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Milan, Amorim si presenta: “Vogliamo vincere la seconda stella”

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Amorim

Inizia ufficialmente l’era di Ruben Amorim sulla panchina del Milan.

Nella conferenza stampa di presentazione a Casa Milan, il tecnico portoghese, affiancato dal proprietario Gerry Cardinale, ha illustrato le idee con cui intende guidare i rossoneri, parlando di identità, obiettivi e mercato.

L’allenatore ha aperto l’incontro con un messaggio rivolto ai tifosi italiani: “Mi voglio scusare perché oggi non parlo italiano, mi spiace per i tifosi. È molto importante per me imparare l’italiano per rispettare la vostra cultura e cercherò di farlo il prima possibile. È un onore essere qui, sono felicissimo.”

Amorim ha poi spiegato di aver trovato un ambiente ideale per iniziare questa nuova avventura, sottolineando il valore delle strutture e dello staff di Milanello e ricordando il fascino della storia rossonera, da Arrigo Sacchi a Carlo Ancelotti fino alla squadra degli “Invincibili” di Fabio Capello. Per il tecnico, il Milan rappresenta prima di tutto una famiglia e una società abituata a competere ai massimi livelli.

Parlando del progetto tecnico, Amorim ha ribadito di voler costruire una squadra protagonista: “Siamo qui non per evitare di perdere ma per vincere.” Un concetto ribadito anche quando gli è stato chiesto dell’obiettivo stagionale: “Certo che vogliamo vincere la seconda stella. So che sarà dura, ci sono mille variabili. L’obiettivo fondamentale ora è di dominare il campionato, il resto lo vedremo.”

Sul mercato il portoghese ha preferito non entrare troppo nei dettagli, pur spendendo parole importanti per Gonçalo Ramos e per Rafael Leao, elogiando il lavoro di scouting del club e sottolineando come le scelte vengano fatte valutando il profilo complessivo dei calciatori e non soltanto il loro talento.

Un passaggio significativo è stato dedicato anche a Luka Modric, che rientrerà dopo gli impegni internazionali: “È un giocatore che vogliamo tenere, ho parlato con lui due volte. È incredibile, è un punto di riferimento per noi. Non vi dico che farà tutte le partite, ma vogliamo contare su Modric per la prossima stagione. Credo di riaverlo tra qualche giorno, ora deve riposare dopo il Mondiale.”

Amorim ha inoltre respinto i paragoni con José Mourinho: “Sono completamente differente da Mourinho. Ho imparato molto da lui, ma quando si è un allenatore non si può copiare nessuno. Ho uno stile di gioco diverso. Poi spero ovviamente di vincere, è l’unica cosa in comune.”

Infine, il nuovo allenatore ha voluto lanciare un messaggio ai sostenitori rossoneri, consapevole delle difficoltà vissute dal club nelle ultime stagioni: “Devo convincere i tifosi. Non posso promettere che sarà subito strabiliante, ma posso promettere che farò sempre il meglio per il club. Dal primo incontro di Serie A vogliamo vincere.”

Il progetto del nuovo Milan riparte dunque da idee chiare, un calcio offensivo e la volontà di riportare il club ai vertici del campionato italiano. Per Amorim, la parola d’ordine è una sola: vincere.

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Milan, Pavlovic verso il rinnovo fino al 2031: stipendio in aumento per lui

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Il Milan si prepara a blindare Strahinja Pavlovic, uno dei difensori che negli ultimi mesi hanno acquisito maggiore importanza all’interno della squadra rossonera.

Secondo quanto riportato da Sky Sport, il centrale serbo si è presentato a Casa Milan nella giornata del 13 ottobre 2026 per formalizzare il rinnovo del contratto, attualmente in scadenza nel 2028. Il nuovo accordo dovrebbe estendere il legame con il club fino al 2031.

L’operazione rappresenta un segnale di fiducia nei confronti del giocatore, arrivato a Milano nell’estate del 2024 dopo l’esperienza al Salisburgo. La società intende così dare continuità al reparto arretrato e assicurarsi la permanenza di un elemento che, con il passare del tempo, ha saputo ritagliarsi uno spazio sempre più rilevante.

