I nostri Social

News

Milan-Inter, designato l’arbitro del derby

Pubblicato

il

milan

Milan-Inter, è ufficiale la designazione arbitrale per il derby di sabato 31 ottobre alle ore 20:45. Una delle sfide più attese del calcio italiano si avvicina e cresce l’attenzione anche sulla squadra arbitrale chiamata a dirigere il confronto tra rossoneri e nerazzurri.

Milan-Inter, chi arbitra il derby del 31 ottobre?

Per il derby tra Milan e Inter, in programma sabato 31 ottobre alle ore 20:45, la direzione di gara è stata affidata a Peretti, che sarà affiancato dagli assistenti Perrotti e Peretti, secondo la designazione indicata.

A completare la squadra arbitrale ci saranno Di Bello nel ruolo di quarto ufficiale, Mazzoleni al VAR e Camplone come AVAR.

Ecco nel dettaglio tutte le designazioni arbitrali per Milan-Inter.

Milan-Inter, la designazione arbitrale completa

  • Partita: Milan-Inter
  • Data: sabato 31 ottobre
  • Orario: 20:45
  • Arbitro: Peretti
  • Assistenti: Peretti e Perrotti
  • Quarto ufficiale: Di Bello
  • VAR: Mazzoleni
  • AVAR: Camplone

Derby Milan-Inter, riflettori sulla squadra arbitrale

Il derby di Milano rappresenta uno degli appuntamenti più importanti della stagione calcistica. Ogni episodio può diventare decisivo in una partita caratterizzata da grande intensità, rivalità sportiva e aspettative elevate da parte dei tifosi.

Per questo motivo, oltre alle scelte degli allenatori e alle condizioni delle due squadre, l’attenzione si concentra anche sulla direzione arbitrale e sul possibile utilizzo della tecnologia VAR nei momenti chiave dell’incontro.

L’obiettivo della squadra arbitrale sarà garantire una gestione attenta della gara, assicurando il rispetto del regolamento in una sfida che promette emozioni e grande partecipazione.

Milan-Inter, cresce l’attesa per il derby di Milano

L’appuntamento è fissato per sabato 31 ottobre alle ore 20:45. Milan e Inter si preparano a scendere in campo per una sfida che va oltre i tre punti e che coinvolge due delle tifoserie più appassionate del panorama calcistico italiano.

La designazione arbitrale completa il quadro in vista del derby, mentre cresce l’attesa per il fischio d’inizio di una partita destinata ad attirare l’attenzione di tifosi e appassionati.

Milan-Inter, appuntamento a sabato 31 ottobre alle ore 20:45: il derby di Milano è pronto ad accendere la serata di calcio.

News

Milan, Amorim: “Ci vorrà tempo, zero invidia di Chivu”

Pubblicato

il

Il derby di Milano si avvicina e Ruben Amorim si prepara ad affrontare una delle partite più importanti della stagione.

Alla vigilia della sfida contro l’Inter, in programma sabato 31 ottobre alle 20:45 a San Siro, l’allenatore rossonero è intervenuto in conferenza stampa a Milanello, affrontando i temi più delicati del momento milanista.

Dalle aspettative della proprietà alle condizioni della rosa, passando per le difficoltà emerse nelle ultime partite, il tecnico ha delineato il percorso che il Milan dovrà seguire per crescere e trovare continuità. Il messaggio ai tifosi è chiaro: le ambizioni restano elevate, ma per costruire una squadra capace di vincere con regolarità serviranno pazienza, lavoro e una maggiore maturità nella gestione delle partite.

Amorim ha parlato anche della rivalità con l’Inter e del confronto con Cristian Chivu, senza nascondere la propria soddisfazione per la scelta di guidare il progetto rossonero.

Milan, Amorim spiega i tempi della ricostruzione: “Ci vorrà del tempo”

Uno dei primi argomenti affrontati dal tecnico riguarda le parole di Cardinale e la necessità di consolidare le basi del progetto milanista. Amorim ha sottolineato come la crescita della squadra richieda un percorso graduale, senza rinunciare alla volontà di ottenere risultati immediati.

Seguendo l’esempio di Cardinale e le sue dichiarazioni, come si possono interpretare gli alti e bassi della squadra?

“Apprezzo davvero molto il sostegno di Cardinale. Sapevamo già – e chiunque qui ha la lucidità necessaria per comprenderlo – che non possiamo costruire fondamenta solide se dobbiamo convivere con questo tipo di problematiche nel bel mezzo della stagione. Ci vorrà del tempo, è inevitabile, ma allo stesso tempo vogliamo vincere ogni singola partita: quando non ci riusciremo, continueremo a sentirlo dentro, a farlo nostro con grande sofferenza. Sarà così per un po’. Abbiamo bisogno di tempo per far crescere e migliorare la squadra, e sappiamo che le cose belle richiedono tempo per trovare la quadra perfetta e colpire nel segno. Penso che sia una buona analogia e che abbia perfettamente senso, ma questo non cancella il dolore della sconfitta. Quello resta lì, brucia ancora, ma dobbiamo essere estremamente chiari con i nostri tifosi, facendo capire loro che ci vorrà del tempo”. 

