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Pato ricorda il Milan: “Dicevano fossi il nuovo Ronaldo”
L’ex attaccante del Milan, Alexandre Pato, è tornato a parlare della sua carriera e soprattutto degli anni trascorsi in rossonero, periodo in cui era considerato uno dei giovani più promettenti del calcio mondiale. Arrivato a Milano giovanissimo, il brasiliano si ritrovò subito immerso in uno spogliatoio pieno di fuoriclasse, un’esperienza che ricorda ancora oggi con grande emozione.
Ripensando al suo primo impatto con la squadra, Pato ha raccontato l’impressione di trovarsi accanto a veri miti del calcio:
“Nello spogliatoio, alla mia destra, c’è Paolo Maldini. Poi, di fronte a me, vedo Kaká e Ronaldo. Era una squadra di leggende”.
L’ex attaccante ha ricordato anche un gesto significativo dell’allenatore di allora, Carlo Ancelotti, che lo colpì particolarmente nel giorno del suo arrivo.
“Ancelotti ha detto a tutti di alzarsi in piedi quando sono entrato. Ogni giocatore è venuto da me a salutarmi. Ho pensato: ‘Wow, questo è rispetto’. Puoi essere il miglior giocatore del mondo, ma devi rimanere umile. Devi avere rispetto per gli altri”.
Il peso delle aspettative su Pato e i paragoni con Ronaldo
Fin dai primi anni della sua carriera, Pato fu accostato a grandi campioni del calcio brasiliano. Un paragone che, secondo lo stesso giocatore, nasce spesso quando un giovane talento emerge in Brasile.
“Quando sei un bambino in Brasile, se fai qualcosa di speciale, ti dicono che sei il nuovo Pelé, il nuovo Ronaldo. Quando sono arrivato a Milano, dicevano: ‘Wow, questo è il nuovo Ronaldo’. Ma non mi sono mai sentito il nuovo Ronaldo”.
L’attaccante ha spiegato di aver sempre cercato di restare concentrato sul proprio percorso, senza lasciarsi condizionare troppo da confronti così pesanti.
Gli infortuni che hanno segnato la carriera
Nonostante un inizio promettente con la maglia del Milan, la carriera di Pato è stata fortemente condizionata dai numerosi problemi fisici che lo hanno accompagnato negli anni.
“Gli infortuni sono uno degli aspetti più difficili del calcio. La gente vede solo la partita. Non vede le lunghe file di giocatori infortunati che devono recuperare”.
Il brasiliano ha ricordato quanto sia frustrante affrontare continui stop:
“Dopo il primo, poi il secondo e il terzo infortunio, giocavo due partite e poi mi infortunavo di nuovo”.
Nonostante le difficoltà, l’ex rossonero conserva un ricordo speciale della sua esperienza a Milano, dove ha vissuto anni importanti accanto a campioni che hanno segnato un’epoca del calcio europeo.
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Milan, l’Atalanta insiste per Jashari: il futuro dello svizzero resta in bilico
Il mercato del Milan non riguarda soltanto gli acquisti. La dirigenza rossonera dovrà infatti valutare anche alcune situazioni in uscita e tra i giocatori al centro delle riflessioni c’è Ardon Jashari.
Il centrocampista svizzero, arrivato a Milano con grandi aspettative, è diventato uno dei nomi più discussi in vista della nuova stagione.
Sul classe 2002 ha messo gli occhi l’Atalanta, che continua a monitorare la situazione e non ha interrotto i dialoghi con l’entourage del giocatore. Il club bergamasco considera Jashari un profilo ideale per il proprio centrocampo e sarebbe pronto a fare uno sforzo importante per provare a convincere il Milan a lasciarlo partire.
La trattativa, però, non appare semplice. Il Milan ha investito molto sul centrocampista svizzero e la società rossonera non sembra intenzionata a privarsi facilmente di un giocatore considerato ancora funzionale al progetto tecnico. Dopo una prima stagione condizionata anche da problemi fisici e dalla difficoltà di adattarsi al nuovo ambiente, il club potrebbe preferire concedergli un’altra possibilità per dimostrare il proprio valore.
L’arrivo del nuovo allenatore potrebbe rappresentare un elemento decisivo nella valutazione finale. La nuova gestione tecnica dovrà infatti stabilire il ruolo di Jashari all’interno della rosa e capire se il centrocampista possa diventare una pedina importante nel sistema di gioco della prossima annata.
