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Milan, retroscena mercato: Luis de la Fuente era un candidato per il dopo Pioli nel 2024
Un retroscena di mercato riporta alla luce una possibilità che avrebbe potuto cambiare il percorso recente del Milan. Secondo quanto emerso dalla stampa spagnola e riportato da Il Giornale, il club rossonero avrebbe valutato anche Luis de la Fuente come possibile candidato alla panchina nel 2024, quando la società era alla ricerca del successore di Stefano Pioli.
Il commissario tecnico della Spagna, oggi considerato uno degli allenatori più apprezzati del panorama internazionale, sarebbe stato inserito nella lista dei profili osservati dalla dirigenza milanista insieme ad altri nomi valutati in quel periodo. Alla fine il Milan optò per Paulo Fonseca, ma l’idea De la Fuente rappresentava una strada alternativa basata su caratteristiche precise: valorizzazione dei giovani, capacità di costruire un’identità di squadra e attenzione al gioco collettivo.
Un profilo già vincente con le nazionali giovanili
Prima di arrivare alla guida della nazionale maggiore spagnola, De la Fuente aveva costruito gran parte della propria reputazione lavorando nel settore giovanile della Federazione spagnola. Il tecnico aveva già ottenuto risultati importanti con le selezioni Under 19 e Under 21, dimostrando una particolare abilità nella crescita dei talenti.
La sua filosofia avrebbe potuto sposarsi con la linea del Milan, storicamente interessato a profili capaci di unire competitività immediata e sviluppo dei giovani calciatori. L’allenatore spagnolo ha infatti costruito il successo della Roja puntando su un gruppo equilibrato, con giovani emergenti e giocatori di esperienza.
Il Milan scelse un’altra strada
Nella primavera del 2024 il Milan si trovò davanti alla necessità di programmare il futuro dopo la conclusione del ciclo Pioli, tecnico protagonista della conquista dello scudetto 2021/22. La società valutò diverse candidature prima di affidarsi a Fonseca.
Luis de la Fuente, però, rimase soltanto un’idea. In quel momento il tecnico era concentrato sul progetto della nazionale spagnola e sulla preparazione degli Europei 2024, competizione poi vinta dalla Spagna sotto la sua guida.
Oggi il nome dell’allenatore iberico assume un peso diverso: i risultati ottenuti con la Roja hanno aumentato la sua considerazione internazionale e trasformato quello che era un semplice scenario di mercato in un interessante retroscena.
Il Milan, dunque, aveva osservato anche questa possibilità per il dopo Pioli, ma il destino ha portato De la Fuente verso la consacrazione sulla panchina della Spagna, mentre il club rossonero ha intrapreso un percorso differente.
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Milan, il piano di Amorim: Modric guida la rivoluzione tra gioco, giovani e ambizioni
Il Milan ha voltato pagina e Ruben Amorim è uno dei principali protagonisti della nuova era rossonera.
Il tecnico portoghese, arrivato con il compito di riportare entusiasmo e risultati, si trova davanti a una serie di sfide che vanno ben oltre il semplice lavoro sul campo. L’obiettivo della società è costruire una squadra competitiva, riconoscibile e capace di tornare stabilmente ai vertici del calcio italiano.
Uno degli elementi più importanti del nuovo progetto è Luka Modric. Il centrocampista croato rappresenta il collegamento ideale tra esperienza e qualità, ma anche un punto di riferimento per i tanti giocatori giovani presenti nella rosa. La sua presenza può diventare fondamentale nello spogliatoio e sul terreno di gioco, soprattutto in una squadra che sta cercando di costruire nuovi equilibri.
Proprio la crescita dei giovani rappresenta un altro punto centrale della missione di Amorim. Il tecnico dovrà riuscire a dare spazio ai talenti senza caricarli di responsabilità eccessive, inserendoli gradualmente all’interno di un sistema nel quale possano esprimere le proprie caratteristiche. L’idea è quella di creare un gruppo capace di crescere nel tempo, combinando freschezza atletica, qualità tecnica ed esperienza.
Una nuova identità tattica
Sul piano del gioco, Amorim è chiamato a imprimere una precisa identità alla squadra. Il suo calcio punta su organizzazione, intensità e partecipazione collettiva, con una struttura capace di cambiare in funzione delle diverse fasi della partita. Il Milan dovrà quindi assimilare progressivamente i principi del nuovo allenatore, trasformandoli in automatismi.
I primi risultati hanno già mostrato quanto la panchina possa incidere sull’andamento delle partite: contro Torino e Venezia, infatti, le sostituzioni hanno contribuito a cambiare il volto delle gare.
Il mercato come base del progetto
Un altro tassello decisivo è stato il mercato. Il Milan ha investito con l’intenzione di consegnare ad Amorim una rosa funzionale alle sue idee e, allo stesso tempo, sostenibile nel medio periodo. Non si tratta soltanto di acquistare giocatori di talento, ma di individuare profili compatibili con il progetto tecnico e con le esigenze tattiche dell’allenatore.
Ora, però, la parte più difficile comincia sul campo. Amorim dovrà trasformare gli investimenti e le nuove idee in risultati concreti, gestendo una rosa profonda e mantenendo un equilibrio tra giocatori esperti e giovani.
Modric può rappresentare il simbolo di questa trasformazione: da una parte la leadership e l’enorme esperienza del croato, dall’altra la necessità di costruire una squadra proiettata verso il futuro. È proprio su questo equilibrio che il Milan vuole costruire la propria rinascita.