Il tecnico ha quindi ribadito che la costruzione di una squadra competitiva non può prescindere da un periodo di assestamento. L’obiettivo, tuttavia, resta quello di competere e vincere ogni volta che si scende in campo.

Derby Milan-Inter, Amorim: “Sarà una partita speciale”

La rivalità cittadina rappresenta un appuntamento particolare anche per un allenatore che ha già vissuto derby importanti in altri campionati. Amorim ha evidenziato le peculiarità della sfida milanese, soffermandosi sul rapporto tra le due società, i tifosi e lo stadio condiviso.

Che differenze sente tra questo derby e quelli di Manchester e di Lisbona?

“Penso che sia una partita speciale perché si gioca nella stessa città e ieri abbiamo visto il progetto del nuovo stadio. È una rivalità unica, ma c’è anche un legame profondo: due grandi squadre nella stessa città che condividono l’impianto. Credo che non si possa trovare altrove un contesto del genere, è davvero speciale. Ma sfide di questo tipo… beh, se guardiamo alla cultura portoghese, la sensazione è la stessa: il senso di responsabilità per la vittoria, il trasporto dei tifosi sono molto simili. La cultura calcistica qui è più vicina a quella del Portogallo. In Inghilterra è leggermente diverso: c’è grande battaglia, ma lo spirito resta un po’ più sportivo. Qui si avverte quella componente latina che respiriamo anche in Portogallo, quindi credo proprio che sarà una partita speciale”. 

Per il Milan sarà fondamentale affrontare il confronto con personalità, mettendo da parte le difficoltà recenti e concentrandosi sulle richieste della gara.

Gila, Rabiot e Moreira: le condizioni dei giocatori

Tra le questioni da risolvere in vista della partita ci sono anche le condizioni di alcuni elementi della rosa. Amorim ha spiegato che le decisioni definitive saranno prese dopo le ultime valutazioni.

Come stanno Gila, Rabiot e Moreira?

«Sono pronti per unirsi alla squadra. Dobbiamo valutare domattina se potranno partire dal primo minuto o quale sarà il piano partita. Certo, ho già un’idea, ma vedremo domani».

Il tecnico ha poi insistito sull’importanza dell’atteggiamento mentale, soprattutto dopo le difficoltà mostrate dalla squadra nell’ultima uscita.

La squadra ha recuperato l’energia non vista mercoledì?

“Tutti sanno che è una partita speciale, un momento speciale, e quando arrivi a giocartela non contano il contesto, non conta se sei stanco. Devi scendere in campo e rendere al massimo, e noi ci saremo. L’ho detto: l’ho percepito fin dal primo minuto della partita contro il Bologna, guardando la gara dalla panchina. Non possiamo perdere una partita del genere. Non possiamo permetterci di subire due gol in due minuti. Possiamo fare molto meglio, e ci sono tanti piccoli dettagli di cui ho già discusso con la squadra. Ma da quando siamo rientrati dalle nazionali, tre settimane fa, non c’è mai stato il tempo materiale per allenarsi. E non sto dicendo che le altre squadre siano in una posizione diversa, parlo per noi: sento che ci sono molte piccole cose che ci stanno sfuggendo semplicemente perché non abbiamo il tempo di affrontarle in allenamento. Quindi non è solo una questione di energia, anche se l’ho notato, perché con l’energia puoi anche mascherare molte carenze, ma ci sono tantissimi aspetti su cui abbiamo bisogno di tempo per lavorare se vogliamo diventare una squadra migliore”. 

Obiettivo Scudetto, Amorim non si nasconde: “Il Milan deve puntare a vincere”

Le ambizioni rossonere restano elevate, nonostante i punti lasciati per strada e la necessità di correggere alcune lacune. Il tecnico ha affrontato anche il tema della lotta per il titolo e delle possibili operazioni di mercato a gennaio, ribadendo quale debba essere l’obiettivo di una società come il Milan.

Cardinale dice che lo Scudetto è possibile già quest’anno e che a gennaio ci sarà mercato.

