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Capello consiglia il Milan: tra certezze, dubbi e possibili rinforzi
L’ex allenatore del Milan Fabio Capello ha analizzato la situazione rossonera e le possibili mosse di mercato, soffermandosi su diversi nomi e sulla direzione tecnica intrapresa sotto la guida di Massimiliano Allegri. In un’intervista, Capello ha sottolineato l’importanza degli obiettivi stagionali e della crescita del club: “Allegri è stato chiaro fin dall’inizio, l’obiettivo è tornare in Champions e ormai lo ha raggiunto. Penso che Max guardi al vantaggio su Como e Roma, non a quello sulla Juventus. Le analisi di fine stagione non vanno fatte sulla posizione di classifica, ma su quello che serve per tornare a vincere. La qualificazione in Champions deve essere un obiettivo minimo, il Milan deve tornare a competere per conquistare lo scudetto”.
Uno dei temi più delicati riguarda Luka Modrić. Capello riconosce il contributo del centrocampista, ma solleva un interrogativo importante: “Modric ha cantato e portato la croce tendendo spesso in piedi il Milan, ma mi domando: dovesse restare, potrà confermarsi su questi livelli a 41 anni?”.
Non mancano poi considerazioni sulle strategie di mercato: “Non servono 5-6 acquisti: ne bastano 2 o 3, però devono essere di alto livello, meglio se campioni. Allegri aggiungendo 2-3 big è da scudetto”. E ancora: “Fossi nel Milan blinderei Max: ha svolto un ottimo lavoro e la prossima stagione ripartirebbe col vantaggio di conoscere già i giocatori”.
Capello accenna anche al possibile richiamo della Nazionale: “La Nazionale è sempre una tentazione e lui sarebbe anche adatto. Sono decisioni che uno deve sentirsi dentro”.
Sul fronte offensivo, il confronto tra Robert Lewandowski e Dusan Vlahovic è netto: “Su Lewandowski ragionerei attentamente. Il fiuto del gol non si perde nemmeno a 37-38 anni, ma la forza sì. Il polacco segnerà sempre, però quando ti avvicini ai quaranta è più complicato fare la punta che il centrocampista. Vlahovic ha meno tecnica, ma più prospettiva. Con Lewandowski, però, si vince”.
Infine, Capello indica i profili ideali per rinforzare la squadra: “Allegri ha bisogno di un centravanti e Vlahovic sarebbe perfetto. Vedrei bene anche Goretzka in mezzo al campo e Kim in difesa. Bisogna vedere anche cosa ci si può permettere economicamente”. Un’analisi chiara che traccia la linea tra ambizione e sostenibilità.
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Milan, summit tra Allegri e dirigenza: le basi per il futuro
Il Milan guarda già alla prossima stagione e lo fa attraverso un confronto diretto tra Massimiliano Allegri e i vertici societari.
L’incontro, durato diverse ore a Casa Milan, si inserisce in un momento chiave dell’annata, con i rossoneri ancora impegnati nella corsa alla qualificazione alla prossima Champions League, obiettivo fondamentale per definire le strategie future.

MASSIMILIANO ALLEGRI SORRIDENTE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Allegri, di cosa si è parlato nel summit col Milan
Il vertice è servito soprattutto per tracciare le linee guida del mercato estivo. Da una parte c’è la volontà dell’allenatore di costruire una squadra competitiva fin da subito, dall’altra quella della dirigenza di mantenere equilibrio economico e sostenibilità. La partecipazione alla Champions rappresenta uno snodo decisivo: garantirebbe risorse importanti e permetterebbe al club di pianificare investimenti più ambiziosi.
Durante il confronto si è parlato in particolare di centrocampo, reparto destinato a cambiare profondamente. Alcuni giocatori sono considerati in uscita, mentre altri restano in bilico in attesa di decisioni definitive. L’idea condivisa è quella di intervenire con innesti di qualità e funzionali al progetto tecnico di Allegri, che ha indicato profili ritenuti adatti al suo sistema di gioco.
Non solo mediana: sul tavolo anche riflessioni sull’attacco, dove manca continuità realizzativa, e sulla struttura complessiva della rosa. L’obiettivo è individuare giocatori pronti ma anche sostenibili dal punto di vista economico, in linea con la filosofia societaria.
