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Milan, rivoluzione totale: due correnti per il futuro tra Rangnick, Pochettino e Jaissle
Il Milan sta vivendo una delle fasi più delicate degli ultimi anni.
Dopo la mancata qualificazione alla prossima Champions League e il conseguente ribaltone societario, il club rossonero è impegnato nella scelta delle figure che dovranno guidare il nuovo progetto tecnico. In questo momento sembrano esserci due linee strategiche ben precise, entrambe legate alla scelta del nuovo direttore sportivo e dell’allenatore.
La prima pista porta a Ralf Rangnick, profilo molto apprezzato dalla proprietà RedBird e da Gerry Cardinale per il ruolo di responsabile dell’area tecnica. Il dirigente tedesco, attualmente commissario tecnico dell’Austria, avrebbe chiesto ampi poteri decisionali su tutta la struttura sportiva, dallo scouting al settore giovanile, fino alla scelta dell’allenatore.
Nel caso in cui Rangnick approdasse a Milano, il candidato principale per la panchina sarebbe Matthias Jaissle, tecnico tedesco dell’Al-Ahli e considerato uno degli allenatori emergenti più interessanti del panorama internazionale. I due condividono un passato nell’universo Red Bull e una visione calcistica molto simile, basata su intensità, pressing e valorizzazione dei giovani talenti.
L’altra corrente interna, invece, sarebbe orientata verso una struttura più “internazionale”, con Ramón Planes tra i possibili dirigenti e Mauricio Pochettino come candidato forte per la panchina. L’ex allenatore di Tottenham e PSG piace molto a Cardinale anche per il profilo mediatico e internazionale, oltre che per la sua esperienza nella gestione di grandi club. Negli ultimi giorni ci sarebbero già stati contatti diretti con l’attuale ct degli Stati Uniti.
Restano sullo sfondo anche altri nomi come Glasner e Iraola, anche se quest’ultimo sembrerebbe essersi allontanato dopo l’inserimento di Bayer Leverkusen e Crystal Palace.
Nel frattempo, tra i tifosi cresce il dibattito sulla direzione che dovrà prendere il club. Anche online molti sostenitori rossoneri vedono nell’eventuale arrivo di Rangnick un’opportunità per ricostruire il Milan attraverso un progetto moderno e sostenibile, fondato sui giovani e su una struttura tecnica più definita.
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Milan, anche Xavi si allontana: lo spagnolo pensa a una Nazionale dopo il Mondiale
La corsa del Milan al nuovo allenatore continua, ma uno dei nomi che nelle ultime settimane era stato accostato alla panchina rossonera sembra destinato ad allontanarsi.
Xavi Hernández, infatti, non sarebbe intenzionato a prendere in considerazione un trasferimento a Milano, preferendo orientare il proprio futuro verso un’esperienza alla guida di una Nazionale.
Secondo quanto riportato da Matteo Moretto, il tecnico spagnolo sarebbe stato contattato nell’ambito delle valutazioni effettuate dalla dirigenza rossonera per il dopo Allegri. Tuttavia, l’ipotesi non avrebbe mai realmente preso quota, tanto da essere considerata una pista piuttosto fredda già nelle fasi iniziali dei colloqui.
Alla base della scelta di Xavi ci sarebbe una precisa idea professionale. L’ex allenatore del Barcellona vorrebbe infatti aspettare l’opportunità giusta per iniziare un percorso con una selezione nazionale, possibilmente dopo la conclusione del prossimo Mondiale. Una prospettiva che lo affascina particolarmente e che, almeno per il momento, avrebbe avuto la precedenza rispetto a eventuali offerte provenienti dai club.
Per il Milan si tratta dell’ennesimo tassello di una fase molto delicata. Dopo una stagione conclusa al di sotto delle aspettative, la società sta lavorando a una profonda riorganizzazione tecnica e dirigenziale. Oltre alla scelta del nuovo allenatore, il club sta infatti valutando anche cambiamenti nell’area sportiva e nell’organigramma societario.
Restano quindi aperte diverse candidature per la panchina rossonera. Negli ultimi giorni hanno preso forza soprattutto i profili di Andoni Iraola e di altri allenatori internazionali considerati adatti a un progetto che punti a rilanciare il Milan attraverso un’identità di gioco più moderna e offensiva. La dirigenza starebbe cercando un tecnico capace di dare una nuova impronta alla squadra e di ricostruire entusiasmo dopo le difficoltà dell’ultima stagione.
L’eventuale rinuncia a Xavi non viene comunque vissuta come un problema insormontabile all’interno del club. I rossoneri stanno infatti continuando a valutare diversi profili e non hanno ancora preso una decisione definitiva. La sensazione è che la scelta del prossimo allenatore sarà strettamente collegata anche alle modifiche che potrebbero interessare la struttura dirigenziale nelle prossime settimane.