“Bisogna sempre parlare di Scudetto come obiettivo principale quando sei al Milan, ma abbiamo già perso dei punti e bisogna sistemare le cose. Dobbiamo solo pensare a migliorare la squadra passo dopo passo. Quello che abbiamo fatto di sbagliato nell’ultima partita va corretto in vista della prossima. Perché se cominciamo a pensare troppo in là, alla classifica e agli obiettivi a lungo termine, rischiamo di dimenticare ciò che è davvero importante per noi. Vogliamo vincere con continuità, anno dopo anno. Non vogliamo vincere una stagione solo perché abbiamo avuto un pizzico di fortuna o perché abbiamo preso delle scorciatoie nelle fondamenta del progetto, per poi ritrovarci esattamente al punto di partenza l’anno successivo. È per questo che dobbiamo sistemare le cose giorno per giorno, affrontando entrambe le necessità in parallelo. Ma quando sei il Milan, l’obbligo morale è dichiarare che l’obiettivo è vincere. E allo stesso tempo dobbiamo essere consapevoli del fatto che la prossima settimana abbiamo una partita che potrebbe consentirci di accorciare il distacco dalla vetta. Tenendo conto di tutto questo, dobbiamo semplicemente pensare a vincere la prossima gara, e tutto il resto tornerà alla calma. Ma l’obiettivo del club è sempre e comunque vincere la Serie A, e quello resta il nostro traguardo finale. Quanto ci vorrà? Non lo so”.

Il messaggio è inequivocabile: il Milan non può rinunciare alle proprie ambizioni, ma deve trasformarle in risultati attraverso un processo di crescita costante. Il derby contro l’Inter diventa così un’occasione per misurare i progressi della squadra.

Amorim e Chivu, nessuna invidia: “Sono già nel posto giusto”

Tra gli argomenti più significativi della conferenza c’è stato anche il confronto con Cristian Chivu, allenatore dell’Inter. Amorim ha escluso qualsiasi forma di invidia nei confronti del collega, spiegando perché abbia scelto di guidare il progetto rossonero nonostante le difficoltà che comporta.

Cosa invidia a Chivu?

“Ho zero invidia di Chivu perché sono già nel posto giusto, cioè al Milan e non all’inter. Sono fatto così, sono fatto io in questo modo. Non ho imparato la lezione dall’esperienza precedente: ho scelto più o meno la stessa situazione, un club in piena fase di ricostruzione, che sta provando a lanciare dei giovani come Cisse per costruire qualcosa partendo da zero. È una sfida che mi stimola, mi piace, ed è per questo che ho scelto questo progetto: sono davvero felice della mia scelta. Allo stesso tempo, però, non sono mica ingenuo: so benissimo che bisogna vincere le partite per guadagnarsi il tempo necessario a costruire qualcosa di duraturo. Ognuno sceglie la propria strada, e questa è la mia. Se funzionerà o meno, nessuno può saperne niente adesso, ma sono davvero felice perché questo rispecchia esattamente chi sono e il tipo di lavoro che voglio fare. Capisco le domande che mi fate: ci sono giorni in cui, la mattina, mi viene da pensare che forse avrei potuto avere più esperienza, più calma, una rosa più ampia, meno infortuni. Ma alla fine della giornata sono stato io a scegliere questo lavoro, quindi ne sono strafelice e andrò fino in fondo, dritto per la mia strada. Lo sapete già: se sposo un’idea, non cambio certo idea. Posso cambiare il sistema tattico, d’accordo, ma non cambio la mia convinzione e farò tutto il possibile per riuscire a vincere e avere successo qui”.

Una dichiarazione che conferma la volontà dell’allenatore di portare avanti le proprie idee, pur nella consapevolezza che il percorso sarà accompagnato da pressioni e aspettative elevate.

Il giudizio di Amorim sull’Inter e il confronto con Chivu

Il tecnico rossonero ha poi descritto le caratteristiche della formazione nerazzurra, soffermandosi sulla capacità di mantenere un’identità precisa anche quando cambiano gli interpreti.

Che idea si è fatto dell’Inter? Ha parlato con Chivu ieri?

“È molto simpatico. Ci stavamo un po’ lamentando dei tempi della presentazione perché abbiamo giocato la sera prima: lui ha vinto, quindi era più felice di me, ma noi avevamo una partita da preparare, ed era quella la nostra priorità. Però penso che siamo rimasti tutti davvero entusiasti del nuovo stadio, credo che questo possano dirlo tutti. L’Inter, per me, è quella squadra di cui parlavamo: una formazione che può giocare a occhi chiusi, che fa rotazioni, come nell’ultima partita a centrocampo, e continua a esprimersi esattamente nello stesso modo. Cambiano determinate caratteristiche individuali, ma sanno già cosa fare in campo anche senza bisogno di allenarsi troppo. Hanno una straordinaria capacità di leggere i momenti della partita. Si percepisce chiaramente che, anche se dovessero trovarsi in svantaggio nel finale, possiedono la maturità per capire di poter vincere qualsiasi incontro: è una consapevolezza che acquisisci quando vinci tante partite e tanti titoli. Hanno tantissimo talento in rosa, ma noi siamo lì per combattere anche contro questo e ci faremo trovare pronti per la partita”.

Amorim riconosce quindi nell’Inter una squadra consolidata, capace di gestire le diverse fasi dell’incontro con esperienza e consapevolezza. Un modello che il Milan dovrà affrontare con attenzione e disciplina.

