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Milan, Amorim trova nuove certezze con Moreira e Pulisic
La sfida contro la Lazio ha lasciato in eredità al Milan diverse indicazioni sul piano tattico.
Tra gli aspetti più evidenti c’è la difficoltà di alcuni giocatori nel garantire continuità e rendimento all’interno del sistema pensato da Rubén Amorim. Le scelte iniziali del tecnico portoghese, con Estupinan e Loftus-Cheek dal primo minuto, non hanno prodotto gli effetti sperati e la squadra ha mostrato un volto decisamente diverso dopo le sostituzioni.
Per entrambi, la partita dell’Olimpico rappresenta un ulteriore campanello d’allarme. L’ecuadoriano continua a faticare quando viene attaccato alle spalle, mentre l’inglese non riesce ancora a trovare quella continuità che dovrebbe trasformarlo in una pedina centrale del progetto rossonero.
Estupinan, la Lazio aveva individuato il punto debole
Il problema di Estupinan non sembra essere passato inosservato nemmeno agli avversari. Gennaro Gattuso, alla vigilia della partita, aveva spiegato: “L’abbiamo analizzata, l’abbiamo vista. Molte volte vedi sempre la linea a cinque, si schiacciano, ma noi dobbiamo essere bravi con i nostri esterni a tenerli là”.
La Lazio ha quindi cercato con insistenza di attaccare la profondità attraverso i propri esterni, sfruttando proprio le difficoltà del laterale rossonero. La rete di Cancellieri è arrivata anche da una situazione nella quale Estupinan non è riuscito a leggere correttamente lo sviluppo dell’azione.
Anche i numeri possono risultare fuorvianti se non vengono contestualizzati. I 26 passaggi completati sui 28 tentati raccontano infatti di una buona percentuale di precisione, ma non necessariamente di una prestazione incisiva. Il laterale ha spesso preferito soluzioni semplici e conservative, limitandosi a scaricare il pallone verso il compagno più vicino.
Loftus-Cheek, le richieste di Amorim non bastano
Ancora più significativa appare la situazione di Loftus-Cheek. Amorim aveva provato a stimolarlo già prima della partita, chiedendogli maggiore continuità e una partecipazione più costante alla manovra. Il tecnico aveva spiegato in precedenza:
“È fondamentale essere sempre onesti con i calciatori: quando dico qualcosa ai media, è perché l’ho già ripetuto dieci volte al diretto interessato. So che non è una cosa comune da vedere, ma la ritengo importante e penso che i giocatori si fidino di me sapendo che me ne esco con certe affermazioni proprio perché credo enormemente nelle loro qualità. Prendete un profilo come Loftus-Cheek: ha tutto. Ha strapotere fisico, usa entrambi i piedi, è forte nel gioco aereo, ma deve imparare a rimanere dentro la partita per tutti i novanta minuti. Il concetto è molto semplice: deve incidere con la sua qualità in ogni singolo momento della gara. Non può stare sempre a contatto con la palla, ma deve essere molto più dentro al gioco. Soltanto partecipando con continuità potrà aiutare la squadra a essere più creativa e davvero pericolosa negli ultimi trenta metri.”
L’ex Chelsea continua a mostrare lampi interessanti alternati a lunghe fasi nelle quali tende a uscire dalla partita. Un limite già emerso sotto diverse gestioni tecniche e che oggi appare particolarmente penalizzante per il calcio richiesto da Amorim.
Moreira, la fascia sinistra è il suo territorio
La nota più positiva arriva invece da Moreira. All’Olimpico l’esterno ha offerto una prestazione di alto livello, impreziosita dalla prima doppietta della sua carriera. Un rendimento che conferma quanto possa cambiare il suo impatto quando viene utilizzato sulla fascia sinistra, nella posizione che meglio valorizza le sue caratteristiche.
La scelta di schierarlo nel suo ruolo naturale, dopo l’esperimento a piede invertito contro la Juventus, ha restituito al Milan un giocatore più incisivo e imprevedibile. Moreira sembra dunque destinato a diventare una delle principali soluzioni sulle corsie esterne già a partire dalla prossima sfida contro il Lecce.
