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Milan, Goretzka sempre più vicino: la Champions può sbloccare l’affare
Il Milan accelera sul mercato e mette nel mirino uno dei profili più importanti per rinforzare il centrocampo: Leon Goretzka. Il giocatore del Bayern Monaco rappresenta una delle opportunità più interessanti della prossima estate, soprattutto per la possibilità di arrivare a parametro zero al termine della stagione.
Negli ultimi giorni, la dirigenza rossonera ha intensificato i contatti con l’entourage del calciatore, sondando concretamente la fattibilità dell’operazione. Il profilo di Goretzka risponde perfettamente alle richieste tecniche dell’allenatore, grazie a caratteristiche come fisicità, esperienza internazionale e mentalità vincente, qualità ritenute fondamentali per alzare il livello della squadra.
Il nodo principale resta però legato alla qualificazione alla Champions League. L’eventuale accesso alla massima competizione europea garantirebbe infatti risorse economiche importanti e maggiore appeal internazionale, elementi decisivi per convincere il centrocampista tedesco ad accettare la proposta milanista.
Il club rossonero ha già messo sul tavolo un’offerta contrattuale strutturata su più anni, cercando di compensare eventuali differenze economiche con un progetto tecnico ambizioso e un ruolo centrale all’interno della squadra.
Nonostante ciò, la concorrenza resta elevata: altri club, sia in Italia che all’estero, seguono con attenzione la situazione e potrebbero inserirsi nella corsa nelle prossime settimane. Lo stesso Goretzka, al momento, preferisce restare concentrato sugli impegni con il Bayern, rimandando ogni decisione sul futuro.
Le prossime settimane saranno quindi decisive. Se il Milan dovesse centrare l’obiettivo Champions, potrebbe arrivare l’affondo finale per uno dei colpi più importanti del mercato estivo, capace di cambiare volto al centrocampo rossonero.
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De Laurentiis: “Cardinale ha esigenze da finanziere e non da imprenditore vero”
Aurelio De Laurentiis torna a parlare del sistema calcio italiano e lo fa con la consueta schiettezza, parlando soprattutto di Gerry Cardinale.
Il presidente del Napoli, premiato dall’Associazione Stampa Estera, ha affrontato diversi temi legati alla gestione delle società, al ruolo degli investitori finanziari e alle prospettive economiche del movimento italiano.
Nel corso del suo intervento non sono mancate considerazioni particolarmente dure nei confronti dei fondi di investimento entrati negli ultimi anni nel capitale di numerosi club. Nel mirino è finito anche Gerry Cardinale, proprietario del Milan, con cui De Laurentiis ha raccontato di aver avuto un confronto alcuni anni fa.
“In Lega bisogna stravolgere ciò che non funziona”
Il patron del Napoli ha innanzitutto spiegato la propria concezione del mestiere di presidente e imprenditore, sottolineando l’importanza di intervenire sulle criticità del sistema.
“Io sono un passionale di natura, se faccio una cosa è perché mi diverto. C’è chi gioca a golf, chi gioca a tennis, io sono monotematico con la mia professione: può far inquietare mia moglie, ma io sono fatto così e non posso certo cambiare.
Il discorso qual è: quando vai in Lega qualunque tipo di affermazione è imprenditoriale, se vuoi fare impresa devi stravolgere ciò che non funziona.
In Italia per carità, non devi toccare nulla, ci sono leggi che partono dal 1800, che quando le leggi e vedi che è stata modificata fai fatica a comprenderla”
Il racconto dell’incontro con Gerry Cardinale
De Laurentiis ha poi ricostruito un episodio legato a Gerry Cardinale, spiegando di aver invitato a cena il proprietario del Milan circa tre anni fa. Il presidente azzurro ha raccontato di aver ascoltato le idee dell’imprenditore americano senza condividerne l’impostazione.
“È difficile cambiare la mentalità di chi fa il calcio, lei ha parlato di fondi ma ci sono imprenditori che non sono presenti. Io con grande umiltà, non sapendo nulla di calcio, non conoscevo l’ambiente e mi sono fatto tutte le assemblee di Lega.
Ho invitato Gerry Cardinale a cena tre anni, mi fece un discorso a cui non obiettai altrimenti avrei dovuto prenderlo e buttarlo fuori, mi diceva cose che non stavano in cielo e in terra dal mio punto di vista: è un proprietario che aveva esigenze da finanziere e non da imprenditore vero.”
