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Milan, occhi su Karetsas per la trequarti di Amorim
Il Milan continua a lavorare sul mercato seguendo una linea precisa: costruire una squadra in grado di rispecchiare le idee tattiche del nuovo allenatore Rúben Amorim.
Tra i reparti che necessitano di maggiore attenzione c’è la trequarti, una zona del campo fondamentale nel sistema del tecnico portoghese, e proprio per questo la dirigenza rossonera ha messo nel mirino Konstantinos Karetsas, giovane talento del Genk considerato uno dei prospetti più interessanti del calcio europeo.
Classe 2007, Karetsas è un giocatore dotato di grande tecnica individuale, rapidità nello stretto e una notevole capacità di creare occasioni per i compagni. Nato in Belgio da famiglia greca, ha scelto di rappresentare la Grecia a livello internazionale dopo il percorso nelle selezioni giovanili belghe. Nonostante la giovane età, ha già accumulato una significativa esperienza tra i professionisti, elemento che ha attirato l’attenzione di diversi club europei.
Il suo ruolo naturale è quello di trequartista, posizione nella quale può sfruttare al meglio visione di gioco, dribbling e qualità nell’ultimo passaggio. All’occorrenza può essere impiegato anche sulla fascia destra, aumentando così la sua versatilità tattica. Caratteristiche che si sposano con il progetto del Milan, intenzionato a inserire nella rosa giocatori offensivi capaci di muoversi tra le linee e garantire imprevedibilità nella fase offensiva.
L’operazione, però, non si presenta semplice. Il Genk ha blindato il proprio gioiello con un rinnovo contrattuale fino al 2029 e valuta il cartellino del giocatore intorno ai 40 milioni di euro. Una cifra importante, soprattutto considerando l’età del calciatore, ma il Milan vuole anticipare la concorrenza prima che il valore di Karetsas possa aumentare ulteriormente con il passare delle stagioni.
La società rossonera starebbe valutando attentamente la situazione anche in relazione alle possibili operazioni in uscita. Un eventuale investimento sigArticolonificativo sulla trequarti potrebbe infatti essere collegato alla cessione di un elemento importante della rosa, con il futuro di Rafael Leao che resta uno dei temi principali del mercato milanista.
Per il momento Karetsas rappresenta un’idea ambiziosa, ma coerente con la strategia del Milan: puntare su giovani talenti con margini di crescita elevati e costruire una squadra competitiva nel presente e nel futuro. Il club rossonero osserva con attenzione gli sviluppi, consapevole che assicurarsi un profilo di questo livello potrebbe significare anticipare una futura asta internazionale.
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Milan, Pavlovic verso il rinnovo fino al 2031: stipendio in aumento per lui
Il Milan si prepara a blindare Strahinja Pavlovic, uno dei difensori che negli ultimi mesi hanno acquisito maggiore importanza all’interno della squadra rossonera.
Secondo quanto riportato da Sky Sport, il centrale serbo si è presentato a Casa Milan nella giornata del 13 ottobre 2026 per formalizzare il rinnovo del contratto, attualmente in scadenza nel 2028. Il nuovo accordo dovrebbe estendere il legame con il club fino al 2031.
L’operazione rappresenta un segnale di fiducia nei confronti del giocatore, arrivato a Milano nell’estate del 2024 dopo l’esperienza al Salisburgo. La società intende così dare continuità al reparto arretrato e assicurarsi la permanenza di un elemento che, con il passare del tempo, ha saputo ritagliarsi uno spazio sempre più rilevante.
Dalla stagione altalenante alla crescita in difesa
L’avventura di Pavlovic in rossonero è cominciata con un primo anno caratterizzato da prestazioni alterne sotto la guida di Paulo Fonseca e Sérgio Conceição. Successivamente, il difensore ha trovato maggiore continuità, riuscendo a rafforzare la propria posizione nelle gerarchie della squadra.
Le sue caratteristiche fisiche, l’aggressività nei contrasti e la capacità di affrontare i duelli individuali lo hanno reso un profilo importante per la retroguardia milanista. Il bilancio complessivo con la maglia del Milan, considerando campionato e coppe, è di sette gol in 80 presenze: numeri che testimoniano anche il suo contributo nelle situazioni offensive, soprattutto sui calci piazzati.