Pulisic pronto a entrare nei piani di Amorim
Un’altra indicazione importante riguarda Christian Pulisic. L’americano sembra aver recuperato una condizione fisica sufficiente per tornare protagonista e potrebbe rappresentare una soluzione ideale per occupare i mezzi spazi richiesti dal sistema offensivo di Amorim.
Il tecnico portoghese ha inoltre aperto alla possibilità di vedere contemporaneamente in campo Moreira e Chukwueze: “Voglio giocare con tre difensori e due esterni ampi. Quindi a volte giocheranno loro due e Moreira ha giocato davvero bene sulla sinistra. Ha esperienza nel giocare a sinistra allo Strasburgo. Conosciamo molto bene i giocatori, quindi accadrà di nuovo in futuro“.
Il quadro che emerge è quindi abbastanza chiaro: Moreira ha guadagnato credibilità sulla corsia mancina, mentre Pulisic può diventare una pedina fondamentale tra le linee. Loftus-Cheek, al contrario, dovrà ora riconquistare spazio e fiducia attraverso prestazioni più continue. Amorim sembra aver individuato una possibile chiave per dare maggiore qualità e imprevedibilità al suo Milan.
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Amorim: “Lo Scudetto è l’obiettivo, ma non cambierà tutto dall’oggi al domani”
Il Milan si prende il derby contro l’Inter e ritrova entusiasmo dopo la delusione contro il Bologna. Al termine della sfida valida per la decima giornata di Serie A, Ruben Amorim ha analizzato la prestazione della squadra ai microfoni di Sky Sport e DAZN, soffermandosi sulla prova collettiva, sulle scelte tattiche e sulle ambizioni rossonere.
L’allenatore portoghese ha apprezzato soprattutto la reazione dei suoi giocatori, capaci di affrontare una partita impegnativa con concentrazione e spirito di sacrificio. La vittoria rappresenta un passaggio importante per il gruppo, ma Amorim invita a non perdere di vista il percorso di crescita ancora da completare.
La soddisfazione dopo il derby: «Sono davvero orgoglioso»
Il successo contro i nerazzurri ha un valore particolare per il tecnico, soprattutto alla luce della sconfitta rimediata nella precedente uscita contro il Bologna.
“È importante, l’ambiente e l’atmosfera sono fantastici, si capisce ovviamente dopo una partita del genere e soprattutto dopo un mercoledì così. È chiaro, ancora di più dopo la sconfitta contro il Bologna, volevamo festeggiare ancora di più. Sono davvero orgoglioso per quello che hanno fatto i miei giocatori e, con così poco riposo tra le varie partite e soprattutto ancora una volta dopo Bologna, hanno lottato davvero per tutta la partita. Sono davvero orgoglioso”.
Amorim ha spiegato di aver percepito fin dai primi minuti una squadra pronta a competere e a interpretare la gara nel modo giusto.
“Cerco di leggere e di interpretare ciò che mi dice la squadra: sin dal primo minuto ho avuto la sensazione che eravamo pronti a essere competitivi. La squadra è sempre stata concentrata, calma, e quindi ho avuto sempre questa fiducia”.
Modric, Rabiot e Pulisic, ma il merito è di tutta la squadra
Tra i temi affrontati nel post-partita c’è stato anche il contributo dei giocatori più rappresentativi. Amorim, tuttavia, ha voluto sottolineare che la prestazione non può essere ricondotta soltanto alle individualità, indicando nella compattezza del gruppo uno degli aspetti decisivi.
“Non sono solo quei tre giocatori, penso che sia tutto l’ambiente, la concentrazione della squadra. Mi piace il modo in cui tutti giocano e si esprimono. Vorrei per esempio parlare un pochino di Pavlović e De Winter, hanno giocato tutte le partite per il modo in cui sono scesi in campo, soprattutto contro una squadra così forte anche in area, e poi ovviamente giocatori come Rabiot, Pulisic, Moreira… tutti hanno fatto molto bene. Tutti insieme siamo stati, devo dire, una squadra migliore”.
L’allenatore ha evidenziato anche l’importanza delle caratteristiche dei singoli nell’applicazione del suo sistema di gioco. Non conta soltanto la qualità tecnica, ma la capacità di adattarsi alle richieste tattiche e di contribuire all’equilibrio generale.