Il numero uno del Napoli ha quindi utilizzato la propria esperienza nel mondo del cinema per spiegare la differenza, secondo la sua visione, tra un imprenditore operativo e un investitore interessato principalmente alla redditività del capitale.
“Mi si può accusare di tutto, ma ho fatto l’artigiano nel cinema: sceglievo le idee, non ho mai prodotto un film proposto da altri, solo quelli nati nel nostro ufficio. Ancora adesso con Carlo Verdone ci confrontiamo, partiamo da una idea e poi la sviluppiamo insieme, poi chi è che finanzia il prodotto? Io. Chi lo realizza fisicamente? Sempre noi. Chi lo commercializza e lo distribuisce in Italia e all’estero? Noi”
La proposta sulla commercializzazione del calcio
Un altro passaggio dell’intervento ha riguardato la distribuzione dei ricavi e il peso dei principali club italiani. De Laurentiis ha sostenuto la necessità di ragionare in maniera diversa sulla commercializzazione del prodotto calcio.
“Siamo in un momento in cui c’è molto da cambiare, si parla di DAZN: vedevo un articolo sulla percentuale di spettatori inferiore da un anno all’altro ma guadagna con le inserzioni pubblicitarie.
Bisogna capire, faccio un altro ragionamento: così come quando realizzo una opera audiovisiva la commercializzo io stesso… Chi ha meno tifosi delle squadre che tirano di più ovvero Juventus, Milan, Inter, Napoli, Roma che sono il motore del calcio italiano… questi club dovrebbero farsi carico della commercializzazione del calcio”.
Tournee all’estero, De Laurentiis: “Non mi interessano i milioni”
Infine, il presidente azzurro ha parlato anche delle tournée internazionali e delle offerte economiche ricevute per disputare amichevoli lontano dall’Italia. De Laurentiis ha spiegato di non considerare il denaro l’unico parametro per decidere come organizzare la preparazione della squadra.
“Mi hanno offerto sei milioni di dollari per andare in Australia per una partita e una a Singapore, e che facevo 30 ore di viaggio per poi preparare la stagione? Uno deve prepararsi alle tante partite, mi sembrava una follia.
Non mi interessano i milioni, ho organizzato partite in Trentino sia in Abruzzo invitando squadre e pagandole, e in pay-per-view facevo vedere le partite ad una cifra modesta di 10 euro, non costava nulla.
C’è un concetto imprenditoriale che non tutti rispettano, Cardinale e i fondi hanno investito denaro per farlo fruttare ai loro investitori: se dopo un po’ di tempo non hanno avuto un guadagno, allora che benefit è stato apportato? Nessuno”.
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Milan, la proiezione di Opta: quinto posto e 37,24% di possibilità di Champions
Le previsioni elaborate dal computer di Opta provano a delineare lo scenario della Serie A 2026/27 attraverso dati statistici, algoritmi e simulazioni. Il modello ha prodotto una possibile classifica finale del campionato, accompagnata dalle percentuali relative alle varie posizioni e agli obiettivi stagionali, dalla conquista dello Scudetto alla qualificazione alle competizioni europee, fino alla lotta per non retrocedere.
Secondo questa proiezione, il Milan chiuderebbe il campionato al quinto posto, con una media prevista di 63,96 punti. Il dato relativo alla qualificazione in Champions League si attesterebbe invece al 37,24%, mentre le possibilità di conquistare lo Scudetto sarebbero pari al 5,46%.
Si tratta naturalmente di una simulazione statistica e non di una previsione certa sull’esito della stagione. I valori possono infatti cambiare sensibilmente durante il campionato in base ai risultati ottenuti dalle singole squadre.
Inter davanti a tutti, Roma seconda
Nella graduatoria elaborata da Opta, l’Inter sarebbe la squadra destinata a raccogliere più punti, con una proiezione di 78,18. Alle sue spalle compare la Roma, accreditata di 73,15 punti, mentre il terzo posto sarebbe occupato dal Como con 67,70.
La Juventus completerebbe invece il quartetto di testa con 67,13 punti. Subito dopo arriverebbe il Milan, separato di poco dai bianconeri e seguito dalla Lazio, stimata a quota 62,75.
