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Milan, rivoluzione in dirigenza: anche Furlani in bilico
La seconda parte di stagione del Milan è sicuramente da dimenticare, con la qualificazione alla prossima Champions League che rimane in bilico, tutti sono in discussione.

I TIFOSI DEL MILAN ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Il successo contro il Genoa ha riportato serenità apparente in casa Milan, ma il clima attorno al club rossonero resta tutt’altro che tranquillo. La corsa alla prossima Champions League è ancora aperta, tuttavia la società sembra già pronta ad avviare una profonda riflessione interna sul futuro della dirigenza. Dopo la sfida contro il Cagliari potrebbero infatti arrivare decisioni importanti ai vertici del club.
Milan, tutti i dirigenti sotto osservazione
Nonostante la vittoria nell’ultimo turno di campionato, la proprietà guidata da Gerry Cardinale starebbe valutando cambiamenti significativi nell’assetto societario. I risultati ottenuti negli ultimi anni non hanno soddisfatto le aspettative della tifoseria né quelle della proprietà americana.
In quattro stagioni di gestione, il Milan ha conquistato soltanto una Supercoppa Italiana, un bottino considerato insufficiente per una società con la storia e il prestigio del club rossonero. L’eventuale qualificazione alla Champions League non basterebbe dunque a cancellare una stagione caratterizzata da alti e bassi.
Tra i nomi maggiormente in discussione ci sarebbe anche quello di Giorgio Furlani. L’amministratore delegato rossonero, pur avendo mantenuto i conti societari in equilibrio, non sarebbe più considerato intoccabile. La proprietà vorrebbe infatti vedere una crescita non soltanto economica ma anche sportiva, soprattutto dopo i successi recenti di rivali come Inter Milan e Napoli. Anche Igli Tare sarebbe finito al centro delle valutazioni della società. Alcune scelte di mercato non avrebbero convinto pienamente l’ambiente rossonero, alimentando dubbi sulla strategia tecnica adottata dal club.

Ibrahimovic nel mirino delle critiche
Nel clima di incertezza generale non si salva nemmeno Zlatan Ibrahimović. L’ex attaccante svedese, oggi figura di riferimento all’interno del progetto rossonero, sarebbe stato criticato per alcune presunte interferenze nelle dinamiche tecniche della squadra e nel lavoro dell’allenatore. La sensazione è che la proprietà voglia avviare una nuova fase, con l’obiettivo di riportare il Milan stabilmente in lotta per lo scudetto e per i trofei più importanti.
Squadra in ritiro prima del Cagliari
Nel frattempo la squadra si prepara all’ultima gara stagionale contro il Cagliari. Su decisione di Massimiliano Allegri e del gruppo squadra, il Milan andrà nuovamente in ritiro a partire da venerdì. La scelta sarebbe stata presa per isolare l’ambiente dalle continue voci legate alla dirigenza e consentire ai giocatori di concentrarsi esclusivamente sul campo. Una strategia già adottata prima della sfida contro il Genoa e che avrebbe dato risultati positivi. Dopo il match di San Siro potrebbe però iniziare una vera e propria rivoluzione societaria. Il futuro del Milan è ancora tutto da scrivere.
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Milan, torna di moda Brahim Diaz: i rossoneri valutano il ritorno
Il Milan continua a lavorare sul mercato alla ricerca di un nuovo trequartista da mettere a disposizione della squadra.
Dopo la chiusura della trattativa per Konstantinos Karetsas, giovane talento greco classe 2007 trasferito dal Genk al Borussia Dortmund per una cifra importante, la dirigenza rossonera ha iniziato a valutare altre soluzioni per rinforzare la zona offensiva.
Tra i nomi presenti sul tavolo ci sono diversi profili giovani e di prospettiva. Il Milan segue con interesse Matias Soulé, argentino classe 2003 della Roma cresciuto nel settore giovanile della Juventus, e osserva anche la situazione di Ethan Nwaneri, talento inglese dell’Arsenal nato nel 2007 e considerato uno dei prospetti più interessanti del calcio europeo.