Dalla stagione altalenante alla crescita in difesa

L’avventura di Pavlovic in rossonero è cominciata con un primo anno caratterizzato da prestazioni alterne sotto la guida di Paulo Fonseca e Sérgio Conceição. Successivamente, il difensore ha trovato maggiore continuità, riuscendo a rafforzare la propria posizione nelle gerarchie della squadra.

Le sue caratteristiche fisiche, l’aggressività nei contrasti e la capacità di affrontare i duelli individuali lo hanno reso un profilo importante per la retroguardia milanista. Il bilancio complessivo con la maglia del Milan, considerando campionato e coppe, è di sette gol in 80 presenze: numeri che testimoniano anche il suo contributo nelle situazioni offensive, soprattutto sui calci piazzati.

Il rinnovo fino al 2031 permetterebbe al club di puntare ancora a lungo sul centrale serbo, confermando la volontà di costruire una difesa stabile nel tempo.

Ingaggio da 3 milioni: Pavlovic sceglie il Milan

Uno degli aspetti più rilevanti dell’accordo riguarda la parte economica. Attualmente Pavlovic percepirebbe circa 1,7 milioni di euro netti a stagione, mentre il nuovo contratto dovrebbe portare il suo stipendio intorno ai 3 milioni netti annui, secondo quanto riferito da La Gazzetta dello Sport.

Il prolungamento arriva anche dopo l’interesse manifestato da società della Premier League. Stando alle indiscrezioni, il difensore avrebbe preferito proseguire il proprio percorso a Milano, rinunciando alla possibilità di trasferirsi in Inghilterra.

Una scelta che si inserisce nella volontà di diventare un punto fermo del progetto rossonero e di continuare a crescere in un ambiente nel quale si sente a proprio agio.

Le parole del difensore: «Voglio vincere col Milan»

Lo scorso aprile, Pavlovic aveva già manifestato apertamente il proprio attaccamento alla squadra e alla città, spiegando a Sportmediaset quali fossero le sue intenzioni per il futuro.

«Penso di voler restare tanto al Milan, mi piace la città e l’ambiente oltre ai nostri supporter. Qui sono molto contento e voglio vincere col Milan».

Il serbo aveva inoltre sottolineato il valore del rapporto con il pubblico rossonero, soffermandosi sull’abitudine di cantare insieme ai tifosi al termine delle partite: «Accadeva anche quando ero al Partizan, dobbiamo essere uniti con il nostro pubblico».

Una conferma strategica per il futuro rossonero

Il rinnovo di Pavlovic si inserisce nella strategia del Milan di trattenere i giocatori considerati centrali per il progetto sportivo. Prolungare il contratto fino al 2031 significherebbe garantire continuità alla difesa e riconoscere la crescita del calciatore anche attraverso un adeguamento dello stipendio.

Per il centrale serbo, invece, l’accordo rappresenterebbe un investimento sul proprio futuro in rossonero, con l’obiettivo di contribuire ai successi della squadra e consolidare ulteriormente il proprio ruolo. La priorità, come aveva già dichiarato, resta chiara: continuare a vestire la maglia del Milan e provare a vincere trofei con il club.

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Milan, Ibrahimovic sempre più lontano dal club: la situazione

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Il rapporto tra Zlatan Ibrahimovic e il Milan sembra attraversare una fase profondamente diversa rispetto al passato.

L’ex attaccante svedese, entrato nell’ambiente rossonero con un incarico ufficiale nel dicembre 2023, sarebbe oggi sempre meno coinvolto nella gestione quotidiana del club. A evidenziarlo è una ricostruzione di Sky Sport, che descrive un progressivo allontanamento di Ibra dalle dinamiche interne della società.

Le sue apparizioni pubbliche al fianco di Gerry Cardinale, proprietario di riferimento attraverso RedBird, si sarebbero ridotte sensibilmente. Anche la presenza nel centro sportivo di Milanello sarebbe diventata sporadica: dopo circa sei mesi di assenza, Ibrahimovic si era fatto rivedere il 14 settembre, alla vigilia dell’impegno europeo contro il Benfica.

Il nuovo assetto del Milan e la posizione dello svedese

Secondo quanto riportato da Sky Sport, Ibrahimovic non sarebbe più da considerare un dirigente operativo del Milan nel senso tradizionale del termine. Il suo incarico rimarrebbe principalmente quello di Senior Advisor di RedBird, con una particolare attenzione agli aspetti sportivi e alle questioni calcistiche.