Gonçalo Ramos, Amorim indica la strada: “Può essere lui l’uomo partita”

L’attacco è uno dei reparti sui quali l’allenatore ritiene necessario intervenire per migliorare il rendimento complessivo della squadra. In particolare, il tecnico ha parlato delle difficoltà di Gonçalo Ramos, legandole anche al modo in cui il Milan riesce a sviluppare la propria manovra offensiva.

Gonçalo Ramos ti aveva segnato una doppietta in un derby tra Benfica e Sporting Lisbona con lei in panchina. Può essere anche l’uomo del derby di Milano?

“Penso possa esserlo. Penso che tutte le problematiche e le difficoltà che sta attraversando Goncalo Ramos siano soprattutto una questione di squadra. Credo che dobbiamo spingere… Controlliamo bene le partite, ma giochiamo troppo lontani dalla porta avversaria. Dobbiamo alzare baricentro e squadra sul terreno di gioco, trascorrere più tempo in quella zona di campo per permettere a Ramos di fare il suo gioco. Sta giocando lontano dalla porta perché la squadra non riesce a spingere l’avversario negli ultimi trenta metri. Credo che abbiamo bisogno di tempo anche per correggere questo aspetto. Vogliamo fare meglio e miglioreremo in questo reparto. Ma in qualsiasi partita un giocatore come Goncalo Ramos, che ha già dimostrato di poter spaccare la gara in qualsiasi momento e di poter segnare in ogni situazione, può essere lui l’uomo partita già nella prossima”.

Il concetto espresso da Amorim è chiaro: per valorizzare le qualità dei propri attaccanti, il Milan dovrà riuscire a portare con maggiore continuità il gioco nella metà campo avversaria.

Rosa corta e infortuni, Amorim ammette le difficoltà

L’emergenza fisica rappresenta uno degli ostacoli più importanti per il lavoro del tecnico. La mancanza di alternative in alcuni ruoli ha complicato le rotazioni, costringendo lo staff a gestire con attenzione il minutaggio dei giocatori disponibili.

Perché avete ridotto così tanto il numero della rosa a inizio stagione? Se ne è pentito?

“Quando succede, ci pensi, ma sono cose che non puoi controllare. Ci sono fattori che sfuggono al tuo controllo. Pensa a Saelemaekers, che ha avuto quel problema fisico praticamente alla fine di una partitella in allenamento durante la sosta per le nazionali. Poi ci si mette Chukwueze con un altro problema, e di conseguenza Moreira finisce per essere sovraccarico di lavoro perché è costretto a giocare più minuti dato che Chukwueze e Saelemaekers non ci sono. Immagina di avere tre giocatori per una sola posizione e che si infortunino tutti e tre: a quel punto sovraccarichi quel reparto. E poi prendi quel giocatore e fai le tue rotazioni, e ti trovi a schierare Tomori… beh, non dico esterno, ma adattato in situazioni d’emergenza, magari facendogli compiere un lavoro extra di quattrocento metri di sprint. Poi ovviamente mi assumo il rischio perché voglio vincere contro il Bologna, so perfettamente che non possiamo permetterci di perdere altri giocatori e che certe caratteristiche servivano per quella specifica partita. Così ho spinto su Tomori e ci siamo ritrovati con questo problema. Penso che a volte certe cose semplicemente non si possano controllare, bisogna immaginarle. Nella mia testa, all’inizio, avevo tre opzioni per quel ruolo, e tutte e tre hanno avuto problemi fisici: quando è così, non puoi gestire l’impossibile. A meno di avere una rosa di quaranta giocatori, ma poi devi fare i conti con la gestione finanziaria, con il minutaggio di ognuno, oppure devi accettare di correre qualche rischio, di scommettere un po’. Oggi, se potessi tornare indietro, forse vorrei qualche giocatore in più. Ma se guardiamo la situazione in modo razionale, e dobbiamo essere razionali, i numeri all’inizio della settimana ci dicevano che eravamo a posto con le rotazioni; poi però nell’ultima settimana, con tre partite in pochi giorni, ci siamo ritrovati con sei, sette titolari o giocatori chiave della rosa fuori uso. È una situazione che non puoi controllare. Quindi, per rispondere alla domanda: sì, forse in questo momento la coperta è corta, ma c’è sempre una logica razionale dietro ogni decisione presa all’inizio della stagione”.

L’allenatore riconosce dunque che, alla luce delle assenze, una rosa più ampia avrebbe potuto offrire maggiori possibilità di rotazione. Allo stesso tempo, ha ricordato come le scelte iniziali fossero state effettuate sulla base delle disponibilità e delle esigenze allora prevedibili.

Ramos e i contatti in area: la posizione di Amorim sugli arbitri

Il tecnico ha affrontato anche il tema dei falli subiti dall’attaccante, soffermandosi sull’evoluzione del gioco in Serie A e scegliendo di non entrare direttamente nel merito delle decisioni arbitrali.

Ramos subisce tanti falli. Deve diventare anche lui un po’ più cattivo?