Nelle ultime ore, però, è tornata d’attualità anche una vecchia conoscenza del pubblico di San Siro: Brahim Diaz. Il fantasista spagnolo naturalizzato marocchino conosce molto bene l’ambiente rossonero, avendo vestito la maglia del Milan per tre stagioni consecutive dal 2020 al 2023 durante il periodo in prestito dal Real Madrid. In quei tre anni il classe 1999 ha collezionato 124 presenze, segnando 18 reti e fornendo 15 assist, contribuendo anche alla conquista dello Scudetto nella stagione 2021-2022.
Dopo il ritorno in Spagna, Brahim Diaz ha continuato il suo percorso con il Real Madrid, dove ha un contratto valido fino al giugno 2027. Con la squadra madrilena ha raggiunto numeri importanti, totalizzando 22 gol e 30 assist in 163 partite ufficiali. La sua esperienza internazionale e la capacità di giocare tra le linee rappresentano caratteristiche molto apprezzate dal Milan.
Sul giocatore aveva mostrato interesse anche la Juventus, ma il club bianconero sembra aver cambiato strategia concentrandosi su Kerim Alajbegovic, giovane talento bosniaco classe 2007 in arrivo dal Bayer Leverkusen.
Il futuro di Leao resta il grande tema del mercato rossonero
Oltre alle operazioni in entrata, il Milan deve affrontare anche la questione legata al futuro di Rafael Leao. L’attaccante portoghese resta uno dei giocatori più importanti della rosa e il suo nome continua ad attirare l’attenzione di diversi club europei.
In particolare, il Galatasaray sarebbe pronto a presentare un’offerta concreta per il classe 1999. Il club turco può contare sulla partecipazione alla fase principale della Champions League, un elemento che potrebbe rendere più interessante la destinazione. In assenza di proposte convincenti provenienti da Premier League o Liga, Leao sarebbe disposto a prendere in considerazione l’ipotesi turca, anche se avrebbe richiesto uno stipendio molto elevato, superiore ai dieci milioni di euro a stagione.
Le prossime settimane saranno quindi decisive per capire sia il futuro della trequarti rossonera sia la posizione del talento portoghese, due situazioni che potrebbero influenzare in modo significativo le strategie estive del Milan.
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Milan, il metodo Amorim convince lo spogliatoio: intensità, dialogo e fiducia al centro del progetto
Ruben Amorim sta lasciando il segno fin dai primi giorni della sua esperienza sulla panchina del Milan.
Il tecnico portoghese non si è limitato a introdurre nuove idee tattiche, ma ha portato anche un diverso modo di gestire il gruppo, basato sul dialogo, sulla fiducia reciproca e sull’attenzione verso ogni singolo calciatore.
Durante il ritiro estivo e la tournée in Australia, l’allenatore ha dimostrato di voler instaurare un rapporto diretto con tutti i componenti della rosa. Non fa distinzioni tra veterani e giovani, dedicando lo stesso tempo e la stessa disponibilità a ciascun giocatore. Un approccio che sta contribuendo a creare un ambiente sereno e partecipativo, nel quale ogni elemento si sente coinvolto nel progetto tecnico.
Un rapporto costruito giorno dopo giorno
Ogni allenamento segue un rituale ben preciso. Amorim e il suo staff arrivano al centro sportivo con largo anticipo per preparare il materiale necessario e organizzare le esercitazioni. Quando i calciatori raggiungono il campo, il tecnico li accoglie personalmente, salutandoli uno a uno e creando fin da subito un clima positivo.
Anche se non padroneggia ancora perfettamente la lingua italiana, il tecnico sta accelerando il proprio percorso di apprendimento perché considera fondamentale comunicare direttamente con lo spogliatoio. Nel frattempo utilizza l’inglese e il linguaggio del corpo, riuscendo comunque a trasmettere con chiarezza le proprie indicazioni.
Prima dell’inizio della seduta, la squadra si riunisce in cerchio per ascoltare il programma di lavoro della giornata. Si tratta di un breve momento di confronto utile per spiegare gli obiettivi dell’allenamento e coinvolgere il gruppo prima di iniziare le esercitazioni.
La tattica è il cuore del lavoro
Sul campo emerge con chiarezza l’identità calcistica che Amorim vuole costruire. Dopo una fase iniziale dedicata alla preparazione atletica, il pallone diventa il protagonista assoluto delle sedute.
