News
Gimenez: “Voglio diventare il goleador del Milan”
L’attaccante del Milan, Santiago Gimenez, ha raccontato il suo momento personale e gli obiettivi per il finale di stagione in un’intervista rilasciata a DAZN. Il centravanti rossonero ha parlato della condizione fisica dopo l’operazione alla caviglia, della fiducia ritrovata e del desiderio di lasciare il segno con la maglia del Milan.
La condizione fisica e il finale di stagione
Gimenez ha spiegato di sentirsi finalmente bene dopo i problemi fisici che lo hanno condizionato nei mesi scorsi: “Mi sento molto bene, in questo momento la cosa più importante è la mia caviglia e essendo a posto con la caviglia so cosa posso dare. Ho molta fiducia in me stesso e in ciò che posso contribuire alla squadra”.
Il centravanti ha sottolineato quanto siano decisive le ultime partite della stagione, considerate come vere e proprie finali: “Queste ultime otto gare sono finali. Mi sento importante nel gruppo, non solo calcisticamente ma anche all’interno del gruppo. Sono una persona molto positiva e cerco di aiutare i miei compagni”.
La scelta dell’operazione
L’operazione alla caviglia è stata una decisione complessa per l’attaccante messicano, soprattutto perché arrivata in un momento positivo della squadra: “È stata una decisione molto difficile perché avevo molto entusiasmo per la stagione e per la grande squadra che avevamo costruito”.
Il dolore, però, non gli permetteva di esprimersi al meglio: “La verità però è che il dolore era tanto. Ho preso la decisione di operarmi insieme alla mia famiglia per stare bene e per dare quello che posso dare. Non ero al 100% e non mi piaceva”.
Il sogno rossonero
Gimenez ha ribadito con chiarezza il suo obiettivo principale da quando è arrivato in Italia: “Nel momento in cui il Milan mi ha notato avevo solo un’idea in testa: diventare il goleador del Milan. È ancora nella mia mente e nei miei pensieri”.
L’attaccante ha aggiunto che il suo impegno sarà totale: “Quello che posso dire è che lascerò il cuore in campo e i gol arriveranno”.
La passione di Gimenez per il Milan fin da bambino
Il legame con i colori rossoneri nasce da lontano. Gimenez ha raccontato di aver sempre tifato per il Milan fin da piccolo, affascinato dalle grandi stelle di quel periodo: “Ho molte foto con la maglia del Milan quando ero bambino perché era la squadra che tifavo”.
Tra i suoi idoli c’erano campioni come Kaká, Andrea Pirlo, Clarence Seedorf e Gennaro Gattuso. “Oggi poter indossare questa maglia è come un sogno che si avvera”, ha spiegato.
Parlando proprio di Kaká, ha aggiunto: “Era il mio giocatore preferito in quel periodo anche perché condividiamo la stessa fede ed è un giocatore con molta passione e con molta grinta ed eleganza ovviamente”.
Il rapporto con Allegri
Infine, l’attaccante ha speso parole importanti per l’allenatore Massimiliano Allegri, sottolineando quanto il tecnico lo abbia aiutato nella crescita: “Mi ha fatto guardare il calcio in modo molto più semplice. A volte la cosa più difficile è capire il calcio semplice”.
Gimenez ha poi aggiunto: “Penso mi abbia insegnato molto, soprattutto tatticamente e lo apprezzo molto… È un allenatore che ricorderò per il resto della mia vita”.
Lo sguardo al futuro
Il centravanti rossonero preferisce però concentrarsi sul presente e sul finale di stagione con il Milan: “Voglio pensare una partita alla volta, abbiamo otto finali e voglio finire bene la stagione con il Milan e poi penserò al Mondiale”.
News
Moreira: “La punizione? Me la sentivo. Spero che Kaká sia felice”
Al termine della sfida, il calciatore belga è intervenuto ai microfoni di DAZN, raccontando la soddisfazione per una serata speciale e sottolineando quanto fosse importante conquistare un risultato del genere davanti ai tifosi rossoneri.
“Notte speciale. Partita molto bella, sappiamo quanto è importante il derby e l’abbiamo dimostrato. Ora dobbiamo continuare”.