“Mi piace il modo in cui stiamo andando qui in Italia, siamo sulla strada giusta. Più velocità, meno falli: credo che sia un’evoluzione che sta migliorando la qualità del gioco. Qualche volta puoi pensare che forse quello possa essere fallo, ma a me piace così. E poi, non ho intenzione di parlare degli arbitri: basta prendere le immagini della partita con l’Udinese e confrontarle con quelle di altre gare. Non dirò una sola parola in più e voi capirete esattamente cosa intendo dire. Ma sugli arbitri non mi pronuncerò, voglio essere cristallino. A me piace questo tipo di indirizzo, mi piace che in Serie A si vedano risultati come 5-1, 4-4, 3-3: penso che sia davvero un grande spot per il nostro Paese e per il nostro movimento. Però, se guardate cosa è successo con l’Udinese e lo mettete a confronto con altre partite, beh… forse diventa difficile per Ramos avere più tocchi di palla, forse è difficile per Ramos muoversi liberamente dentro l’area di rigore. Prendete le immagini, fate il confronto, e poi fate pure le vostre valutazioni e le vostre decisioni”.

Difesa sotto esame: “Dobbiamo mantenere la nostra identità fino all’ultimo secondo”

Tra gli aspetti da correggere figurano anche le disattenzioni difensive, soprattutto nei momenti in cui la squadra perde ordine nel tentativo di recuperare il risultato. Amorim ha analizzato quanto accaduto nelle partite contro Bournemouth e Bologna, individuando nella gestione emotiva uno degli elementi sui quali lavorare.

Si sta palesando anche un po’ di fragilità difensiva nelle ultime partite…

“A Bournemouth abbiamo subiito due gol su calcio di rigore e uno si punizione essendo un uomo in meno per tutta la partita. Contro il Bologna, invece, ci sono stati sette minuti in quella partita in cui abbiamo subito il quarto gol: eravamo completamente fuori posizione, e invece dobbiamo mantenere la nostra identità fino all’ultimo secondo, perché stavamo guadagnando tempo per riaprire e ribaltare la gara. Subire il 3 a 2 non è la stessa cosa che subire il 4 a 2, e avevamo ancora tutto il tempo per recuperare. La mia sensazione è che dopo il 3 a 2 ci sia venuta l’ansia, iniziando a scomporci e a stravolgere le posizioni in campo: i centrali di difesa che salgono palla al piede, Pavlovic che si lancia in avanti palla al piede, tutte queste piccole sbavature sono dettagli che dobbiamo assolutamente correggere in allenamento, parlandone apertamente. Serve quella maturità collettiva per capire che sì, l’inerzia della partita è cambiata, ma avevamo 40 minuti davanti per rimetterla a posto perché le occasioni le avremmo comunque create. Situazioni diverse, dinamiche differenti su cui dobbiamo inevitabilmente crescere come squadra: questo è un dato di fatto chiaro”.

La priorità sarà quindi evitare che la ricerca del pareggio o della rimonta porti a perdere la struttura tattica. Per Amorim, la squadra deve imparare a reagire alle difficoltà senza rinunciare ai propri principi di gioco.

Infortuni Milan, Amorim si assume la responsabilità: “La gestione dei carichi è compito mio”

Nel corso della conferenza stampa, l’allenatore ha dedicato ampio spazio anche alle numerose problematiche fisiche che hanno interessato la rosa. Amorim ha escluso responsabilità dello staff medico, attribuendo invece al proprio lavoro la gestione dei carichi e delle rotazioni.

Da dove arrivano gli infortuni?

“Infortuni e problemi muscolari non c’entrano nulla con lo staff medico, con lo staff della palestra o con Milan Lab. La responsabilità è del sottoscritto, del tecnico e del modo in cui allena la squadra. Quello che posso dire è che ci sono diverse situazioni da considerare: il sovraccarico in determinati reparti ci costringe a correre dei rischi, e poi bisogna analizzare a fondo la storia clinica dei singoli giocatori. Prendete, ad esempio, chi dice che un giocatore come Cisse non gioca, segna un gol e poi salta la partita successiva: bisogna guardare il suo storico, i problemi di pubalgia, i gravi infortuni subiti nell’ultimo anno, ed è mio dovere gestirlo di conseguenza. Bisogna considerare quanti match consecutivi abbiano disputato in passato questi calciatori, quanti metri di sprint compiono, se si tratta dello stesso tipo di sforzo o se il gioco è cambiato. È la combinazione di tutti questi fattori a generare gli infortuni. E poi c’è la sfortuna: quando subisci un problema al piede, è pura e semplice sfortuna. Ve lo dico io, l’episodio capitato a Saelemaekers è stata soltanto sfortuna nera. Quando ti ritrovi con un’opzione in meno in una determinata posizione, non puoi più fare turnover come vorresti, e a quel punto le cose succedono. Ma voglio dirlo con estrema chiarezza: lo staff medico è straordinario, sta facendo un lavoro eccezionale e lavora sodo ogni singolo giorno. La gestione dei carichi è compito mio, rientra nelle mie responsabilità. Conosco la storia clinica di ogni giocatore della rosa, conosco il carico di lavoro quotidiano e cerco di gestirlo al meglio. A volte però sono costretto a correre dei rischi, oppure ci sono ragazzi che non sono abituati a giocare tante partite di fila. Prendete un giocatore come Jashari: ha disputato tre gare, di cui due per 90 minuti, senza alcun problema. Altri, invece, giocano un tempo e mezzo e avvertono già la stanchezza. Cerchiamo di monitorare e gestire tutto questo con la massima attenzione, ma ribadisco: sono felicissimo del nostro staff medico e stanno svolgendo un lavoro pazzesco”. 