L’Atalanta resta quindi alla finestra, pronta ad approfittare di eventuali aperture. La Dea cerca rinforzi in mezzo al campo e vede in Jashari un giocatore con qualità tecniche e margini di crescita importanti. Per il Milan, invece, la scelta sarà tra puntare sul rilancio del talento svizzero oppure valutare un’offerta significativa per finanziare altre operazioni di mercato.
Le prossime settimane saranno decisive: molto dipenderà dalle valutazioni dello staff tecnico e dalla volontà del giocatore, ancora impegnato a costruirsi un ruolo da protagonista in rossonero.
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Milan, il piano per Modric: il croato resta centrale nel progetto di Amorim
Il Milan continua a puntare su Luka Modric.
Dopo settimane di riflessioni legate al futuro del campione croato, la permanenza in rossonero appare sempre più probabile: la società e il nuovo tecnico Ruben Amorim considerano il centrocampista una figura importante per il progetto della prossima stagione.
L’idea del club non è però quella di utilizzare Modric con gli stessi ritmi della passata annata. A quasi 41 anni, il Pallone d’Oro 2018 resta un giocatore capace di cambiare il volto di una partita grazie alla qualità tecnica, alla visione di gioco e alla capacità di gestire i tempi della gara, ma il Milan vuole preservarne la brillantezza attraverso una programmazione più attenta.
La gestione del minutaggio sarà quindi uno degli aspetti principali. L’obiettivo dello staff rossonero è evitare sovraccarichi e scegliere con attenzione le partite in cui affidarsi alla classe del croato. Modric potrebbe diventare ancora di più un riferimento per il gruppo, un leader in campo e nello spogliatoio, con un ruolo fondamentale nella crescita dei compagni più giovani.
La sua eventuale conferma avrebbe conseguenze anche sulle strategie di mercato del Milan. La presenza di un regista del suo livello permette infatti alla squadra di avere un punto di riferimento nella costruzione del gioco e potrebbe influenzare le scelte relative agli altri centrocampisti della rosa.
Anche Amorim ha manifestato pubblicamente il desiderio di continuare a contare sul croato, sottolineando il valore della sua esperienza e l’importanza che può avere all’interno del nuovo gruppo.
Per Modric la scelta sembra andare oltre l’aspetto economico: il centrocampista vuole sentirsi ancora protagonista e il Milan rappresenta una piazza nella quale ha trovato grande considerazione. La prossima stagione potrebbe dunque essere diversa dalla precedente, con meno continuità forzata ma con un ruolo ancora decisivo nei momenti più importanti.
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Milan, paura per Pulisic: microfrattura al perone e stop da valutare
Il Milan deve fare i conti con una brutta notizia arrivata dal fronte infortuni. Christian Pulisic, uno degli uomini più importanti della rosa rossonera, è stato costretto a fermarsi dopo il problema accusato con la nazionale statunitense durante il Mondiale.
Gli accertamenti effettuati dopo il trauma hanno evidenziato una microfrattura al perone della gamba destra, una situazione che obbligherà il giocatore a seguire un percorso di recupero prima di tornare a disposizione.
L’infortunio si è verificato nella sfida degli ottavi di finale tra Stati Uniti e Belgio, quando Pulisic ha subito una torsione importante tra caviglia e ginocchio nel tentativo di concludere un’azione offensiva. Il calciatore ha provato a rimanere in campo, ma successivamente è stato sostituito, lasciando subito spazio alla preoccupazione dello staff medico.
La microfrattura è una lesione ossea di entità generalmente inferiore rispetto a una frattura completa, ma richiede comunque attenzione e tempi adeguati per evitare ricadute. Secondo le valutazioni mediche riportate, il recupero può variare indicativamente tra tre e sei settimane, in base alla risposta del fisico del giocatore e alla progressione della riabilitazione.
Per il Milan il problema arriva in un momento delicato, perché Pulisic rappresenta un elemento centrale dal punto di vista tecnico e offensivo. La società rossonera spera di poterlo riavere a disposizione il prima possibile, ma senza forzare il rientro e rischiare un nuovo stop. L’obiettivo dello staff è accompagnare l’americano gradualmente verso il ritorno in gruppo, con la speranza che possa essere pronto per l’inizio del campionato o poco dopo.
L’assenza di Pulisic potrebbe influenzare anche le strategie di mercato del Milan, che dovrà valutare se ampliare le alternative nel reparto offensivo. Dopo una stagione in cui l’americano ha garantito qualità, gol e continuità, il club vuole evitare di farsi trovare impreparato nel caso in cui i tempi di recupero dovessero allungarsi.
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