Le scelte difensive e il piano per limitare l’Inter
La preparazione della partita ha richiesto un’attenzione particolare alle corsie esterne e alla pericolosità dei cross nerazzurri. Amorim ha spiegato la logica alla base delle scelte in difesa, sottolineando come le caratteristiche dei suoi giocatori siano state determinanti per affrontare gli attaccanti avversari.
“Guardando anche le statistiche dell’Inter, non sapevamo se Dimarco avrebbe giocato. Giocano e crossano molto dalle fasce e vengono molto a fare densità in area, quindi penso che per i cross Pavlović e De Winter siano i migliori. Questa è l’idea, mettere le giuste caratteristiche dei nostri difensori rispetto ai loro attaccanti e tutti possono giocare in ruoli leggermente diversi della difesa”.
Il Milan è riuscito a contenere l’Inter anche grazie alla compattezza tra i reparti e a un atteggiamento particolarmente aggressivo sulle fasce. Secondo il tecnico, le distanze ridotte hanno consentito alla squadra di gestire meglio le energie e di mantenere alta l’intensità.
“Penso che le linee fossero più vicine, si è visto per tutta la partita in termini di pressione alta o di blocco basso. Le linee erano sempre vicine e quindi le distanze erano più corte, il che ovviamente ha consentito anche di correre meno e di essere sempre più freschi durante la partita. Siamo stati molto aggressivi sulle catene esterne, abbiamo intercettato molti cross prima che partissero e questo è molto difficile contro una squadra come l’Inter. Abbiamo difeso bene pressando alto, ma abbiamo anche difeso bene sui lati del campo. Siamo stati più aggressivi rispetto a quanto siamo di solito”.
Scudetto, Amorim predica pazienza: «Le persone non sono stupide»
Il tema delle ambizioni rossonere è inevitabilmente finito al centro delle domande rivolte all’allenatore. Il traguardo indicato dalla proprietà è chiaro, ma Amorim ha ribadito che per costruire una squadra capace di lottare stabilmente per il titolo serve un percorso graduale.
“Quello che diceva Cardinale è che l’obiettivo è sì lo scudetto, ma è importante poi vincere queste partite per far capire ai tifosi che le cose non cambieranno in un mese, due mesi o un anno. Dobbiamo affrontare questo percorso: non è che puoi prendere un allenatore, cambiare tutti i giocatori e avere una nuova rosa per ogni nuovo allenatore; per fare questo serve tempo. Poi avremo bisogno di notti e serate magiche, ovviamente anche di passare attraverso le difficoltà come quella di mercoledì e la gioia di questa sera. Voglio dire che la situazione non cambierà dall’oggi al domani, non è possibile. Lo scudetto è possibile? Non lo so quando, ma dobbiamo essere comunque molto onesti con i tifosi, e so che le persone non sono stupide, le persone capiscono e sanno in che momento di crescita è questa squadra e questo club”.
Il messaggio è quindi duplice: l’ambizione di riportare il Milan sul tetto d’Italia rimane centrale, ma le aspettative devono essere accompagnate dalla consapevolezza delle difficoltà da superare. La vittoria nel derby può rafforzare la fiducia nell’ambiente, senza però cancellare la necessità di lavorare ancora.
«Una bella partita, non straordinaria»: l’analisi a DAZN
Intervenuto anche a DAZN, Amorim ha riconosciuto i meriti della squadra, mantenendo però un giudizio equilibrato sulla prestazione. Il tecnico ha apprezzato l’approccio iniziale, la gestione della gara e la capacità di non farsi condizionare dal gol concesso su calcio piazzato.
“Sono felice di molte cose. Credo che abbiamo iniziato molto bene, poi loro sono molto forti sui piazzati. Abbiamo concesso un goal, ma non è cambiato come abbiamo approcciato la partita, è un miglioramento rispetto ad altre partite. Nel secondo tempo siamo stati bravi nel possesso. Luka Modric ci ha aiutato molto, ma non solo lui. È stata una bella partita, non straordinaria. Ma è stata una notte fantastica per i nostri tifosi: dopo il Bologna serviva una vittoria per voltare pagina”.
L’allenatore ha inoltre sottolineato il peso delle scelte e della gestione delle risorse, riconoscendo l’impatto avuto da alcuni interpreti in una sfida così delicata.
