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Milan-Parma 0-1: palo Leao, decide Troilo a San Siro
Milan-Parma 0-1: i rossoneri sprecano, Leao colpisce il palo e Troilo firma di testa la vittoria del Parma alla 26ª giornata di Serie A.
Alla 26ª giornata di Serie A il Milan cade a San Siro contro il Parma, che passa 1-0 grazie al primo gol in campionato di Troilo, tra l’altro contestassimo . I rossoneri interrompono una lunga striscia di 24 gare senza sconfitte, restano a secco di reti in casa e vedono allontanarsi l’Inter capolista a -10 in classifica.
Primo tempo: emergenza infortuni e occasione per Pulisic
La partita si mette subito in salita per il Milan già nel riscaldamento, quando Gabbia è costretto al forfait e Pioli (o il tecnico rossonero di turno) inserisce De Winter in difesa. Dopo appena 7 minuti di gioco si ferma anche Loftus-Cheek, sostituito da Jashari, complicando ulteriormente i piani tattici dei padroni di casa. Nonostante le difficoltà, il primo tempo resta equilibrato: il Milan crea un paio di occasioni interessanti soprattutto con Pulisic, ma manca la precisione nell’ultimo passaggio e nella conclusione.
Ripresa: assedio Milan, palo di Leao e colpo Parma
Nella ripresa il Milan alza il ritmo e schiaccia il Parma nella propria metà campo, spingendo soprattutto sulla fascia sinistra con Leao. Il portoghese va vicino al gol del vantaggio ma viene fermato dal palo, episodio chiave che cambia l’inerzia psicologica della gara. Il Parma soffre ma resta ordinato, respinge l’assedio rossonero e attende il momento giusto per colpire in ripartenza e sui piazzati.
Il gol di Troilo e il finale
All’80’ arriva l’episodio decisivo: su situazione da palla inattiva, Troilo prende il tempo alla difesa del Milan e sigla di testa il suo primo gol in Serie A. La rete del difensore argentino vale una vittoria pesantissima per gli emiliani, che tornano a espugnare San Siro contro il Milan per la prima volta dal marzo 2014. Nel finale i rossoneri provano l’assalto conclusivo ma non trovano sbocchi, con il Parma che difende il risultato e porta a casa tre punti di enorme valore.
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Gimenez al centro del progetto Milan: tra campo, fiducia e mercato
Nel momento decisivo della stagione, il rapporto tra campo e mercato in casa Milan passa anche dalle prestazioni di Santiago Gimenez. L’attaccante messicano, arrivato come investimento importante, è al centro delle valutazioni tecniche di Massimiliano Allegri, che continua a monitorarne crescita, condizione e impatto nelle rotazioni offensive.
Secondo il ragionamento interno al club, il rendimento del centravanti non è più soltanto una questione tecnica, ma anche strategica: ciò che accade in campo potrebbe influenzare le scelte future del mercato rossonero, soprattutto per quanto riguarda il ruolo del numero 9.
Fiducia e valutazioni tecniche
Gimenez è considerato un profilo su cui il Milan ha deciso di investire, ma il suo percorso è ancora in fase di consolidamento. Il tecnico rossonero sta cercando continuità dal punto di vista realizzativo, alternando l’attaccante con altri interpreti del reparto offensivo per trovare il giusto equilibrio.
Come emerge anche dalle riflessioni interne riportate, la società non vuole affrettare giudizi: il messicano resta un elemento centrale nel progetto, ma ogni sua prestazione viene letta anche in chiave futura.
Tra campo e strategie di mercato
Il tema del centravanti si intreccia inevitabilmente con le strategie del club. In un contesto in cui il rendimento offensivo è osservato con attenzione, il Milan valuta anche come intervenire nelle prossime finestre di mercato, senza però stravolgere le gerarchie interne.
L’idea è quella di dare continuità al lavoro svolto, lasciando che sia il campo a determinare eventuali correzioni. In questo senso, la figura di Gimenez rappresenta un punto di equilibrio: giovane, con margini di crescita, ma già inserito in un sistema che pretende risultati immediati.
Il peso delle prossime partite
Le prossime gare diventano quindi un banco di prova fondamentale. Non solo per la corsa in campionato, ma anche per le valutazioni a medio termine del progetto tecnico. Il rendimento degli attaccanti, in particolare di Gimenez, sarà osservato con grande attenzione dallo staff tecnico e dalla dirigenza. In casa Milan, insomma, ogni gol pesa doppio: per la classifica e per il futuro.
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Allegri: “Serve equilibrio, pensiamo alla Champions”
Alla vigilia della sfida contro l’Udinese, Massimiliano Allegri ha parlato in conferenza stampa facendo il punto sul momento del Milan. Dopo la sconfitta contro il Napoli di Antonio Conte, l’obiettivo è ritrovare subito equilibrio e risultati per restare in corsa per la Champions League.
