende mai i riflettori. C’è un po’ d’ombra. Però per me è più forte di quello che molti dicono. L’assist è suo. A Cremona ne fa due, l’anno scorso ha fatto otto assist. Guarda che è forte…”.
Le parole dell’ex capitano rossonero mettono in luce una qualità spesso sottovalutata: la capacità di incidere sulle partite senza necessariamente essere al centro dell’attenzione. Con la sua visione di gioco, la corsa e la capacità di servire i compagni negli ultimi metri, Fofana continua a dimostrarsi una risorsa preziosa per il Milan e per l’equilibrio della squadra.
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Milan Femminile, sconfitta di misura contro il Como: Bernardi decide la sfida
La formazione allenata da Suzanne Bakker ha provato a mantenere un atteggiamento propositivo, cercando di occupare stabilmente la metà campo avversaria. Il Como, tuttavia, si è dimostrato più concreto nei momenti decisivi e ha saputo sfruttare una delle occasioni costruite. Alle milaniste resta il rammarico per il risultato, soprattutto per il grande tentativo di Nerea Nevado, la cui conclusione al volo si è fermata sull’incrocio dei pali.
La sconfitta interrompe il buon rendimento casalingo che il Milan aveva costruito nelle precedenti uscite, ma la squadra avrà subito la possibilità di reagire nel prossimo appuntamento, il derby contro l’Inter.
Primo tempo equilibrato: Park e Nevado cercano la rete
L’incontro si è aperto con un Milan aggressivo, disposto a giocare con il baricentro alto. La prima conclusione è stata però del Como, con Zamboni che al 4′ non ha trovato lo specchio della porta. Le rossonere hanno progressivamente preso campo e al 21′ Park ha provato a sorprendere Gilardi con un destro dalla distanza, terminato di poco sopra la traversa.
Poco dopo, Estévez si è fatta trovare pronta sul tentativo di Nischler, mentre al 30′ la combinazione tra Grimshaw e Sesay ha prodotto una conclusione al volo controllata dal portiere milanista. La gara è poi entrata in una fase meno vivace, con le due squadre attente a non concedere spazi.
Nel finale della prima frazione entrambe hanno provato a rompere l’equilibrio: prima Nischler con un tiro dalla distanza, poi Nevado su calcio di punizione. Nessuna delle due iniziative, tuttavia, è riuscita a modificare il risultato prima dell’intervallo.
Bernardi sblocca la partita, il Milan reagisce
La ripresa è cominciata con una grande occasione per Simonetti, che al 48′ ha impegnato Estévez con una conclusione a giro. Il Milan non è riuscito a dare continuità alla propria manovra offensiva e al 54′ il Como ha trovato il vantaggio.
A firmare l’1-0 è stata Bernardi, abile a liberarsi in area con un movimento rapido e a concludere con il destro, battendo Estévez. Un’azione efficace che ha premiato la maggiore concretezza della formazione lariana.
Dopo il gol subito, Bakker ha deciso di intervenire dalla panchina inserendo Brighton, Kanutte e Kyvåg per aumentare il peso offensivo della squadra. Le rossonere hanno così alzato il ritmo e cercato con maggiore insistenza la porta avversaria. Koivisto al 65′ e Stokić al 73′ hanno tentato di riportare la partita in equilibrio, ma senza successo.
Anche Sesay e Kanutte hanno avuto occasioni pericolose, trovando però la risposta della difesa e di Gilardi. Il momento più sfortunato è arrivato all’80’: Nevado ha lasciato partire un potente sinistro al volo, ma il pallone si è stampato proprio sull’incrocio dei pali. Nonostante il forcing conclusivo e i sei minuti di recupero, il pareggio non è arrivato.
Bakker guarda avanti: adesso c’è il derby
Al termine della gara, Suzanne Bakker ha riconosciuto la maggiore concretezza delle avversarie, sottolineando comunque la competitività mostrata dalle sue giocatrici per buona parte dell’incontro. L’allenatrice ha evidenziato la necessità di migliorare alcuni aspetti, pur considerando positivamente la condizione fisica e la crescita della squadra nel finale.
Adesso il Milan dovrà concentrarsi sulla preparazione del prossimo impegno, una sfida dal significato particolare: sabato 7 novembre alle ore 15 è in programma il derby contro l’Inter. Un’occasione importante per lasciarsi alle spalle la sconfitta e provare a conquistare un risultato positivo davanti al proprio pubblico.
