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Nesta ricorda il Milan: “All’inizio stavo male, poi capii che era il club migliore del mondo”
In occasione dei suoi 50 anni, Alessandro Nesta ha ripercorso alcune delle tappe più significative della sua carriera in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera. Tra i ricordi più intensi, l’ex difensore si è soffermato sul suo passaggio dalla Lazio al Milan nel 2002, un trasferimento vissuto inizialmente con grande amarezza.
Il saluto ai nuovi tifosi del Milan
Nesta ha raccontato il momento in cui si affacciò al balcone dell’Hotel Gallia per salutare i nuovi tifosi rossoneri: “Stavo male veramente. Da tre anni mi dovevano vendere per questioni di bilancio e quella mattina, quando mi ero allenato a Formello, avevo pensato ‘vai, anche quest’anno è andata’. E invece a fine sessione avvisarono me e Crespo che eravamo stati ceduti”.
Nonostante la delusione iniziale, l’ex difensore ha ricordato anche un episodio curioso avvenuto poche ore dopo: “Con Adriano Galliani ero andato come ospite a Pressing. Alla prima pausa pubblicitaria venni ripreso: ‘Sorridi, perché i giocatori al Milan sono solo felici’”.
Con il passare del tempo, però, Nesta cambiò prospettiva sul suo trasferimento: “Sono andato forte quando ho capito che non ero arrivato solo nella squadra migliore del mondo, ma nel club in quel momento al top per organizzazione, visione e capacità economica”.
Tra i ricordi più importanti della sua carriera in rossonero c’è la finale di Champions League contro la Juventus: “La partita che non dimenticherò? La finale di Manchester del 2003 con la Juve. È stata la mia prima. Poi da lì è diventato un obbligo arrivare in fondo alla Champions”.
La condivisione dello spogliatoio con dei campioni
Nesta ha poi parlato anche dei compagni più significativi incontrati al Milan, elogiando il talento di Andrea Pirlo: “Sapevo che era bravo, ma solo quando ho potuto lavorare con lui mi sono accorto che era geniale”.
Tra i modelli da seguire, invece, ha citato Paolo Maldini: “Quando sono arrivato a Milano e ho visto che, pur non essendo un ragazzino, andava sempre a 300 all’ora ho capito perché il Milan vinceva sempre e noi alla Lazio ci aggrappavamo a un sacco di scuse per giustificare gli insuccessi”.
Infine, un ricordo anche dei confronti accesi con Clarence Seedorf: “Abbiamo avuto tanti scontri, ma le nostre liti erano sempre per il bene del Milan”.
Nesta ha concluso parlando anche di Massimiliano Allegri, allenatore che lo ha guidato negli ultimi anni in rossonero: “Quando l’ho avuto come tecnico ho discusso molto per il mio amico Pirlo: per me era inconcepibile che non fosse il perno della squadra”.
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Milan-Atalanta: le scelte di Allegri tra turnover e dubbi offensivi
Il Milan di Massimiliano Allegri si avvicina alla delicata sfida contro l’Atalanta con diverse riflessioni aperte sulla formazione titolare.
La gara, valida per la 36ª giornata di Serie A e in programma a San Siro, rappresenta un passaggio cruciale nella corsa europea dei rossoneri, che stanno vivendo un periodo altalenante di risultati e rendimento offensivo.
Secondo le ultime indicazioni provenienti da Milanello, Massimiliano Allegri starebbe valutando un’impostazione più fisica e meno prevedibile rispetto alle ultime uscite. La principale novità riguarda l’attacco: Rafael Leão potrebbe partire dalla panchina, scelta dettata sia da ragioni tattiche sia da una condizione non sempre brillante nelle ultime settimane. Al suo posto, spazio a soluzioni più dinamiche e di sacrificio.
In avanti, infatti, prende quota la candidatura di Santiago Gimenez, pronto a tornare titolare dopo un periodo complicato tra acciacchi e scarsa continuità. Accanto a lui dovrebbe agire Christian Pulisic, con l’obiettivo di garantire maggiore mobilità tra le linee e pressione alta sulla difesa avversaria.
A centrocampo, una delle novità più rilevanti riguarda Ruben Loftus-Cheek, che potrebbe essere schierato dal primo minuto per offrire fisicità, inserimenti e presenza nelle due fasi. L’inglese non gioca con continuità da tempo, ma Allegri lo considera un profilo utile per aumentare intensità e duelli nella zona centrale del campo.
Il sistema di gioco dovrebbe restare il 3-5-2, ma con interpreti differenti rispetto al solito. L’idea è quella di rendere la squadra più solida e verticale, limitando il palleggio sterile e cercando transizioni rapide verso gli attaccanti.