“È stata una partita completamente diversa rispetto al Bologna, con un approccio completamente differente. In questi due giorni ho sentito che la squadra fosse arrabbiata, ma anche concentrata sulla partita. E bisogna essere onesti: Gila, Moreira e Rabiot hanno fatto una differenza enorme. Dobbiamo capire che non si tratta solo di qualità, ma soprattutto di come le loro caratteristiche siano perfette per come stiamo provando a giocare in questi mesi. È stata una bella serata, anzi, io addirittura sto pensando a cosa avrei potuto fare meglio col Bologna… Da domani si pensa alla prossima”.
L’atmosfera di San Siro e la fiducia dei tifosi
Il derby ha lasciato il segno anche sul piano emotivo. Amorim ha raccontato di essere rimasto colpito dalla partecipazione del pubblico rossonero, vedendo nella vittoria un’occasione per rafforzare il legame tra la squadra e i suoi sostenitori.
“L’atmosfera è stata incredibile, non ho mai vissuto una cosa del genere. Puoi sentire veramente la passione, è totalmente diverso rispetto ad ogni altro derby che ho giocato. Sono felice per i giocatori, era importante affinché i tifosi prendessero un po’ più di fiducia nel progetto. Avremo altre notti di questo tipo, ma anche serate come quelle contro il Bologna. Fa parte del processo. È un bene vincere queste partite per far capire ai tifosi che sarà così nel percorso, ma è un cambiamento che avrà bisogno di tempo. È impossibile cambiare tutto in un giorno. Ma sono davvero molto felice, più per i miei giocatori perché sono davvero orgoglioso di loro che per me, perché sto pensando già alla prossima”.
Il Milan del futuro e la battuta su Top Gun
In chiusura, Amorim è tornato sulle prospettive della squadra, confermando la volontà di costruire un Milan competitivo e capace di puntare nuovamente al titolo. Il tecnico non ha nascosto che raggiungere subito il traguardo sarà complicato, ma ha garantito che il gruppo affronterà ogni partita con la massima determinazione.
“Penso che saremo una squadra forte, ma ci vorrà tempo. L’obiettivo, come ha detto Cardinale, è sempre di vincere lo Scudetto. E dobbiamo essere onesti: sarà dura riuscirci già al primo anno. Ma ci batteremo in ogni partita. A Milanello il nostro obiettivo è di tornare a vincere lo Scudetto. Top Gun è davvero un gran film, ma nel primo il wingman muore… (ride, ndr). Proverò a concentrarmi di più sul secondo capitolo”.
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Milan, il derby è rossonero: 3-1 all’Inter. Moreira incanta, Maignan è decisivo
Il derby della Madonnina si tinge di rossonero. Il Milan supera l’Inter per 3-1 e riscatta la recente battuta d’arresto contro il Bologna, conquistando tre punti importanti anche per la classifica.
Grazie a questo successo, la squadra rossonera si porta a quattro lunghezze dai rivali nerazzurri, al termine di una sfida ricca di occasioni, episodi e momenti di grande intensità.
A fare la differenza sono soprattutto l’efficacia del Milan nelle prime fasi della gara e la capacità di resistere alla pressione avversaria. Christian Pulisic e Adrien Rabiot firmano il doppio vantaggio iniziale, mentre Alessandro Bastoni riaccende le speranze dell’Inter. A spegnere definitivamente le ambizioni nerazzurre ci pensa Moreira, protagonista di una prestazione straordinaria, impreziosita da una punizione vincente e da due assist.
Un contributo fondamentale arriva anche da Mike Maignan, autore di interventi determinanti nei momenti più complicati della partita.
Avvio da incubo per l’Inter: Pulisic e Rabiot colpiscono
La formazione nerazzurra si trova ancora una volta a dover fare i conti con un inizio di partita poco convincente. Il Milan ne approfitta immediatamente, mostrando maggiore concretezza e sfruttando le disattenzioni difensive degli avversari.
Il primo gol nasce da un’iniziativa di Moreira sulla corsia destra. Il belga supera Carlos Augusto e mette un pallone interessante in area, dove Pulisic è pronto a intervenire sfruttando l’errore di posizionamento di Bisseck. Il vantaggio rossonero arriva così nelle prime battute, costringendo l’Inter a rincorrere.