COMO WOMEN-MILAN 1-0 | IL TABELLINO
Como Women (3-4-1-2): Gilardi; Ronan (38′ st Cecotti), Howard, Marcussen; Bergersen, Simonetti (33′ st Mas I Serra), Nesbeth, Borbye (24′ st Nielsen); Zamboni; Nischler, Bernardi (25′ st Vigilucci).
A disposizione: Babb, Ruma; Bianchi, Saga, Viesti; Chidiac; Berisha, Moretti.
Allenatore: Tramezzani.
Milan (4-3-3): Estévez; Koivisto, Sorelli, Soffia, Nevado; Park (24′ st Kanutte), Arrigoni (11′ st Brighton), Grimshaw; Renzotti (24′ st Kyvåg), Sesay, Stokić.
A disposizione: Rainey, Tornaghi; Bonanomi, De Sanders, Gemmi, Keijzer; Vitale; Arboleda, Taddei.
Allenatrice: Bakker.
Arbitro: Pizzi di Bergamo.
Rete: 9′ st Bernardi (CW).
Ammonite: 46′ Marcussen (CW).
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Milan, Ramos cerca la svolta: pochi gol, ma il suo lavoro apre spazi ai compagni
Il problema non riguarda soltanto la mancanza di gol. Le statistiche delle ultime uscite evidenziano una difficoltà più ampia nel partecipare concretamente alla manovra: contro i nerazzurri Ramos non ha fatto registrare conclusioni nello specchio, tiri fuori, occasioni create o assist. Un rendimento che ripropone quanto già visto nella partita precedente e che inevitabilmente alimenta interrogativi sul suo inserimento nei meccanismi rossoneri.
Il lavoro al servizio della squadra
Nonostante le difficoltà realizzative, sarebbe riduttivo giudicare il contributo del portoghese esclusivamente attraverso i numeri. Ramos continua a correre, pressare e sacrificarsi per i compagni, svolgendo compiti che spesso non finiscono nelle statistiche tradizionali. Anche contro l’Inter è stato tra i calciatori che hanno percorso più chilometri.
Durante il derby, tuttavia, si è verificato un episodio emblematico delle sue difficoltà. Una conclusione di Luka Modric, indirizzata verso la porta di Martinez, è stata intercettata involontariamente proprio da Ramos, che si trovava sulla traiettoria. Il centrocampista croato non ha nascosto il proprio disappunto, consapevole di aver visto sfumare una possibile occasione per aumentare ulteriormente il vantaggio.
L’episodio non cancella l’impegno del centravanti, ma fotografa un periodo nel quale anche le situazioni più semplici sembrano complicarsi.
Tre reti non bastano: serve un cambio di passo
Il percorso di Ramos ricorda, per certi aspetti, quello vissuto da Santiago Gimenez nella stagione precedente. Anche il messicano aveva attraversato una fase complicata sotto porta, continuando però a ricevere fiducia grazie al lavoro svolto per la squadra.
Il portoghese ha già realizzato tre gol, uno dei quali su calcio di rigore, ma il suo bottino rimane inferiore alle aspettative, considerando le qualità del giocatore e l’investimento sostenuto dal Milan per portarlo a Milanello.
Una possibile spiegazione riguarda anche le caratteristiche dell’attaccante: Ramos tende a muoversi molto, cercando di non offrire riferimenti fissi ai difensori. Questa mobilità può creare spazi preziosi, ma richiede un’intesa particolarmente efficace con i compagni. Potrebbe quindi esserci anche una responsabilità collettiva, con la squadra chiamata a trovare modalità più adatte per servirlo.
La forza del Milan passa anche dagli altri attaccanti
Nel frattempo, il contributo di Ramos permette ad altri interpreti di trovare maggiori opportunità offensive. Adrien Rabiot, Moreira e Cisse, pur non essendo centravanti di ruolo, stanno riuscendo a inserirsi con continuità e a trasformare gli spazi creati dalla manovra in occasioni da gol.