Le parole del tecnico mostrano la volontà di proteggere il lavoro dei collaboratori e di assumersi direttamente la responsabilità delle scelte effettuate. La gestione dei minuti, soprattutto nei periodi con numerosi impegni ravvicinati, rappresenta uno dei principali nodi da affrontare.

Milan, perché manca continuità? Amorim: “Diventeremo una grandissima squadra”

La discontinuità nei risultati e nelle prestazioni è un altro tema centrale. Per l’allenatore rossonero, le difficoltà non dipendono da un unico fattore, ma dall’intreccio tra calendario, assenze e necessità di acquisire maggiore esperienza nella gestione dei momenti della partita.

Come mai questi alti e bassi di prestazioni e di risultati?

“È un insieme di fattori che si combinano tra loro. Certo, dobbiamo sviluppare quella maturità necessaria per controllare le partite e gestire i vari momenti dell’incontro, e ci arriveremo con il tempo. Poi pesano il calendario fitto e la contemporanea emergenza infortuni: una situazione che non agevola il nostro modo di giocare, perché per esprimerci al meglio abbiamo bisogno di determinate caratteristiche tecniche e fisiche. Credo che sia davvero un mix di tutto questo. Dobbiamo curare ogni singolo dettaglio, avremmo bisogno di allenarci di più, di passare più tempo a parlare e a lavorare su questi aspetti. Ma in questo momento non abbiamo neanche il tempo per recuperare pienamente le energie, figuriamoci per fare sedute di allenamento mirate. È per questo che incontriamo parecchie difficoltà in alcune gare: per trovare quella continuità di rendimento dovremmo affrontare e correggere tutte queste tematiche durante la settimana, ma il tempo manca. Nonostante tutto, vi garantisco che diventeremo una grandissima squadra”.

La fiducia nel progetto rimane dunque intatta. Il tecnico è consapevole delle difficoltà attuali, ma ritiene che il lavoro quotidiano possa portare il gruppo a raggiungere un livello superiore.

Derby Milan-Inter, Amorim punta sulla mentalità: “Ora conta solo questo”

In chiusura, Amorim ha analizzato l’andamento della squadra nel corso dei novanta minuti, soffermandosi sui cali di rendimento e sul confronto con la maggiore esperienza dell’Inter.

Il Milan che spesso cala al 60′ e l’Inter che invece è forte nelle rimonte può essere una chiave della gara? Come ha visto la squadra?

“Riguardo alla seconda domanda, ho percepito nei giocatori la giusta mentalità. Ieri eravamo amareggiati, eravamo arrabbiati: più che amareggiati, eravamo davvero furiosi. Io stesso ero molto arrabbiato ieri, ed è difficile ripartire il giorno dopo. Oggi, però, li ho visti completamente focalizzati sulla sfida contro l’Inter, concentrati sull’allenamento tecnico-tattico, perché ora conta solo questo. Erano estremamente attenti e hanno perfettamente chiaro il piano gara e ciò che c’è da fare. Dal punto di vista dell’atteggiamento e della mentalità, questa squadra è sulla strada giusta. Se analizziamo le nostre prestazioni, emergono difficoltà di diversa natura. Ci sono partite che cominciamo malissimo e chiudiamo in crescendo, come contro la Lazio, e altre in cui disputiamo ottimi sessantasei minuti, come contro l’Atalanta, per poi calare d’intensità. A volte è più una questione di momentum psicologico che di minutaggio cronologico. La chiave è trovare continuità nell’arco di tutti i 90 minuti. Non possediamo ancora la stessa esperienza e la stessa maturità dell’Inter: è un dato di fatto evidente e dobbiamo prenderne atto con pragmatismo. L’Inter, quando si trova in difficoltà nel finale, tende a riempire l’area di rigore portando molti uomini in avanti e sfruttando i cross per sovraccaricare le difese avversarie. Il nostro modello di gioco è differente, non siamo quel tipo di squadra. Quindi subentrano aspetti sia tattici che tecnici. Dobbiamo semplicemente concentrarci sull’essere costanti per tutta la durata del match, perché finora abbiamo mostrato volti diversi a seconda della partita: a volte partiamo forte e caliamo, altre volte partiamo male come con la Lazio e cresciamo nella ripresa. Dobbiamo diventare una squadra migliore, più matura e capace di leggere e interpretare i vari momenti della gara”.