La partita contro l’Atalanta, avversario tradizionalmente aggressivo e organizzato, rappresenta quindi un test importante non solo per la classifica, ma anche per capire quale volto definitivo il Milan di Allegri voglia assumere nel finale di stagione. Le scelte di formazione, soprattutto in attacco, sembrano andare nella direzione di una maggiore concretezza rispetto al talento puro, con l’obiettivo di ritrovare efficacia nei momenti decisivi del campionato.
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Milan, cresce la protesta dei tifosi: oltre 20 mila firme contro Furlani
La tensione attorno al Milan continua ad aumentare e nelle ultime ore la protesta dei tifosi contro Giorgio Furlani ha raggiunto numeri molto importanti.
La petizione online che chiede le dimissioni dell’amministratore delegato rossonero ha infatti superato quota 20 mila firme, confermando il clima di forte malcontento che si respira attorno alla società dopo una stagione giudicata deludente da gran parte dell’ambiente milanista.
Le critiche rivolte alla dirigenza riguardano soprattutto le scelte sportive e la gestione del progetto tecnico. Molti tifosi contestano alla società di non aver costruito una squadra sufficientemente competitiva per lottare stabilmente ai massimi livelli sia in Italia sia in Europa. La delusione per alcuni risultati negativi e per una stagione caratterizzata da grande discontinuità ha alimentato il distacco tra una parte della tifoseria e i vertici del club.
Sui social network il dissenso è diventato sempre più evidente. Nelle ultime settimane sono comparsi hashtag di protesta, messaggi di contestazione e richieste di cambiamento rivolte direttamente alla proprietà RedBird e ai dirigenti rossoneri. Per molti sostenitori del Milan, la società avrebbe dato eccessiva priorità agli equilibri economici e alle plusvalenze rispetto alla competitività sportiva della squadra.
Nonostante la pressione crescente, al momento non sembrano esserci segnali concreti di un possibile cambio ai vertici societari. Gerry Cardinale continua infatti a considerare Furlani una figura centrale nella gestione economica del club e apprezza il lavoro svolto negli ultimi anni sul piano finanziario. La proprietà ritiene fondamentale mantenere sostenibilità e controllo dei conti anche nelle prossime stagioni.
La situazione resta comunque molto delicata. I prossimi mesi saranno decisivi per capire se il Milan riuscirà a ricompattare l’ambiente attraverso risultati sportivi e nuove strategie di mercato oppure se la contestazione continuerà a crescere ulteriormente coinvolgendo in modo sempre più diretto la proprietà americana.
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Milan, rivoluzione in attacco: tutti i profili seguiti dai rossoneri
Il Milan sta già pianificando le mosse per rinforzare il reparto offensivo in vista della prossima stagione.
La dirigenza rossonera considera prioritario l’arrivo di almeno un nuovo centravanti capace di garantire continuità realizzativa, esperienza internazionale e maggiore peso offensivo. Molto, però, dipenderà dalla qualificazione alla prossima Champions League, fattore che influenzerà budget, strategie e possibilità di convincere determinati giocatori ad accettare il progetto milanista.
Tra i nomi che piacciono maggiormente c’è quello di Alexander Sorloth. L’attaccante norvegese dell’Atletico Madrid viene considerato un profilo ideale per fisicità, esperienza e capacità realizzativa. Nonostante la forte concorrenza nel club spagnolo, Sorloth ha continuato a mantenere numeri importanti e il Milan lo vede come una possibile soluzione affidabile per guidare il reparto offensivo.
Grande attenzione anche attorno a Gabriel Jesus. L’attaccante brasiliano dell’Arsenal è uno dei profili più apprezzati per qualità tecniche, esperienza internazionale e duttilità offensiva. Secondo diverse indiscrezioni, il suo nome sarebbe in cima alla lista dei desideri del Milan, soprattutto perché potrebbe rappresentare un salto di qualità immediato per il reparto avanzato.
Accanto ai due principali candidati, i rossoneri stanno monitorando anche altre situazioni interessanti. Restano vive le piste che portano a Dusan Vlahovic e Gonçalo Ramos, due attaccanti che potrebbero lasciare rispettivamente Juventus e Paris Saint-Germain in caso di offerte convincenti. Piacciono inoltre Romelu Lukaku, Moise Kean e Santiago Castro, profili che conoscono già molto bene il campionato italiano e che garantirebbero un inserimento più rapido nel sistema tattico rossonero.
La sensazione è che il Milan voglia costruire un attacco più completo e competitivo rispetto alle ultime stagioni. Le valutazioni della dirigenza riguarderanno non solo l’aspetto tecnico, ma anche quello economico, con particolare attenzione a ingaggi, sostenibilità finanziaria e opportunità di mercato. Prima di affondare il colpo, però, il club aspetta di conoscere con certezza quale competizione europea disputerà nella prossima stagione.
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