Non è stato chiarito se questo cambiamento sia stato determinato da una scelta dello stesso Ibrahimovic oppure da una ridefinizione delle responsabilità decisa dalla proprietà. Resta però la distanza rispetto alla fase iniziale del suo percorso, quando partecipava attivamente alla comunicazione del progetto rossonero.

Nell’estate del 2024, per esempio, lo svedese aveva preso parte a una lunga conferenza stampa a Milanello per illustrare le linee guida del progetto tecnico affidato a Paulo Fonseca. Una visibilità che, nel tempo, sembra essersi progressivamente attenuata.

I retroscena e la riorganizzazione societaria

Il ridimensionamento della presenza pubblica di Ibrahimovic era emerso già dopo la stagione 2024-2025, quando le sue visite a Milanello erano diventate occasionali. Successivamente, durante la primavera, erano circolate indiscrezioni su possibili divergenze con Massimiliano Allegri e su alcuni contatti con calciatori della rosa che avrebbero alimentato interrogativi sul suo rapporto con l’area tecnica.

Nel frattempo, il Milan ha attraversato una riorganizzazione più ampia, con cambiamenti che hanno coinvolto diverse figure dell’area sportiva e manageriale, tra cui Allegri, Tare, Moncada e Furlani. In questo contesto, non si può escludere che anche la collocazione di Ibrahimovic sia stata interessata dalla revisione degli equilibri interni, anche se non sono stati forniti chiarimenti definitivi sulle ragioni del suo minore coinvolgimento.

Il contratto con RedBird e il compenso

Un altro elemento riguarda gli accordi economici tra Ibrahimovic e la proprietà. Nei mesi scorsi, il quotidiano La Verità aveva riferito che il consulente avrebbe un contratto della durata di cinque anni, con un compenso base di un milione di dollari e la possibilità di ottenere warrant convertibili, strumenti che potrebbero consentire in futuro l’acquisto di ulteriori quote azionarie del Milan.

Si tratta di dettagli riportati dalla stampa, che contribuiscono a delineare il legame tra l’ex campione e la società d’investimento di Cardinale.

Cardinale chiarisce: «Zlatan lavora per RedBird non per il Milan»

A fine luglio, durante un evento organizzato dal Wall Street Journal, Gerry Cardinale aveva spiegato direttamente quale fosse la funzione pensata per Ibrahimovic all’interno del proprio progetto.

«Zlatan lavora per RedBird non per il Milan, questa è stata una cosa difficile da far capire alle persone in Europa», aveva dichiarato, sottolineando che l’intenzione iniziale non era quella di trasformarlo nel principale riferimento decisionale del club.

Cardinale aveva poi evidenziato il valore dell’esperienza dello svedese: «Zlatan è un talento e sono poche le persone che riescono a essere grandi campioni in campo e fare il passaggio nel mio mondo: quando le vedo, le prendo».

Il proprietario di RedBird aveva spiegato di aver individuato in Ibrahimovic una figura capace di contribuire alla leadership e alla cultura sportiva, grazie alla conoscenza diretta delle dinamiche del calcio di alto livello.

Infine, aveva precisato: «Originariamente l’idea era che Zlatan venisse a lavorare in RedBird, non al Milan». E aveva aggiunto che il compito dello svedese consiste nel «consigliare la proprietà sulle questioni di calcio».

Le parole di Cardinale aiutano quindi a comprendere la distinzione tra il ruolo di consulente della proprietà e quello di dirigente operativo del Milan. Il legame di Ibrahimovic con il mondo rossonero non risulterebbe necessariamente interrotto, ma la sua funzione appare oggi più defilata rispetto alla fase in cui era diventato uno dei volti pubblici del progetto societario.

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Milan, Amorim impressionato da Bakola: piace anche a Juventus e Roma

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Darryl Bakola si è messo in evidenza nella sfida del Mapei Stadium contro il Milan, offrendo una prestazione che ha attirato l’attenzione di Ruben Amorim.

Il giovane centrocampista del Sassuolo, nato nel 2007, ha dimostrato personalità e qualità tecniche non comuni per un calciatore della sua età, conquistando un giudizio positivo e confermando di poter competere a un livello già importante.