Continua a leggere

News

Fullkrug torna a parlare del Milan: “Avrei potuto segnare di più”

Pubblicato

il

Niclas Fullkrug sta vivendo un momento particolarmente positivo con il Werder Brema.
L’attaccante tedesco ha messo a segno 11 reti in nove partite tra Bundesliga e coppa nazionale, ritrovando continuità sotto porta dopo l’esperienza al Milan. Intervistato da MilanNews.it, il centravanti è tornato proprio sul periodo trascorso in rossonero, riconoscendo di non aver espresso tutto il proprio potenziale realizzativo.

«Sì, avrei potuto segnare di più al Milan, naturalmente. Ora è una nuova stagione, ma avrei potuto segnare qualche goal in più e servire qualche assist in più anche al Milan. È stato un periodo un po’ sfortunato e non il più efficace dal punto di vista realizzativo, ma credo comunque di aver offerto diverse buone prestazioni. È stato un periodo davvero, davvero bello e conservo un grande affetto per il Milan».

Il ricordo di San Siro e il rapporto con i rossoneri

Tra gli aspetti che hanno lasciato un’impressione particolare nel giocatore c’è sicuramente lo stadio milanese, che Fullkrug ha accostato all’impianto di Dortmund, pur sottolineandone le caratteristiche uniche.

«San Siro è abbastanza simile a Dortmund. A Dortmund è un po’ diverso, c’è ancora qualche persona in più. Ma San Siro è pazzesco! È uno stadio storico, speciale e davvero, davvero meraviglioso».

Il tedesco ha poi affrontato il tema della possibilità di proseguire la propria avventura a Milano. Una permanenza che, come ha spiegato, non era legata esclusivamente alla sua volontà, considerando anche i cambiamenti societari e le diverse situazioni che si sono intrecciate in quel periodo.

«Restare al Milan? È difficile, difficile! Alla fine, la decisione non dipende da una sola persona. C’erano il West Ham e il Milan. Ci sono stati molti cambiamenti ai vertici del Milan e quindi… Continuo comunque a seguire il Milan, guardo le partite e sono ancora in contatto con alcuni giocatori e con i ragazzi. Auguro loro tanta fortuna. Il mio migliore amico lì? Ardon Jashari».

Il mancato riscatto e il silenzio sulla Champions

Fullkrug ha preferito mantenere il riserbo quando il discorso si è spostato sulle decisioni che hanno portato alla conclusione della sua esperienza milanista. Il club avrebbe avuto la possibilità di trattenerlo versando circa cinque milioni di euro, ma l’attaccante non ha voluto indicare responsabilità o retroscena.

Interrogato su chi abbia avuto l’ultima parola sulla sua partenza, ha risposto con un sorriso: «Su questo non posso dire nulla… ma proprio nulla…».

Ancora più prudente la posizione del tedesco quando gli è stato chiesto della qualificazione alla Champions League sfumata nel finale della scorsa stagione. «La Champions sfumata all’ultimo? Anche su questo preferisco tacere, anche perché non lo so. E poi sarebbe troppo…».

Continua a leggere

News

Musah: “Partita diversa dalle altre, sappiamo quanto vale per i nostri tifosi”

Pubblicato

il

Il conto alla rovescia per il derby di Milano è ormai iniziato e in casa Milan cresce l’attesa per una delle partite più sentite dell’intera stagione. A raccontare il clima che si respira all’interno dello spogliatoio rossonero è stato Yunus Musah, intervenuto ai microfoni di CBS Sports per parlare dell’imminente confronto con l’Inter, in programma sabato sera a San Siro.

Il centrocampista statunitense ha sottolineato quanto questa sfida abbia un significato particolare, non soltanto per i calciatori, ma soprattutto per il pubblico milanista. Una partita che va oltre i normali tre punti in palio e che, per tradizione e rivalità, rappresenta un appuntamento fondamentale per entrambe le tifoserie.

Musah: “È una partita diversa dalle altre”

Nel corso dell’intervista, Musah ha spiegato come cambia l’approccio della squadra quando si avvicina una stracittadina. Secondo il centrocampista, non c’è bisogno di particolari richiami da parte dello staff tecnico per ricordare ai giocatori l’importanza dell’appuntamento: tutti conoscono perfettamente il valore della sfida.

Queste le sue parole a CBS Sports:

“È una partita diversa dalle altre, quando ti alleni per il derby è più speciale, non devi dire a nessuno dei compagni l’importanza della partita o che si deve concentrare per la partita, tutti sono concentrati, lavorano sodo perché è importantissimo per i nostri tifosi, per noi, è la partita che quando vinci è come se avessi vinto un trofeo. Sono molto concentrato per questa partita”.