Il tecnico rossonero ha sottolineato l’importanza del fattore San Siro, senza però perdere lucidità nell’analisi: “Sì può essere un fattore. Abbiamo passato una settimana dopo la trasferta di Napoli, dove la squadra ha fatto anche una buona partita. Il risultato condiziona il giudizio. Da qua alla fine deve regnare l’equilibrio, mancano ancora un po’ di punti all’obiettivo, un passo alla volta bisogna arrivarci. Ci sono dati oggettivi: nelle ultime 3 partite abbiamo perso due volte in trasferta, da Parma ad oggi per tre volte non abbiamo fatto gol. Va affrontato con grande serenità e lucidità”.
Testa alla Champions e gestione mentale
Allegri ha poi affrontato il tema dell’impatto psicologico dopo la sconfitta di Napoli, ribadendo la necessità di restare concentrati sull’obiettivo: “L’aspetto psicologico… È normale che dopo che perdi a Napoli, perdi il secondo posto, vai a 9 punti dall’Inter. i primi due giorni sono stati i più difficili. Ma poi bisogna virare sull’obiettivo. Forse non siamo stati troppo bravi per essere più vicini all’Inter, ci serve per lavorare per migliorare, senza perdere di vista l’obiettivo Champions. Ci sono 7 partite, ci sono squadre che stanno crescendo. Capita durante la stagione che ci sono momenti in cui gli attaccanti fanno gol e altri in cui non lo fanno. Ma sono sicuro che da qui alla fine faranno dei gol che ci serviranno per entrare in Champions”.
Modulo, equilibrio e attacco in difficoltà
Sui possibili cambi tattici, l’allenatore invita a non ridurre tutto a una questione di moduli:
“Saelemaekers è un attaccante o un terzino? Se fosse una roba solo di moduli sarebbe troppo facile. Ci devono essere degli equilibri. A Napoli, vai per fare risultato, ma puoi anche perdere. Non è che una partita deve destabilizzare il lavoro di un anno: a fine anno ci metteremo lì e valuteremo tutti. Aspetto fisico, gestionale, cosa è stato fatto bene o male. Ma con equilibrio e lucidità, senza farci travolgere dagli eventi. Perché se ci facciamo travolgere dagli eventi succede un disastro”.
Sulle difficoltà offensive, Allegri ha difeso i suoi giocatori: “Pulisic e Leao hanno avuto vari infortuni purtroppo, che non hanno fatto sì che trovassero la condizione. Ma hanno fatto gol importanti. Gimenez sta rientrando ore, dopo sei mesi può avere un calo fisico. Fullkrug è arrivato a gennaio, campionato nuovo, è un po’ che era fermo. Si è messo a disposizione. Fino alla fine deve rimanere un ambiente positivo. Bisogna arrivare all’obiettivo: che si giochi con 6 punte, con 8, con una o nessuna non conta. Conta giocare le partite con fare propositivo. A Napoli abbiamo avuto occasioni, il risultato cambia le opinioni. Se avessimo vinto o pareggiato non è che la prestazione sarebbe stata migliore o peggiore, gli errori all’interno della partita sarebbero stati gli stessi. Ci sono momenti in cui non si riesce a fare gol, ma credo che la qualità di Leao, Nkunku, Gimenez, Pulisic, Fullkrug, Saelemaekers è alta. Domani è difficile, Udinese squadra fisica. Ti riparte addosso, tiene il campo in maniera devastante. Domani sera giochiamo alle 18, con una temperatura diversa rispetto a 20 giorni fa. Ci sarà meno ritmo, siamo a fine stagione, il risultato diventa più importante. Bisogna concentrarsi su quello che c’è da fare”.
Analisi della stagione e gestione del gruppo
Sul calo rispetto al girone d’andata, Allegri ha ribadito la sua filosofia: “Io credo in una sola cosa: lavorare per migliorare, non perdendo l’equilibrio e la forza di una squadra. All’inizio quando siamo partita, cambiando tantissimi giocatori, la squadra si è messa a disposizione come è a disposizione ora. Ma è difficile dire il perché, il calcio è bello per questo. Alla fine quello che conta è il risultato. Allora, cosa conta? Il calcio, che è un gioco meraviglioso e imprevedibile, se non fai il risultato puoi fare anche tutte le cose più belle del mondo, ma c’è da fare solo una cosa: vincere le partite. È quello che sposta l’opinione”.
E sulle possibili rotazioni: “Siamo tutti a disposizione, compreso Gabbia. Verrà con noi e ha fatto la prima settimana di allenamento, non è al 100%. Loftus è pienamente recuperato. Ho tutti a disposizione, ci sarà la possibilità di fare qualche cambio per mettere nuove energie mentali dentro”.
Critiche, mercato e risposta a Cassano
Non è mancata una riflessione sulle critiche e sul mercato: “Pensando sempre indietro si sbaglia. Guardiamo in avanti. I ragazzi sono cambiati, il mondo è cambiato, è cambiato tanto. Cerchiamo di arrivare in Champions. Poi finita la stagione, vedremo. Analizzare le cose fatte bene e le cose sbagliate, in tutti i settori. È un discorso che va fatto a bocce ferme con grande lucidità. Quando c’è il campionato in corso e la palla viaggia hai giudizi non lucidi, sei condizionato dal risultato. Domani abbiamo una possibilità, speriamo di far bene”.