Il dialogo tra tecnico e dirigenza proseguirà anche nelle prossime settimane, segno di una collaborazione costante. La sensazione è che il Milan stia lavorando in anticipo per non farsi trovare impreparato, ma tutto resta legato al campo: solo la qualificazione europea potrà dare forma definitiva alle ambizioni rossonere.
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Milan, nuova tappa nel tour estivo: sfida al Chelsea in Indonesia
Il Milan continua a definire il proprio programma estivo in vista della stagione 2026/2027, aggiungendo un appuntamento di grande richiamo internazionale.
Il club rossonero ha infatti ufficializzato una nuova amichevole di lusso contro il Chelsea, che si disputerà in Indonesia durante il Pre-Season Tour. La partita è in programma per l’8 agosto a Giacarta, nello scenario del Gelora Bung Karno Stadium, con calcio d’inizio fissato alle 19:00 locali. Si tratta di un evento storico, perché sarà la prima volta che due grandi club europei si affrontano sul suolo indonesiano, confermando l’importanza crescente del mercato asiatico nel calcio globale.
Questa scelta non è casuale: l’Indonesia rappresenta una delle principali roccaforti del tifo milanista nel mondo. Si stima infatti che nel Paese ci siano circa 40 milioni di sostenitori rossoneri, rendendolo uno dei bacini più rilevanti a livello internazionale, anche per seguito digitale.
L’incontro contro il Chelsea si inserisce in un tour estivo particolarmente ricco per la squadra allenata da Massimiliano Allegri. Prima della tappa asiatica, il Milan farà base a Perth, in Australia, dove disputerà anche altre amichevoli di alto livello, tra cui un derby contro l’Inter.
Oltre all’aspetto tecnico, questa tournée rappresenta un’occasione strategica per rafforzare il brand rossonero a livello globale, consolidando il legame con milioni di tifosi lontani dall’Italia. Allo stesso tempo, sfide di questo calibro permettono alla squadra di prepararsi al meglio, confrontandosi con avversari di primo livello già nella fase precampionato.
Il match contro il Chelsea, dunque, non sarà soltanto un test estivo, ma anche un evento simbolico che unisce spettacolo, marketing e preparazione sportiva in un’unica grande vetrina internazionale.
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Tare si racconta: ambizione, Milan e verità dirette
Nel corso della trasmissione Giorgia’s Secret su DAZN, Igli Tare, direttore sportivo del Milan, si è raccontato a tutto tondo, ripercorrendo le tappe della sua carriera e soffermandosi anche sul presente del club rossonero.
Dall’infanzia in Albania agli anni in Germania, fino alle esperienze in Italia tra Brescia e Lazio, il dirigente ha condiviso momenti personali e professionali, offrendo uno spaccato sincero del suo percorso.
Tra i passaggi più significativi dell’intervista, Tare ha ricordato con emozione il momento in cui è diventato parte del Milan: “Il giorno in cui ho chiuso l’accordo è stato uno dei più belli della mia vita“. Un ricordo che evidenzia il valore speciale che questa opportunità rappresenta per lui.
Spazio poi al rapporto con Zlatan Ibrahimovic, figura centrale nell’ambiente rossonero. Il direttore sportivo ha descritto il loro legame in maniera diretta e senza giri di parole: “Siamo due dei Balkan, ci diciamo le cose in faccia”. Un rapporto schietto, basato sulla sincerità e su una mentalità condivisa.
Non è mancato un commento su Rafael Leao, talento chiave della squadra allenata da Massimiliano Allegri. Tare ha espresso una valutazione chiara sulle qualità del portoghese: “Ha un potenziale incredibile, come dice Modric: non se ne rende conto neanche lui”. Parole che sottolineano quanto il margine di crescita del giocatore sia ancora elevato.
Infine, il dirigente ha ribadito quale debba essere la direzione del club: “Per essere da Milan, bisogna tornare a vincere. Qua bisogna lasciare il segno’’. Un messaggio netto, che richiama l’identità storica della società e l’obiettivo di riportarla ai vertici.
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