Dichiarazioni che testimoniano la grande attenzione con cui il gruppo sta preparando il confronto con i nerazzurri. Per Musah, infatti, riuscire a conquistare il derby significa regalare una soddisfazione enorme ai sostenitori rossoneri, oltre a ottenere un risultato importante per il percorso in campionato.

La preparazione prima della stracittadina: prima gli impegni, poi il derby

Durante l’intervista, al centrocampista è stato chiesto anche quanto sia complicato mantenere alta la concentrazione sulle altre partite quando si sa che il derby è ormai alle porte.

Musah ha spiegato che il gruppo cerca di affrontare ogni appuntamento senza anticipare troppo i pensieri alla stracittadina, concentrandosi prima sugli impegni immediatamente successivi e soltanto in seguito sulla preparazione specifica della sfida contro l’Inter.

Questa la sua risposta:

“Penso che prima che arrivi la partita sappiamo tutti che il derby è vicino ma ci concentriamo sulle partite che abbiamo prima nel presenti, poi quando arriva la partita ci pensiamo. Chiaramente è importantissimo vincere e portare a casa i tre punti”.

Continua a leggere

Altre News

News3 ore fa

Milan, Amorim: “Ci vorrà tempo, zero invidia di Chivu”

Il derby di Milano si avvicina e Ruben Amorim si prepara ad affrontare una delle partite più importanti della stagione....

milan milan
News6 ore fa

Milan-Inter, designato l’arbitro del derby

Milan-Inter, è ufficiale la designazione arbitrale per il derby di sabato 31 ottobre alle ore 20:45. Una delle sfide più...

News9 ore fa

Fullkrug torna a parlare del Milan: “Avrei potuto segnare di più”

Niclas Fullkrug sta vivendo un momento particolarmente positivo con il Werder Brema. L’attaccante tedesco ha messo a segno 11 reti in...

News12 ore fa

Musah: “Partita diversa dalle altre, sappiamo quanto vale per i nostri tifosi”

Il conto alla rovescia per il derby di Milano è ormai iniziato e in casa Milan cresce l’attesa per una...

News15 ore fa

Milan e Inter svelano il nuovo stadio: sarà il Generali Stadium, debutto previsto nel 2031/32

Una nuova era per il calcio milanese è pronta a prendere forma. Milan e Inter hanno presentato ufficialmente il progetto...

News1 giorno fa

Milan, approvato il bilancio 2025/26: ricavi da 464,6 milioni e perdita di 24 milioni

Giornata importante sul fronte societario per il Milan. A Casa Milan si è svolta l’Assemblea degli Azionisti, durante la quale...

News1 giorno fa

Milan, tre recuperi importanti verso il derby con l’Inter: Gila, Rabiot e Moreira tornano in gruppo

Il Milan cerca di voltare pagina dopo il passo falso casalingo contro il Bologna, una battuta d’arresto che ha complicato...

Modric Modric
News1 giorno fa

Milan, Modric analizza il ko contro il Bologna: “Sconfitta meritata”

La sconfitta contro il Bologna ha lasciato amarezza in casa Milan. Al termine della gara, Luka Modric è intervenuto ai...

News2 giorni fa

Milan, Maignan: “Non dobbiamo perdere la testa, ma capire il perché”

La sconfitta per 4-2 contro il Bologna ha lasciato amarezza in casa Milan. Per la formazione rossonera è arrivato il...

News2 giorni fa

Milan, Amorim: “Inutile parlare della prestazione quando perdi”

La prima sconfitta stagionale in campionato impone al Milan di voltare rapidamente pagina. Dopo il passo falso casalingo contro il...

News2 giorni fa

Milan, prima sconfitta in campionato: il Bologna passa 4-2 a San Siro con un super Mbangula

Brutta battuta d’arresto per il Milan, che incassa la prima sconfitta in campionato della stagione. Dopo il successo per 2-0...

News2 giorni fa

Milan, Rabiot verso il rinnovo: il club punta a blindare il francese

Il Milan continua a pianificare il proprio futuro e, dopo aver portato avanti le trattative per il rinnovo di Christian...

News2 giorni fa

Pellegatti analizza il Milan: “Perché in campionato il Milan è brillante e in Europa balbetta?”

La vittoria ottenuta dal Milan contro l’Udinese ha offerto a Carlo Pellegatti l’occasione per riflettere sul momento della formazione rossonera....

milan milan
News3 giorni fa

Inter-Milan, cresce l’attesa: la BBC trasmetterà la sfida in diretta

Il calendario del Milan si prepara a entrare nel vivo con una serie di appuntamenti ravvicinati che metteranno alla prova...

News3 giorni fa

Milan, trattativa per Krösche: la clausola da milioni complica i piani di Cardinale

Il Milan prosegue il lavoro per definire la propria struttura dirigenziale e punta su Markus Krösche per affidargli il ruolo...

news