Il rinnovo fino al 2031 permetterebbe al club di puntare ancora a lungo sul centrale serbo, confermando la volontà di costruire una difesa stabile nel tempo.
Ingaggio da 3 milioni: Pavlovic sceglie il Milan
Uno degli aspetti più rilevanti dell’accordo riguarda la parte economica. Attualmente Pavlovic percepirebbe circa 1,7 milioni di euro netti a stagione, mentre il nuovo contratto dovrebbe portare il suo stipendio intorno ai 3 milioni netti annui, secondo quanto riferito da La Gazzetta dello Sport.
Il prolungamento arriva anche dopo l’interesse manifestato da società della Premier League. Stando alle indiscrezioni, il difensore avrebbe preferito proseguire il proprio percorso a Milano, rinunciando alla possibilità di trasferirsi in Inghilterra.
Una scelta che si inserisce nella volontà di diventare un punto fermo del progetto rossonero e di continuare a crescere in un ambiente nel quale si sente a proprio agio.
Le parole del difensore: «Voglio vincere col Milan»
Lo scorso aprile, Pavlovic aveva già manifestato apertamente il proprio attaccamento alla squadra e alla città, spiegando a Sportmediaset quali fossero le sue intenzioni per il futuro.
«Penso di voler restare tanto al Milan, mi piace la città e l’ambiente oltre ai nostri supporter. Qui sono molto contento e voglio vincere col Milan».
Il serbo aveva inoltre sottolineato il valore del rapporto con il pubblico rossonero, soffermandosi sull’abitudine di cantare insieme ai tifosi al termine delle partite: «Accadeva anche quando ero al Partizan, dobbiamo essere uniti con il nostro pubblico».
Una conferma strategica per il futuro rossonero
Il rinnovo di Pavlovic si inserisce nella strategia del Milan di trattenere i giocatori considerati centrali per il progetto sportivo. Prolungare il contratto fino al 2031 significherebbe garantire continuità alla difesa e riconoscere la crescita del calciatore anche attraverso un adeguamento dello stipendio.
Per il centrale serbo, invece, l’accordo rappresenterebbe un investimento sul proprio futuro in rossonero, con l’obiettivo di contribuire ai successi della squadra e consolidare ulteriormente il proprio ruolo. La priorità, come aveva già dichiarato, resta chiara: continuare a vestire la maglia del Milan e provare a vincere trofei con il club.
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Milan, Ibrahimovic sempre più lontano dal club: la situazione
Il rapporto tra Zlatan Ibrahimovic e il Milan sembra attraversare una fase profondamente diversa rispetto al passato.
L’ex attaccante svedese, entrato nell’ambiente rossonero con un incarico ufficiale nel dicembre 2023, sarebbe oggi sempre meno coinvolto nella gestione quotidiana del club. A evidenziarlo è una ricostruzione di Sky Sport, che descrive un progressivo allontanamento di Ibra dalle dinamiche interne della società.
Le sue apparizioni pubbliche al fianco di Gerry Cardinale, proprietario di riferimento attraverso RedBird, si sarebbero ridotte sensibilmente. Anche la presenza nel centro sportivo di Milanello sarebbe diventata sporadica: dopo circa sei mesi di assenza, Ibrahimovic si era fatto rivedere il 14 settembre, alla vigilia dell’impegno europeo contro il Benfica.
Il nuovo assetto del Milan e la posizione dello svedese
Secondo quanto riportato da Sky Sport, Ibrahimovic non sarebbe più da considerare un dirigente operativo del Milan nel senso tradizionale del termine. Il suo incarico rimarrebbe principalmente quello di Senior Advisor di RedBird, con una particolare attenzione agli aspetti sportivi e alle questioni calcistiche.
Non è stato chiarito se questo cambiamento sia stato determinato da una scelta dello stesso Ibrahimovic oppure da una ridefinizione delle responsabilità decisa dalla proprietà. Resta però la distanza rispetto alla fase iniziale del suo percorso, quando partecipava attivamente alla comunicazione del progetto rossonero.