Il primo gol su punizione: “Me la sentivo”
Tra le immagini più significative della partita c’è sicuramente la rete realizzata direttamente su calcio di punizione. Una conclusione precisa e potente, che ha contribuito a rendere ancora più memorabile la prestazione di Moreira. Per il belga si è trattato del primo gol in carriera da questa posizione, nonostante in allenamento abbia già avuto modo di dimostrare le proprie qualità sui calci piazzati.
Interrogato sulla rete e sulle sensazioni avute prima della battuta, il giocatore ha spiegato di aver avvertito fiducia e convinzione, anche grazie al sostegno di un compagno come Pulisic.
“Ne segno molte in allenamento. La prima è sempre speciale. Me la sentivo e Pulisic mi ha dato la fiducia giusta”.
Una dichiarazione che racconta la sicurezza con cui Moreira si è presentato sul pallone in un momento importante della partita. La scelta di calciare si è rivelata vincente, regalando al Milan una giocata di grande qualità.
La maglia numero 22 e il paragone con Kaká
Nel corso dell’intervista non poteva mancare un riferimento a Kaká, storico campione rossonero che ha indossato la stessa maglia numero 22. Con due assist e un gol nel derby, Moreira ha inevitabilmente attirato l’attenzione anche per il legame simbolico con il fuoriclasse brasiliano.
Alla domanda sulla possibilità di diventare il nuovo Kaká, il belga ha preferito mantenere i piedi per terra, mostrando rispetto per la storia del giocatore brasiliano e ribadendo la volontà di costruire un percorso personale.
“Rispetto Kaká, io voglio essere me stesso. È un onore giocare col suo numero. Sapevo che fosse qui oggi, spero sia felice”.
Parole che testimoniano la consapevolezza del giovane rossonero: raccogliere un’eredità così importante rappresenta un motivo d’orgoglio, ma l’obiettivo resta quello di affermarsi attraverso le proprie caratteristiche. Dopo una prestazione così significativa contro l’Inter, Moreira può godersi una serata destinata a rimanere tra i ricordi più belli della sua esperienza con il Milan.
News
Musah: “Il calcio d’angolo era preparato. Sono contento, ma il calcio ha la memoria corta”
Il centrocampista ha raccontato le emozioni vissute durante la stracittadina, soffermandosi sull’atmosfera dello stadio, sulla preparazione della squadra e sulla necessità di non abbassare la guardia nonostante gli attestati di stima ricevuti.
L’emozione per il derby: «È la notte più bella dell’anno»
Musah non ha nascosto la propria soddisfazione per aver battuto i rivali cittadini, soprattutto considerando il valore che una vittoria del genere assume per il pubblico rossonero.
«E’ la notte più bella dell’anno. Sappiamo che nei derby, quando si vincono, specialmente giocando in casa, lo stadio è incredibile, i tifosi sono incredibili. Impariamo da ogni partita: abbiamo imparato dal Bologna e proviamo a non fare gli stessi errori andando avanti».
Il giocatore ha sottolineato anche l’importanza di trasformare le esperienze negative in occasioni di crescita. La sconfitta precedente, dunque, non deve essere dimenticata, ma utilizzata come insegnamento per affrontare meglio i prossimi impegni.
La standing ovation e la consapevolezza: «Il calcio ha la memoria corta»
La prestazione nel derby ha portato Musah a ricevere apprezzamenti e riconoscimenti. Il centrocampista, tuttavia, preferisce mantenere i piedi per terra, consapevole di quanto rapidamente possano cambiare le valutazioni nel mondo del calcio.
«Sono contento della situazione del momento, però il calcio ha una memoria corta e devo continuare così fino alla fine della stagione, sennò so che le cose possono cambiare subito ancora e qua devi giocare bene ogni partita perché c’è sempre qualcuno che vuole il tuo posto, sei al Milan».
Parole che raccontano la mentalità con cui il rossonero vuole affrontare il resto dell’annata: soddisfazione per quanto fatto, ma anche la consapevolezza che per guadagnarsi spazio e fiducia occorre garantire continuità.
Il calcio d’angolo decisivo era stato studiato
Nel corso dell’intervista, Musah ha commentato anche la situazione da calcio piazzato preparata dallo staff rossonero. L’attenzione era rivolta ai movimenti dei giocatori dell’Inter e alla possibilità di sfruttare gli spazi lasciati dalla difesa nerazzurra.