C’è poi un dato che racconta la particolare efficacia offensiva mostrata recentemente dai rossoneri. Nelle sfide contro Bologna e Inter, il Milan ha segnato cinque reti utilizzando sette conclusioni indirizzate nello specchio: una percentuale realizzativa del 71%. Contro gli emiliani sono arrivati due gol con i primi due tiri in porta, mentre nel derby le prime tre conclusioni precise si sono trasformate in altrettante reti.
La squadra di Ruben Amorim sta quindi dimostrando di poter essere pericolosa anche senza un apporto decisivo del proprio centravanti. Ma il salto di qualità potrebbe arrivare proprio quando Ramos ritroverà continuità sotto porta. Se il portoghese riuscirà a sbloccarsi, il Milan potrebbe aggiungere un’ulteriore soluzione a un reparto che sta già producendo risultati importanti.
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Moreira incanta il Milan: assist, gol e personalità. La Roma ora si mangia le mani
Non soltanto per la qualità delle giocate, ma anche per la capacità di leggere le situazioni e trovare soluzioni imprevedibili. Moreira ha servito un pallone perfetto per Christian Pulisic, permettendogli di anticipare i difensori nerazzurri e sbloccare il risultato. Successivamente, ha inventato uno schema su calcio d’angolo che ha consentito ad Adrien Rabiot di sorprendere la retroguardia avversaria con un elegante pallonetto.
L’esultanza del centrocampista francese, particolarmente calorosa nei confronti del nuovo compagno, testimonia il rapporto che si sta creando all’interno dello spogliatoio. Moreira ha conquistato rapidamente la fiducia dei compagni e l’affetto dei tifosi, diventando uno dei volti più apprezzati della squadra.
Modric gli lascia la punizione: il talento riconosce il talento
La qualità del belga, però, non si limita agli assist. Il suo rendimento sotto porta è già significativo: quattro reti in sei presenze in Serie A, un bottino impreziosito da una splendida punizione che ha lasciato senza possibilità d’intervento il portiere Martinez.
Anche il modo in cui è arrivato quel gol racconta qualcosa della personalità di Moreira. Prima della battuta, infatti, il pallone era stato preso da Luka Modric, abituato a gestire situazioni di questo tipo. Il giovane rossonero ha però chiesto al fuoriclasse croato di poter calciare. Modric ha accolto la richiesta, riconoscendo probabilmente la sicurezza mostrata dal compagno.
Moreira ha poi raccontato di aver creduto nelle proprie possibilità, pur trattandosi della sua prima rete in partita direttamente su punizione. Una soluzione già provata durante gli allenamenti, sostenuta anche dalla fiducia ricevuta da Pulisic.
Il rimpianto della Roma e l’interesse di Gasperini
Dietro il presente milanista c’è anche una trattativa che avrebbe potuto portare il giocatore in un’altra squadra italiana. Moreira, infatti, era finito concretamente nel mirino della Roma. Gian Piero Gasperini apprezzava molto le sue caratteristiche e avrebbe indicato il belga come un rinforzo particolarmente gradito.
La proprietà giallorossa aveva provato a raggiungere un’intesa con lo Strasburgo durante il mese di giugno, ma l’offerta non aveva soddisfatto il club francese. La proposta si sarebbe fermata intorno ai 35 milioni di euro, una cifra giudicata insufficiente per lasciar partire il calciatore.
Un investimento superiore ai 51 milioni
Alla fine è stato il Milan a chiudere l’operazione, acquistando Moreira a titolo definitivo. La componente fissa del trasferimento ammonta a 51.282.051 euro, una somma alla quale potranno aggiungersi ulteriori bonus legati ai risultati individuali e alle presenze.
Tra gli obiettivi previsti figura un premio da 2.051.282 euro nel caso in cui il giocatore raggiunga almeno dieci tra gol e assist in una singola stagione. È inoltre previsto un ulteriore pagamento di 1.025.641 euro qualora Moreira collezioni almeno quindici presenze da titolare, giocando per almeno 45 minuti in ciascuna occasione.
L’operazione rappresenta quindi un investimento importante per il Milan e per la proprietà di Gerry Cardinale. Le prime prestazioni stanno dando indicazioni incoraggianti: Moreira sta dimostrando di poter incidere in più modi, mettendo insieme tecnica, visione di gioco e personalità. E mentre a Milano si godono il suo rendimento, a Roma resta il rimpianto per un talento che avrebbe potuto vestire la maglia giallorossa.
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