Nell’estate del 2024, per esempio, lo svedese aveva preso parte a una lunga conferenza stampa a Milanello per illustrare le linee guida del progetto tecnico affidato a Paulo Fonseca. Una visibilità che, nel tempo, sembra essersi progressivamente attenuata.
I retroscena e la riorganizzazione societaria
Il ridimensionamento della presenza pubblica di Ibrahimovic era emerso già dopo la stagione 2024-2025, quando le sue visite a Milanello erano diventate occasionali. Successivamente, durante la primavera, erano circolate indiscrezioni su possibili divergenze con Massimiliano Allegri e su alcuni contatti con calciatori della rosa che avrebbero alimentato interrogativi sul suo rapporto con l’area tecnica.
Nel frattempo, il Milan ha attraversato una riorganizzazione più ampia, con cambiamenti che hanno coinvolto diverse figure dell’area sportiva e manageriale, tra cui Allegri, Tare, Moncada e Furlani. In questo contesto, non si può escludere che anche la collocazione di Ibrahimovic sia stata interessata dalla revisione degli equilibri interni, anche se non sono stati forniti chiarimenti definitivi sulle ragioni del suo minore coinvolgimento.
Il contratto con RedBird e il compenso
Un altro elemento riguarda gli accordi economici tra Ibrahimovic e la proprietà. Nei mesi scorsi, il quotidiano La Verità aveva riferito che il consulente avrebbe un contratto della durata di cinque anni, con un compenso base di un milione di dollari e la possibilità di ottenere warrant convertibili, strumenti che potrebbero consentire in futuro l’acquisto di ulteriori quote azionarie del Milan.
Si tratta di dettagli riportati dalla stampa, che contribuiscono a delineare il legame tra l’ex campione e la società d’investimento di Cardinale.
Cardinale chiarisce: «Zlatan lavora per RedBird non per il Milan»
A fine luglio, durante un evento organizzato dal Wall Street Journal, Gerry Cardinale aveva spiegato direttamente quale fosse la funzione pensata per Ibrahimovic all’interno del proprio progetto.
«Zlatan lavora per RedBird non per il Milan, questa è stata una cosa difficile da far capire alle persone in Europa», aveva dichiarato, sottolineando che l’intenzione iniziale non era quella di trasformarlo nel principale riferimento decisionale del club.
Cardinale aveva poi evidenziato il valore dell’esperienza dello svedese: «Zlatan è un talento e sono poche le persone che riescono a essere grandi campioni in campo e fare il passaggio nel mio mondo: quando le vedo, le prendo».
Il proprietario di RedBird aveva spiegato di aver individuato in Ibrahimovic una figura capace di contribuire alla leadership e alla cultura sportiva, grazie alla conoscenza diretta delle dinamiche del calcio di alto livello.
Infine, aveva precisato: «Originariamente l’idea era che Zlatan venisse a lavorare in RedBird, non al Milan». E aveva aggiunto che il compito dello svedese consiste nel «consigliare la proprietà sulle questioni di calcio».
Le parole di Cardinale aiutano quindi a comprendere la distinzione tra il ruolo di consulente della proprietà e quello di dirigente operativo del Milan. Il legame di Ibrahimovic con il mondo rossonero non risulterebbe necessariamente interrotto, ma la sua funzione appare oggi più defilata rispetto alla fase in cui era diventato uno dei volti pubblici del progetto societario.
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Milan, Amorim impressionato da Bakola: piace anche a Juventus e Roma
Darryl Bakola si è messo in evidenza nella sfida del Mapei Stadium contro il Milan, offrendo una prestazione che ha attirato l’attenzione di Ruben Amorim.
Il giovane centrocampista del Sassuolo, nato nel 2007, ha dimostrato personalità e qualità tecniche non comuni per un calciatore della sua età, conquistando un giudizio positivo e confermando di poter competere a un livello già importante.
Arrivato a gennaio dal Marsiglia per una cifra vicina ai 10 milioni di euro, a cui si aggiungono 2 milioni di bonus, il francese è considerato uno dei profili più interessanti tra i giovani centrocampisti in circolazione. La sua crescita non sta passando inosservata agli osservatori dei principali club europei e, tra le società che avrebbero manifestato interesse, figura adesso anche il Milan.