Infine, la replica alle dichiarazioni di Antonio Cassano: “Ho avuto la fortuna e il piacere di allenare Cassano, da giocatore aveva giocate straordinarie. Dicevo sempre che si avvicinasse un po’ a Ronaldinho, che era uno che faceva passare la palla dove voleva lui. Io rispetto le opinioni di tutti, se ha detto così mi ha fatto un grande complimento: se io sono il responsabile di tutto vuole dire che è pesato… (sorride, ndr)”.
Nazionale, futuro e ambizioni
Sull’ipotesi di diventare commissario tecnico della Nazionale, Allegri ha risposto con una battuta: “Prima dell’allenatore dovranno decidere chi è il presidente. Poi dopo da lì decideranno“.
Guardando avanti, il tecnico resta focalizzato sul presente ma con uno sguardo ambizioso anche all’Europa: “L’importante è cercare di lavorare bene su quella che è la stagione prossima se torneremo in Champions. Real-Bayern è stata una partita meravigliosa. I portieri li abbiamo notati solo per le parate, hanno toccato poco palla con i piedi. Quando l’arbitro ha fischiato la fine ero dispiaciuto perché volevo che la partita andasse avanti. Quando ci sono quelle giocate tecniche in velocità è una cosa meravigliosa. Se dovessimo entrare in Champions bisognerà avere l’ambizione di fare le cose al massimo”.
Il valore dei campioni
In chiusura, una riflessione personale sul calcio e sui grandi giocatori allenati: “Sul piano personale è sempre una crescita costante, confrontandomi con persone nuove. Tutti ti danno sempre qualcosa. Io sono molto curioso nel conoscere persone. Sul piano tecnico-tattico. Quest’anno abbiamo lavorato in questo modo, magari l’anno prossimo faremo il contrario di quanto fatto quest’anno, è anche questo il bello del calcio. Abitudinario non lo sono. Con lo staff c’è da fare un ragionamento su tutto quello che abbiamo fatto. Se dovessimo entrare in Champions dovremo cercare di migliorare il tutto”.
E su Luka Modrić: “Dico solo una cosa: tutti i campioni che ho allenato, quando parlo di loro io mi emoziono sempre. È emozionante vedere ancora i video delle loro gesta tecniche, è quello il bello. Senza quello, a calcio non si gioca”.
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Il Milan accelera per Goretzka: offerta e vantaggio sui concorrenti
Il Milan continua a lavorare in vista della prossima sessione di calciomercato, e uno dei principali obiettivi per rinforzare il centrocampo estivo sarebbe Leon Goretzka, attualmente al Bayern Monaco e in scadenza di contratto a giugno 2026. Il club rossonero, secondo le ultime indiscrezioni, avrebbe già formulato un’offerta concreta per il centrocampista, con un contratto triennale e condizioni economiche interessanti che potrebbero metterlo in vantaggio rispetto a molte delle squadre che seguono il calciatore.
L’idea della dirigenza milanista è quella di assicurarsi un elemento di grande esperienza e qualità in mezzo al campo, pronto a dare un contributo immediato sia in campionato sia nelle competizioni europee. La proposta economica che il club ha messo sul tavolo – inclusa la durata pluriennale e un ingaggio competitivo – è pensata per convincere Goretzka ad accettare la destinazione italiana, sfruttando la possibilità di arrivare a parametro zero una volta svincolato dal Bayern.
Il vantaggio del Milan risiederebbe proprio in questo: un’offerta ben strutturata e presentata con anticipo rispetto alla concorrenza. Diverse squadre europee – inclusa la Juventus e club di Premier League – hanno mostrato interesse per il centrocampista, ma l’approccio dei rossoneri potrebbe risultare più convincente grazie alla chiarezza della proposta e alla possibilità di garantirgli un ruolo centrale nel progetto tecnico della squadra.
L’attenzione su Goretzka rimane alta, anche perché il giocatore rappresenta un profilo che coniuga fisicità, esperienza internazionale e capacità di incidere in varie zone del campo, qualità molto apprezzate nel calcio moderno. Se dovesse concretizzarsi la sua scelta per il Milan, il club otterrebbe un rinforzo di grande spessore a costo contenuto, dimostrando una volta di più come muoversi con efficacia nel mercato degli svincolati possa portare risultati importanti.
Resta da vedere – con l’avvicinarsi dell’estate – se l’offerta rossonera sarà sufficiente per battere gli assalti delle altre società e convincere Goretzka a fare il salto in Serie A. L’impressione, però, è che il Milan abbia messo le basi per essere competitivo in questa corsa di mercato, puntando su un nome di alto valore tecnico e di comprovata esperienza internazionale.
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