«Era un calcio d’angolo che abbiamo preparato, che sapevamo che l’Inter non avrebbe seguito Adrien. No, per me ha voluto mettere la palla là per creare un pericolo, metterla là e sperare che ci fosse qualcuno. Però no, sinceramente no, non penso che abbia voluto tirare».
News
Cardinale: “Mi viene da piangere, questi ragazzi sono dei vincenti”
Il risultato permette alla squadra rossonera di accorciare le distanze dai nerazzurri guidati da Cristian Chivu, portandosi a quattro lunghezze di distanza. Una serata speciale non soltanto per i giocatori e i tifosi, ma anche per Gerry Cardinale, che al termine della partita ha manifestato tutta la propria emozione per il successo.
Cardinale in lacrime: «Notte incredibile»
Intervistato dai colleghi di TeleLombardia al termine della stracittadina, il proprietario del Milan non è riuscito a nascondere la commozione. Le difficoltà affrontate dalla squadra nelle ultime settimane, tra impegni ravvicinati e numerosi problemi fisici, hanno reso ancora più significativo il risultato ottenuto contro l’Inter.
«Notte incredibile. Ogni tre giorni a giocare una partita, superando gli infortuni, riavendo la nostra squadra al completo… E guardate questi ragazzi, questi ragazzi sono dei vincenti. Mi viene da piangere. È fantastico. La migliore serata. Ci costruiremo sopra».
Parole che raccontano la soddisfazione di Cardinale per la risposta del gruppo in una partita particolarmente sentita. Il patron rossonero ha voluto mettere in evidenza soprattutto la mentalità dei giocatori, capaci di reagire alle difficoltà e di offrire una prestazione di alto livello in una delle sfide più importanti della stagione.
Il messaggio alla squadra: «Se restiamo uniti, vinceremo»
La gioia del proprietario del club è proseguita anche nelle dichiarazioni rilasciate a MilanNews. Cardinale ha ribadito la fiducia nel gruppo e nello staff tecnico, indicando nell’unione e nella capacità di resistere alle difficoltà gli elementi fondamentali per proseguire il percorso di crescita.
«Questa sera abbiamo visto di che pasta è fatta questa squadra. Se restiamo uniti e ci sosteniamo a vicenda, vinceremo. La squadra ha dovuto affrontare un calendario impegnativo e troppi infortuni, ma stasera sono stati il carattere e la resilienza a fare la differenza. Per tutti i 90 minuti, i ragazzi non hanno mai mollato, dimostrando ancora una volta ciò che ho sempre creduto dei nostri giocatori e del nostro allenatore. Questa squadra ha tutte le carte in regola per vincere. Ora dobbiamo continuare su questa strada».
La vittoria nel derby come punto di partenza
Il successo contro l’Inter rappresenta un’iniezione di fiducia per tutto l’ambiente milanista. Dopo la delusione contro il Bologna, la squadra ha risposto con una prova di personalità, dimostrando di poter competere anche contro una delle principali rivali per il campionato.
Cardinale guarda quindi avanti con ottimismo. La vittoria della stracittadina non viene considerata un punto d’arrivo, ma una base sulla quale costruire i prossimi risultati. Il messaggio del patron è chiaro: il Milan deve mantenere compattezza, spirito di sacrificio e continuità per trasformare l’entusiasmo del derby in un percorso vincente.
-
News5 mesi faMilan, al via la campagna abbonamenti 2026/27: tutte le informazioni per i tifosi rossoneri
-
News3 settimane faMilan, obiettivo Champions: Gonçalo Inácio torna nel mirino rossonero per gennaio
-
News3 mesi faMilan in Europa League: format, calendario e tutte le date della stagione 2026/27
-
News4 settimane faMilan, emergenza sulle fasce: da Carvajal a Guerreiro, tutti gli svincolati
-
News4 mesi faMilan, Gila è arrivato in città: visite mediche e prime parole da rossonero
-
News9 mesi faMilan, De Winter: “Firmare qui ha cambiato la mia carriera. Mio padre voleva chiamarmi Clarence”