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Milan, il futuro di Modric resta aperto: il croato detta le condizioni per continuare
Il futuro di Luka Modric continua a essere uno dei temi più discussi in casa Milan.
Il centrocampista croato, nonostante l’età e una carriera già ricca di successi, non sembra avere alcuna intenzione di chiudere la propria esperienza ai massimi livelli senza sentirsi ancora protagonista. Proprio per questo motivo la sua permanenza in rossonero resta legata a una serie di condizioni che il giocatore considera fondamentali.
La priorità di Modric non sarebbe esclusivamente economica. Il fuoriclasse croato vuole infatti capire quale sarà il suo spazio all’interno del nuovo progetto tecnico e quanto verrà considerato centrale nelle scelte della squadra. Per il giocatore, infatti, la possibilità di continuare a incidere sul campo rappresenta un aspetto decisivo nella valutazione del proprio futuro.
Negli ultimi mesi Modric ha dimostrato di poter ancora offrire qualità, esperienza e leadership, elementi che il Milan considera preziosi soprattutto in una fase di ricostruzione dopo una stagione complicata. La società apprezza il contributo del centrocampista sia dentro sia fuori dal campo, ma allo stesso tempo deve fare i conti con la necessità di ringiovanire la rosa e costruire una squadra sostenibile nel lungo periodo.
Uno degli aspetti centrali della trattativa riguarda proprio il progetto tecnico. Modric vuole avere garanzie sulla competitività del Milan e sulle ambizioni future del club. Il croato sarebbe disposto a proseguire la sua avventura soltanto all’interno di un contesto che gli permetta di lottare per obiettivi importanti, sia in Italia sia in Europa.
Anche il minutaggio e il ruolo all’interno della rosa saranno fattori determinanti. Pur essendo consapevole di non poter giocare ogni partita come in passato, Modric non vuole trasformarsi in una semplice figura simbolica o da spogliatoio. L’obiettivo resta quello di sentirsi ancora un elemento utile e decisivo nei momenti chiave della stagione.
Le prossime settimane saranno quindi decisive per capire quale direzione prenderà la vicenda. Il Milan vuole trattenere un campione che continua a rappresentare un punto di riferimento internazionale, ma dovrà trovare un equilibrio tra le esigenze del giocatore e la nuova strategia del club. Da questo confronto dipenderà la possibilità di vedere ancora Modric in maglia rossonera nella prossima stagione.
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Milan, rinnovo Pulisic in salita: richiesta da top player per prolungare
Il futuro di Christian Pulisic al Milan è tornato al centro delle discussioni in casa rossonera.
L’esterno offensivo statunitense, arrivato come uno dei colpi più importanti delle ultime stagioni, è oggi considerato una pedina fondamentale del progetto tecnico, ma il rinnovo del contratto non è affatto scontato.
L’attuale accordo che lega Pulisic al Milan scade nel 2027, con opzione di prolungamento a favore del club, ma la società avrebbe già avviato da tempo i contatti per un adeguamento dell’intesa. Tuttavia, la trattativa si è complicata a causa delle richieste economiche avanzate dal giocatore e dal suo entourage.
Secondo le indiscrezioni, l’americano avrebbe chiesto un ingaggio da circa 8 milioni di euro a stagione per firmare il nuovo contratto, una cifra che rappresenterebbe un salto significativo rispetto ai circa 4 milioni attualmente percepiti. Una richiesta che, al momento, il Milan non sarebbe disposto a soddisfare integralmente.
La dirigenza rossonera riconosce il valore tecnico e commerciale del calciatore, diventato anche un volto importante del progetto internazionale del club, soprattutto sul mercato statunitense. Tuttavia, la politica salariale del Milan resta improntata a un equilibrio interno che non verrebbe stravolto facilmente.
Il rendimento di Pulisic, tra alti e bassi nell’ultima parte di stagione, è un altro elemento che il club sta valutando prima di prendere una decisione definitiva. Quando in forma, il numero 11 è stato decisivo sia in termini di gol che di assist, ma alcuni problemi fisici e una seconda metà di campionato meno brillante hanno rallentato la sua continuità.
La volontà del Milan sarebbe comunque quella di proseguire il rapporto e trovare un’intesa, magari attraverso una soluzione intermedia tra domanda e offerta. L’obiettivo resta quello di evitare un caso simile ad altri già vissuti negli ultimi anni e di blindare un giocatore ritenuto centrale per il presente e per il futuro.
Nei prossimi incontri tra le parti si capirà se sarà possibile ridurre la distanza economica o se la trattativa entrerà in una fase di stallo più complicata.
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