Arrivato a gennaio dal Marsiglia per una cifra vicina ai 10 milioni di euro, a cui si aggiungono 2 milioni di bonus, il francese è considerato uno dei profili più interessanti tra i giovani centrocampisti in circolazione. La sua crescita non sta passando inosservata agli osservatori dei principali club europei e, tra le società che avrebbero manifestato interesse, figura adesso anche il Milan.

In un calcio alla ricerca di centrocampisti capaci di abbinare tecnica, dinamismo e capacità di inserirsi negli ultimi metri, Bakola rappresenta un prospetto particolarmente intrigante. Il suo modo di interpretare il ruolo, con la ricerca costante della giocata in avanti, richiama per alcuni aspetti le caratteristiche di Paul Pogba, un riferimento per il giovane francese.

Tecnica, visione di gioco e capacità di attaccare gli spazi

A convincere maggiormente sono la qualità nel palleggio e la capacità di partecipare attivamente alla costruzione della manovra. Bakola ha già accumulato oltre 300 minuti in Serie A, mostrando una buona continuità nelle giocate e precisione nella distribuzione del pallone.

Il suo contributo non si limita alla gestione del possesso: il centrocampista sa anche cercare soluzioni verticali e accelerare l’azione quando individua gli spazi giusti. Può essere impiegato da trequartista, mezzala o centrocampista offensivo, mantenendo la tendenza a entrare nel vivo del gioco e a cercare la porta attraverso passaggi e movimenti offensivi.

Tra gli episodi che hanno contribuito a valorizzarne il profilo c’è anche l’assist servito a Bowie per il momentaneo 2-1 contro la Juventus. Una giocata che testimonia la capacità di incidere anche negli ultimi trenta metri.

Il percorso di crescita al Sassuolo

Il lavoro svolto dallo staff tecnico sta avendo un ruolo importante nella maturazione del talento francese. L’obiettivo è accompagnarlo gradualmente, valorizzando le sue qualità senza bruciare le tappe. Un percorso che richiama, per impostazione, quello già intrapreso nella scorsa stagione con altri giovani, come Cisse e Favasuli.

Bakola non basa il proprio gioco esclusivamente sulla velocità pura, ma sulla lettura delle situazioni, sulla tecnica e sulla capacità di muoversi negli spazi stretti. Sono caratteristiche che possono renderlo adatto a sistemi di gioco nei quali il centrocampo deve garantire sia il controllo del pallone sia la ricerca immediata della profondità.

Proprio questa combinazione di qualità avrebbe colpito Amorim, che potrebbe considerarlo un profilo da seguire con attenzione in vista delle prossime finestre di mercato.

Juventus e Roma sulle tracce del talento

Il Milan, però, non sarebbe l’unica società italiana interessata al giovane centrocampista. Anche Juventus e Roma starebbero monitorando la sua evoluzione. Un dettaglio significativo riguarda proprio il trasferimento di Bakola al Sassuolo: l’operazione fu condotta dall’allora dirigente neroverde Giovanni Carnevali, prima del suo passaggio alla Juventus.

Questo precedente potrebbe favorire i bianconeri nei rapporti con il club emiliano. Allo stesso tempo, il profilo del francese sarebbe stato segnalato anche all’area tecnica della Roma, con l’obiettivo di valutarne il potenziale per il futuro.

Per i giallorossi, il giovane potrebbe rappresentare una possibile scommessa sul centrocampo, da inserire in un progetto di crescita a medio-lungo termine.

Valutazione in aumento: possibile assalto oltre i 30 milioni

Il rendimento mostrato in campionato sta inevitabilmente incidendo sul valore di mercato di Bakola. Se a febbraio il Sassuolo aveva investito circa 10 milioni di euro più bonus per acquistarlo, oggi la valutazione sarebbe sensibilmente aumentata.

Le stime riportate indicano una cifra almeno doppia rispetto all’investimento iniziale, con la possibilità di superare i 30 milioni di euro se il giocatore dovesse continuare a offrire prestazioni di alto livello.

La concorrenza tra Milan, Juventus e Roma potrebbe quindi diventare sempre più interessante nei prossimi mesi. Molto dipenderà dalla continuità del classe 2007 e dalla sua capacità di confermare le qualità messe in mostra contro i rossoneri. Per il Sassuolo, intanto, Bakola rappresenta un patrimonio tecnico ed economico da valorizzare con attenzione.

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