La squadra di Chivu non riesce a ritrovare subito equilibrio e subisce anche il raddoppio. Su un calcio d’angolo battuto da Moreira, la difesa nerazzurra perde di vista Rabiot, che si ritrova libero di colpire e porta il risultato sul 2-0.
Due reti che evidenziano le difficoltà dell’Inter nella gestione delle situazioni difensive e premiano la maggiore lucidità del Milan, capace di sfruttare al meglio le occasioni costruite.
Bastoni riapre la partita, ma Maignan salva il Milan
Dopo il doppio svantaggio, l’Inter reagisce e aumenta la pressione offensiva. I nerazzurri iniziano a occupare stabilmente la metà campo avversaria, costringendo il Milan ad abbassarsi e a difendere il risultato.
La rete che riapre l’incontro arriva sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Akanji trova Bastoni, che riesce a battere Maignan e a riportare l’Inter in partita sul 2-1. Il gol restituisce fiducia alla squadra di Chivu, che prova a sfruttare il momento favorevole per completare la rimonta.
Per lunghi tratti, il Milan è costretto a difendersi dagli attacchi nerazzurri. In questa fase emerge soprattutto Maignan, che conferma il proprio valore con interventi di grande qualità. Particolarmente importante la parata sul tentativo ravvicinato di Spence, arrivato dopo una disattenzione difensiva di de Winter.
Il portiere francese si dimostra decisivo nel mantenere il vantaggio rossonero, resistendo alla pressione di un’Inter che, nonostante il dominio territoriale in diversi momenti, fatica a trasformare le occasioni in gol.
Moreira firma una punizione spettacolare e allontana la rimonta
Nel momento in cui l’Inter sembra poter trovare il pareggio, il Milan piazza il colpo che cambia nuovamente l’inerzia della sfida. Moreira recupera un pallone perso da Barella e conquista una posizione interessante al limite dell’area.
Il belga si incarica della punizione e disegna una traiettoria vincente, riportando i rossoneri sul doppio vantaggio. Una conclusione di grande qualità che vale il 3-1 e rende ancora più complicata la missione della formazione nerazzurra.
La prestazione di Moreira assume così un valore particolare: oltre alla rete su calcio piazzato, il giocatore aveva già partecipato attivamente alle prime due marcature con altrettanti assist. Una serata da protagonista assoluto, vissuta sotto gli occhi di Kakà, presente per assistere al derby.
Il gol rappresenta anche una mazzata psicologica per l’Inter, che aveva investito molte energie nel tentativo di rientrare in partita.
Secondo tempo, l’Inter attacca ma il Milan resiste
Nella ripresa, la squadra di Chivu continua a cercare una rete che possa riaprire definitivamente l’incontro. Il possesso palla resta prevalentemente nerazzurro, ma la manovra offensiva non produce occasioni sufficienti per mettere seriamente in discussione il risultato.
Il Milan si difende con attenzione e cerca di sfruttare gli spazi lasciati dagli avversari. Una delle situazioni più pericolose nasce da un’invenzione di Calhanoglu per Carlos Augusto, che riesce a inserirsi alle spalle di Moreira e a creare apprensione nella retroguardia rossonera.
L’episodio più discusso arriva quando l’arbitro Guida assegna un calcio di rigore all’Inter per un presunto tocco di mano di Gila su un cross di Mkhitaryan. Dopo il controllo al monitor e la revisione dell’azione, la decisione viene però modificata: il pallone aveva colpito il petto del difensore, che non aveva commesso fallo di mano.
La decisione evita al Milan un ulteriore pericolo e lascia l’Inter senza una delle occasioni potenzialmente più importanti per riaprire la partita.
I cambi non bastano: il Milan conquista il derby
Nel finale, Chivu prova a cambiare le carte in tavola inserendo Bonny e Pio Esposito, con l’obiettivo di aumentare il peso offensivo della squadra. L’Inter continua a cercare spazi, ma il Milan riesce a gestire il vantaggio senza concedere opportunità sufficienti per riaprire la contesa.
L’ultima occasione significativa capita a Cisse, entrato al posto di Pulisic. Il tentativo viene però neutralizzato da Martinez, che impedisce ai rossoneri di aumentare ulteriormente il divario.