La classifica stimata da Opta
Di seguito l’elenco completo della graduatoria elaborata dal modello statistico:
- Inter 78,18
- Roma 73,15
- Como 67,70
- Juventus 67,13
- Milan 63,96
- Lazio 62,75
- Napoli 61,53
- Atalanta 55,75
- Cagliari 53,43
- Sassuolo 49,06
- Frosinone 48,53
- Fiorentina 46,73
- Udinese 45,41
- Torino 44,24
- Lecce 40,78
- Monza 38,89
- Parma 38,53
- Genoa 37,70
- Venezia 30,16
Il margine per il Milan
La simulazione colloca quindi i rossoneri appena fuori dalle prime quattro posizioni, ma con una distanza contenuta rispetto alla Juventus e alle altre squadre coinvolte nella corsa europea. Il 37,24% di possibilità di qualificarsi alla Champions League fotografa uno scenario ancora aperto, nel quale il Milan potrebbe inserirsi nella parte alta della classifica.
Anche la proiezione relativa allo Scudetto, fissata al 5,46%, mostra come il modello consideri i rossoneri ancora matematicamente coinvolti nella lotta al vertice, pur attribuendo percentuali maggiori ad altre formazioni. Le indicazioni di Opta rappresentano dunque una fotografia statistica del momento e potranno essere aggiornate man mano che la stagione entrerà nelle sue fasi decisive.
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Milan, Cardinale ridisegna la dirigenza: caccia al nuovo Head of Football
Il Milan continua a lavorare alla definizione di una struttura dirigenziale destinata a cambiare ulteriormente volto.
Gerry Cardinale vuole dare forma a un’organizzazione sportiva con ambizioni internazionali e, in quest’ottica, resta da individuare una figura centrale: quella dell’Head of Football.
L’idea è inserire un dirigente con competenze trasversali, capace di affiancare l’allenatore Ruben Amorim nella gestione quotidiana della squadra e di rappresentare un punto di riferimento per le diverse componenti dell’area sportiva. Un ruolo pensato per mettere esperienza e conoscenze a disposizione del gruppo, soprattutto nei momenti più delicati della stagione.
La gestione di Amorim ha evidenziato una necessità
La recente reazione del Milan dopo la sconfitta contro il Benfica ha acceso i riflettori anche sul lavoro svolto da Amorim al di fuori del campo. Il tecnico portoghese ha dedicato particolare attenzione al rapporto con alcuni elementi di maggiore esperienza dello spogliatoio, tra cui Pulisic, Saelemaekers e Modric.
Il confronto diretto con i giocatori ha contribuito a ricompattare il gruppo e la risposta arrivata nella gara successiva contro il Lecce è stata immediata. Al di là del risultato, la gestione della settimana ha evidenziato quanto possa essere importante per il Milan avere all’interno della propria organizzazione una figura capace di supportare quotidianamente l’allenatore.
Un progetto che guarda oltre il modello italiano
La ricerca del nuovo dirigente si inserisce in un percorso di trasformazione avviato da RedBird. Durante l’estate erano emerse diverse ipotesi, ma alcune piste non hanno avuto seguito: prima quella legata a Ralf Rangnick e successivamente quella riguardante Markus Krosche.
La proprietà, tuttavia, non avrebbe abbandonato l’idea di introdurre un responsabile dell’area calcistica con un ruolo di vertice. Il progetto societario punta infatti a superare il modello tradizionale italiano, modificando anche la distribuzione delle responsabilità all’interno del club.
In questo quadro si inseriscono i cambiamenti che hanno coinvolto la precedente struttura dirigenziale e il superamento della figura del direttore sportivo nella sua accezione più classica.
Krosche resta tra i candidati
La ricerca del nuovo Head of Football sarebbe entrata in una fase più concreta. Secondo quanto filtra da ambienti vicini a RedBird, sul tavolo ci sarebbe una lista ristretta composta da due o tre profili.
Tra questi figura ancora Markus Krosche, attualmente all’Eintracht Francoforte. Il dirigente tedesco rimane quindi un’opzione per il Milan, nonostante i contatti e le difficoltà emerse nei mesi precedenti.
La sua candidatura viene considerata particolarmente significativa e nelle prossime settimane potrebbero arrivare indicazioni più precise. La scelta dell’Head of Football rappresenterà infatti un passaggio importante nel progetto di Cardinale: l’obiettivo è costruire una struttura capace di accompagnare Amorim nel lavoro quotidiano e, allo stesso tempo, consolidare il nuovo modello organizzativo voluto dalla proprietà.
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