L’allenatore insiste in particolare sui movimenti collettivi, sulle distanze tra i reparti e sull’organizzazione sia in fase offensiva sia quando la squadra perde il possesso. L’idea è quella di sviluppare un calcio dinamico, caratterizzato da pressing alto, costruzione ragionata e grande coraggio nell’occupazione degli spazi.
Le esercitazioni vengono ripetute più volte per automatizzare i meccanismi di gioco, ma senza toni esasperati. Amorim preferisce correggere con calma, dialogando con i giocatori e spiegando ogni dettaglio piuttosto che ricorrere a richiami plateali.
Allenamenti intensi, ma più tempo per recuperare
Un’altra novità riguarda la gestione della giornata. Il Milan svolge una sola seduta quotidiana, particolarmente intensa e ricca di contenuti, lasciando però ai calciatori diverse ore libere per recuperare energie fisiche e mentali.
La filosofia del tecnico è quella di evitare un’eccessiva pressione fin dall’estate. Per questo motivo non sono previsti lunghi ritiri in isolamento: quando possibile, i giocatori possono trascorrere il tempo libero con le proprie famiglie o dedicarsi al relax. Anche durante la permanenza in Australia sono stati programmati momenti lontani dal campo, con l’obiettivo di favorire l’equilibrio del gruppo e affrontare una stagione che si preannuncia lunga e impegnativa.
Il metodo Amorim sembra quindi fondarsi su un equilibrio tra disciplina e libertà, intensità e serenità. Un modello che, almeno in questa prima fase della preparazione, sta raccogliendo segnali positivi e contribuendo a rafforzare lo spirito di squadra del nuovo Milan.
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Milan, Gimenez verso l’addio? Cambia la valutazione e la Lazio osserva
Santiago Gimenez potrebbe essere uno dei protagonisti delle prossime settimane di calciomercato.
L’attaccante messicano, rientrato a Milanello dopo gli impegni con la propria Nazionale, è chiamato a convincere il nuovo tecnico Ruben Amorim, ma il suo spazio all’interno della rosa rossonera appare sempre più ridotto.
L’arrivo di Gonçalo Ramos ha aumentato la concorrenza nel reparto offensivo, mentre la conferma di Francesco Camarda rappresenta un’ulteriore scelta in prospettiva per il Milan. In un sistema di gioco che prevede un’unica punta centrale, Gimenez rischia quindi di partire indietro nelle gerarchie, rendendo più concreto uno scenario di cessione prima della chiusura del mercato estivo.
Il Milan fissa una nuova valutazione
Acquistato dal Feyenoord nel gennaio 2025 per una cifra superiore ai 30 milioni di euro, il centravanti ha vissuto una stagione complicata tra prestazioni al di sotto delle aspettative e un lungo stop causato da un infortunio alla caviglia. Anche le recenti apparizioni con la Nazionale messicana non hanno contribuito a rilanciarne le quotazioni.
Per questo motivo la dirigenza rossonera starebbe valutando eventuali offerte, con l’obiettivo di trovare una soluzione vantaggiosa sia dal punto di vista tecnico sia da quello economico. Una cessione vicina al valore di bilancio consentirebbe infatti al club di limitare l’impatto dell’investimento effettuato e, in determinate condizioni, anche di registrare una plusvalenza.
La Lazio segue la situazione
Tra le società interessate al classe 2001 figura anche la Lazio, alla ricerca di un nuovo centravanti per il progetto tecnico guidato da Gennaro Gattuso. Il profilo di Gimenez è ritenuto interessante, ma al momento non si è ancora passati a una vera trattativa.
Il principale ostacolo riguarda la formula dell’operazione. Il Milan preferirebbe una cessione a titolo definitivo, mentre il club biancoceleste valuterebbe con maggiore interesse un prestito, magari con diritto o obbligo di riscatto a determinate condizioni.
Agosto sarà decisivo
Le prossime settimane saranno fondamentali per definire il destino dell’attaccante messicano. Gimenez continua a sperare di conquistare spazio con la maglia rossonera, ma molto dipenderà dalle decisioni della società e dall’eventuale arrivo di offerte convincenti. Con il mercato ancora aperto, il suo futuro resta tutto da scrivere e agosto potrebbe rappresentare il mese decisivo per capire se proseguirà l’avventura al Milan oppure inizierà una nuova esperienza in Serie A o all’estero.
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