Al triplice fischio, la festa è tutta milanista. La squadra rossonera conquista una vittoria importante sia per il morale sia per la classifica, mentre l’Inter deve fare i conti con un altro derby senza successo.
Per i nerazzurri sale a otto il numero delle stracittadine consecutive senza vittorie, con l’ultimo successo che risale a 922 giorni prima, quando sulle rispettive panchine sedevano Simone Inzaghi e Stefano Pioli.
Le chiavi della partita: concretezza, qualità e un Maignan insuperabile
Il successo del Milan nasce dalla capacità di sfruttare le occasioni nei momenti decisivi. I rossoneri colpiscono due volte in avvio, resistono alla reazione avversaria e trovano con Moreira la giocata che mette al sicuro il risultato.
L’Inter, invece, paga soprattutto le disattenzioni difensive iniziali e la difficoltà nel concretizzare la pressione esercitata dopo il gol di Bastoni. La squadra di Chivu produce una reazione importante, ma non riesce a superare con sufficiente continuità l’organizzazione difensiva avversaria.
Tra i protagonisti della serata spiccano Moreira, determinante con un gol e due assist, e Maignan, decisivo con le sue parate. Pulisic e Rabiot completano il quadro di una prestazione rossonera concreta ed efficace.
Il Milan si prende così il derby con un convincente 3-1 e manda un segnale importante al campionato. Per l’Inter, invece, resta la delusione per una rimonta soltanto accarezzata e per una stracittadina che continua a sfuggire.
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Milan-Inter, le formazioni ufficiali del derby: le scelte di Amorim e Chivu
È tutto pronto per il derby di Milano, uno degli appuntamenti più attesi del campionato. Milan e Inter si preparano a scendere in campo per la decima giornata, con i rispettivi allenatori, Ruben Amorim e Cristian Chivu, che hanno definito gli undici titolari e i giocatori destinati a partire dalla panchina. Le due squadre si presentano alla sfida con moduli differenti, ciascuno pensato per valorizzare le caratteristiche dei propri interpreti.
Milan, ecco l’undici scelto da Amorim
Il Milan si schiera con il 4-4-1-1. Tra i pali ci sarà Maignan, protetto da una linea difensiva composta da Gila, De Winter, Pavlovic e Diawara. A centrocampo spazio a Moreira, Musah, Modric e Pulisic, chiamati a garantire equilibrio, qualità nella gestione del pallone e supporto alla fase offensiva.
Rabiot agirà alle spalle dell’unica punta Ramos, con il compito di collegare il reparto centrale con l’attacco e contribuire alla costruzione delle occasioni da gol.
La panchina rossonera: Bouyer, Torriani, Estupinan, Hutchinson, Comotto, Jashari, Bartesaghi, Vladimirov, Ossola, Terracciano, Perera, Menon, Vos, Cisse e Camarda.
Inter, Chivu punta sul 3-4-2-1
Sul fronte nerazzurro, Cristian Chivu opta per un 3-4-2-1, una disposizione che permette di presidiare il centrocampo e sfruttare gli spazi sulle corsie esterne.
J. Martinez sarà il portiere titolare, con Bisseck, Akanji e Bastoni a formare il terzetto difensivo. Sulle fasce agiranno Spence e Carlos Augusto, mentre Barella e Calhanoglu occuperanno le zone centrali della mediana.
Alle spalle dell’unica punta Thuram si muoveranno Diouf e Sucic, incaricati di sostenere l’attaccante e creare opportunità offensive attraverso inserimenti e combinazioni negli ultimi metri.
Le alternative a disposizione di Chivu: Di Gennaro, Taho, Stankovic, Zielinski, Bonny, Mkhitaryan, Dimarco, Bovio, Mosconi, Jakirovic, Lavelli ed Esposito.
La squadra arbitrale del derby
La direzione dell’incontro è stata affidata all’arbitro Guida, assistito da Peretti e Perrotti. Il ruolo di quarto ufficiale spetterà a Di Bello, mentre Mazzoleni sarà al VAR, affiancato da Camplone nel ruolo di AVAR.
Le formazioni sono dunque definite: Milan e Inter si preparano ad affrontare una partita importante per il proprio percorso in campionato, in una sfida nella quale le scelte tattiche dei due tecnici potrebbero rivelarsi decisive.
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