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Milan, Tomori torna in gruppo: sarà lui il rinforzo a sorpresa per la difesa
Il mercato del Milan si è chiuso con un inatteso cambio di scenario per Fikayo Tomori. Il difensore inglese, che sembrava destinato a lasciare i rossoneri dopo essere stato inserito tra i giocatori non più centrali nel progetto tecnico, è stato infatti reintegrato nella rosa di Ruben Amorim. Una decisione maturata dopo il mancato arrivo di un nuovo centrale e la conclusione senza esito della trattativa con il Fulham.
A comunicare personalmente la decisione a Tomori è stato proprio Amorim. Il giocatore avrebbe accolto positivamente la notizia, considerando che la sua preferenza era sempre stata quella di continuare la propria esperienza a Milano. Il suo contratto con il club rossonero è valido fino al 30 giugno 2027 e, almeno per il momento, il difensore torna quindi a disposizione dello staff tecnico.
La situazione si è sbloccata nelle ultime ore del mercato. Tomori si trovava a Londra insieme al proprio agente per seguire l’evoluzione dei contatti con il Fulham, ma le condizioni necessarie per arrivare alla conclusione dell’operazione non si sono create. Di conseguenza, sia il calciatore sia il Milan hanno preso atto dell’impossibilità di procedere con il trasferimento.
La scelta del Milan
Il mancato acquisto di un nuovo difensore ha avuto un peso determinante nella decisione. La società aveva cercato sul mercato un centrale capace di aumentare le alternative a disposizione di Amorim, ma senza trovare una soluzione ritenuta adeguata sia dal punto di vista tecnico sia sotto il profilo economico. Il reintegro di Tomori rappresenta quindi una soluzione interna, immediata e senza la necessità di affrontare un nuovo investimento.
Il ritorno dell’inglese assume inoltre un’importanza particolare considerando le condizioni fisiche di Matteo Gabbia, alle prese con un problema alla caviglia. In un momento della stagione nel quale la rosa deve garantire profondità e affidabilità, avere nuovamente Tomori tra le alternative può consentire ad Amorim di gestire meglio le rotazioni difensive.
Adesso, però, sarà necessario capire quale sarà il ruolo del difensore nelle nuove gerarchie. Tomori dovrà infatti riconquistare spazio e fiducia dopo essere stato inizialmente considerato fuori dal progetto. Il suo ritorno potrebbe comunque trasformarsi in una seconda opportunità: il Milan non ha trovato sul mercato il centrale cercato e, alla fine, il rinforzo per la difesa era già presente a Milanello.
Per Tomori si apre così un nuovo capitolo in rossonero. Da possibile partente a risorsa per Amorim nel giro di pochi giorni: il mercato ha cambiato nuovamente le prospettive del difensore inglese.
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Milan, nuovo colpo di scena per Fofana: dal Lione al Siviglia, cambia tutto sul gong
Il futuro di Youssouf Fofana ha vissuto un’incredibile svolta nelle ultime ore di mercato.
Il centrocampista francese sembrava ormai vicino a lasciare il Milan per trasferirsi al Lione, ma la trattativa con il club francese è improvvisamente sfumata quando l’operazione appariva ormai vicina alla conclusione.
Dopo il mancato accordo definitivo con il Lione, la situazione del giocatore è rimasta in bilico fino all’ultimo. Sembrava possibile anche una permanenza in rossonero o l’apertura di altre piste, ma proprio sul finale è arrivata una nuova opportunità. Il Siviglia si è infatti inserito nella trattativa ed è riuscito a trovare un’intesa con il Milan per il trasferimento del centrocampista.
La società andalusa ha chiuso l’operazione in extremis, assicurandosi un rinforzo importante per il proprio centrocampo. Fofana lascia così il Milan e si prepara a vivere una nuova esperienza nella Liga, dopo il clamoroso fallimento dell’operazione che avrebbe dovuto riportarlo in Francia.
La formula dell’operazione con il club spagnolo
Il trasferimento di Fofana al Siviglia è stato definito con la formula del prestito fino al 30 giugno 2027. L’accordo non prevede un diritto di riscatto, circostanza che lascia quindi aperta la possibilità di un ritorno del giocatore a Milano al termine della stagione.
Il centrocampista francese resta infatti legato contrattualmente al Milan e, una volta conclusa l’esperienza in Spagna, la società rossonera tornerà a valutare il suo futuro.
Una lunga giornata di mercato si chiude con la sorpresa finale
La vicenda di Fofana è stata una delle più movimentate dell’ultima giornata di mercato. Prima la concreta possibilità di un passaggio al Lione, poi lo stop improvviso alla trattativa e infine l’affondo decisivo del Siviglia.
Il Milan è riuscito così a trovare una sistemazione al calciatore prima della chiusura della finestra di mercato spagnola. Per Fofana comincia ora una nuova avventura in un campionato differente e in un contesto che potrebbe offrirgli l’occasione per rilanciarsi.
Il Siviglia, dal canto suo, aggiunge esperienza e qualità alla propria mediana, mentre il Milan saluta temporaneamente un giocatore che sembrava destinato a un ritorno in Ligue 1. Il mercato, ancora una volta, ha riservato un finale inatteso: quando il trasferimento al Lione sembrava ormai la soluzione più probabile, è stato il club andaluso a spuntarla con un autentico colpo di scena dell’ultima ora.
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