In un calcio alla ricerca di centrocampisti capaci di abbinare tecnica, dinamismo e capacità di inserirsi negli ultimi metri, Bakola rappresenta un prospetto particolarmente intrigante. Il suo modo di interpretare il ruolo, con la ricerca costante della giocata in avanti, richiama per alcuni aspetti le caratteristiche di Paul Pogba, un riferimento per il giovane francese.
Tecnica, visione di gioco e capacità di attaccare gli spazi
A convincere maggiormente sono la qualità nel palleggio e la capacità di partecipare attivamente alla costruzione della manovra. Bakola ha già accumulato oltre 300 minuti in Serie A, mostrando una buona continuità nelle giocate e precisione nella distribuzione del pallone.
Il suo contributo non si limita alla gestione del possesso: il centrocampista sa anche cercare soluzioni verticali e accelerare l’azione quando individua gli spazi giusti. Può essere impiegato da trequartista, mezzala o centrocampista offensivo, mantenendo la tendenza a entrare nel vivo del gioco e a cercare la porta attraverso passaggi e movimenti offensivi.
Tra gli episodi che hanno contribuito a valorizzarne il profilo c’è anche l’assist servito a Bowie per il momentaneo 2-1 contro la Juventus. Una giocata che testimonia la capacità di incidere anche negli ultimi trenta metri.
Il percorso di crescita al Sassuolo
Il lavoro svolto dallo staff tecnico sta avendo un ruolo importante nella maturazione del talento francese. L’obiettivo è accompagnarlo gradualmente, valorizzando le sue qualità senza bruciare le tappe. Un percorso che richiama, per impostazione, quello già intrapreso nella scorsa stagione con altri giovani, come Cisse e Favasuli.
Bakola non basa il proprio gioco esclusivamente sulla velocità pura, ma sulla lettura delle situazioni, sulla tecnica e sulla capacità di muoversi negli spazi stretti. Sono caratteristiche che possono renderlo adatto a sistemi di gioco nei quali il centrocampo deve garantire sia il controllo del pallone sia la ricerca immediata della profondità.
Proprio questa combinazione di qualità avrebbe colpito Amorim, che potrebbe considerarlo un profilo da seguire con attenzione in vista delle prossime finestre di mercato.
Juventus e Roma sulle tracce del talento
Il Milan, però, non sarebbe l’unica società italiana interessata al giovane centrocampista. Anche Juventus e Roma starebbero monitorando la sua evoluzione. Un dettaglio significativo riguarda proprio il trasferimento di Bakola al Sassuolo: l’operazione fu condotta dall’allora dirigente neroverde Giovanni Carnevali, prima del suo passaggio alla Juventus.
Questo precedente potrebbe favorire i bianconeri nei rapporti con il club emiliano. Allo stesso tempo, il profilo del francese sarebbe stato segnalato anche all’area tecnica della Roma, con l’obiettivo di valutarne il potenziale per il futuro.
Per i giallorossi, il giovane potrebbe rappresentare una possibile scommessa sul centrocampo, da inserire in un progetto di crescita a medio-lungo termine.
Valutazione in aumento: possibile assalto oltre i 30 milioni
Il rendimento mostrato in campionato sta inevitabilmente incidendo sul valore di mercato di Bakola. Se a febbraio il Sassuolo aveva investito circa 10 milioni di euro più bonus per acquistarlo, oggi la valutazione sarebbe sensibilmente aumentata.
Le stime riportate indicano una cifra almeno doppia rispetto all’investimento iniziale, con la possibilità di superare i 30 milioni di euro se il giocatore dovesse continuare a offrire prestazioni di alto livello.
La concorrenza tra Milan, Juventus e Roma potrebbe quindi diventare sempre più interessante nei prossimi mesi. Molto dipenderà dalla continuità del classe 2007 e dalla sua capacità di confermare le qualità messe in mostra contro i rossoneri. Per il Sassuolo, intanto, Bakola rappresenta un patrimonio tecnico ed economico da valorizzare con attenzione.
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