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Milan, Pulisic: “Sono molto felice qui e spero di restare”

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Christian Pulisic si prepara ad affrontare una fase intensa della stagione con ritrovata fiducia.

Durante il Meet&Greet organizzato per i tifosi rossoneri al Milan Store di San Siro, l’attaccante ha raccontato il suo momento e ha parlato anche del futuro in rossonero.

“È stato uno strano inizio di stagione, volevo giocare subito ma ci è voluto tempo. Col Lecce ho segnato uno dei miei gol più belli, non ho capito quanto fosse difficile finché non l’ho rivisto”.

“Capitan America? Mi interessa poco”

Pulisic ha commentato anche il soprannome con cui viene spesso identificato dai media: “Capitan America? Non lo so, i media mi chiamano così, non mi dà fastidio ma mi interessa poco”.

Sul proprio rendimento, invece, l’americano ha spiegato di sentirsi nuovamente al meglio: “Mi sono sempre sentito bene, non c’entravano i gol, però sicuramente ora mi sento meglio e spero di andare avanti così”.

Il rapporto con Amorim e il possibile rinnovo

Parlando del rapporto con il tecnico Amorim, Pulisic ha mostrato ottimismo: “Abbiamo un buon rapporto, tutti stiamo imparando come vuole giocare e sono molto positivo per ciò che è successo finora, l’ultima è stata credo la migliore partita che abbiamo fatto“.

Sul contratto in scadenza nel 2028, l’attaccante ha espresso chiaramente la propria volontà: “Sono molto felice qui e spero di restare qui, ne parleremo presto ma ora penso solo a giocare“.

Da Ramos a Modric, elogi per i compagni

Pulisic ha parlato positivamente anche di Gonçalo Ramos: “Giocare con lui è fantastico, aiuta tantissimo la squadra, corre per 90’ senza fermarsi mai, conosco le sue qualità e non sono preoccupato: i gol arriveranno”.

Su Musah ha aggiunto: “Quest’anno ho visto che lui è migliorato tanto. Gioca molto bene, forse uno dei nostri migliori giocatori quest’anno“.

Infine, parole di grande stima per Modric: “Ha 41 anni, è in gran forma, fa tutto alla grande, ha una grande passione in generale, ci sono tante cose che posso imparare da lui”.

“Sono tornato al 100%”

Con nove partite in un mese all’orizzonte, Pulisic si sente pronto: “Sono tornato al 100%, mi sento bene fisicamente, in queste settimane ho lavorato duramente e sono pronto per la parte più importante della stagione che sta iniziando. Voglio giocare“.

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Cisse, l’arma in più del Milan: quando entra cambia il volto delle partite

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Tra le sorprese più interessanti del nuovo Milan c’è sicuramente Alphadjo Cisse.

Il giovane classe 2006, arrivato dal Verona passando per il Catanzaro per una cifra di 8 milioni di euro più 2 di bonus, ha impiegato pochissimo tempo per attirare l’attenzione.

Nonostante la giovanissima età, Cisse ha mostrato personalità e qualità sufficienti per affrontare senza particolari timori il salto in una grande squadra. Nelle prime quattro presenze in Serie A ha già trovato due volte la via del gol, mostrando soprattutto una caratteristica che sta diventando sempre più evidente: la capacità di incidere quando viene chiamato in causa a gara in corso.

L’exploit con l’Italia Under 21

L’ultima conferma è arrivata con la maglia dell’Italia Under 21. Contro l’Armenia, in una partita particolarmente importante per il percorso degli Azzurrini verso l’Europeo, Cisse è partito dalla panchina, ma il suo ingresso ha cambiato immediatamente l’inerzia dell’incontro.

Il giocatore del Milan ha prima colpito una traversa, poi ha conquistato un calcio di rigore, successivamente fallito da Koleosho. Quando ormai la partita sembrava destinata a chiudersi senza reti, Cisse ha trovato il guizzo decisivo, realizzando il gol dell’1-0 proprio nel finale.

Una prestazione che conferma la sua particolare efficacia da subentrato e la capacità di aumentare il ritmo offensivo della squadra nei momenti decisivi.

Anche contro la Juventus aveva lasciato il segno

Non si tratta, però, di un episodio isolato. Cisse aveva già mostrato questa caratteristica in Serie A, in occasione della trasferta contro la Juventus.

Partito inizialmente dalla panchina, il giovane rossonero è entrato nell’ultima mezz’ora e ha impiegato appena sette minuti per andare a segno. Un impatto immediato che aveva confermato quanto il suo ingresso possa modificare gli equilibri di una partita.

Il suo primo gol nel massimo campionato era invece arrivato alla giornata inaugurale, ancora a Torino, questa volta contro i granata. In quella circostanza Cisse era stato schierato dall’inizio e aveva comunque trovato il modo di lasciare il segno con una rete di grande qualità.

Da titolare deve ancora trovare continuità

Il rendimento del giovane attaccante non è stato altrettanto incisivo nelle occasioni in cui è partito dall’inizio. L’allenatore Amorim continua a puntare su di lui, ma nelle gare contro Venezia, Lazio e Benfica Cisse non è riuscito a incidere con la stessa forza mostrata entrando dalla panchina.

Va comunque considerato il numero ancora ridotto di partite disputate, un campione troppo limitato per trarre conclusioni definitive sul suo rendimento da titolare. La crescita del giocatore è ancora in corso e il calendario del Milan gli offrirà numerose opportunità per migliorare anche sotto questo aspetto.

«Ho mostrato soltanto un 60-70%»

Lo stesso Cisse, dopo la prestazione con l’Italia Under 21, ha mostrato di essere perfettamente consapevole degli ampi margini di crescita a sua disposizione.

“Ho mostrato soltanto un 60-70% di quello che posso fare, devo migliorare e far vedere altre cose”.

Parole che fotografano bene l’ambizione del giovane rossonero, consapevole di poter offrire ancora molto di più. Con il Milan atteso da una lunga serie di impegni ravvicinati, le occasioni non mancheranno.

A partire dall’11 ottobre, infatti, i rossoneri saranno chiamati a scendere in campo con grande frequenza, giocando praticamente ogni tre giorni. Per Cisse potrebbe quindi aprirsi uno spazio sempre maggiore, sia da titolare sia come soluzione dalla panchina.

Una risorsa preziosa per il Milan

La sua capacità di entrare rapidamente nel vivo delle partite rappresenta già un’arma importante per il Milan. Cisse ha dimostrato di poter portare energia, imprevedibilità e pericolosità offensiva nei momenti in cui gli incontri devono ancora essere indirizzati.

Il prossimo passo sarà riuscire a trasferire la stessa incisività anche quando avrà la responsabilità di partire dall’inizio. Il talento, però, non sembra essere in discussione: a meno di vent’anni, Cisse ha già iniziato a ritagliarsi uno spazio importante e il fitto calendario rossonero potrebbe accelerarne ulteriormente la crescita.

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Pato: “Ho parlato con Cardinale, è convinto che il Milan tornerà a vincere”

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Alexandre Pato torna a parlare del Milan e lo fa con parole che raccontano un legame con i colori rossoneri ancora molto forte.

L’ex attaccante brasiliano è intervenuto al Festival dello Sport di Trento, dove ha ripercorso alcuni aspetti della sua esperienza a Milano e ha commentato anche la situazione attuale della squadra.

Nel corso del suo intervento, Pato ha inoltre rivelato di aver avuto recentemente un confronto con Gerry Cardinale, proprietario del club. Al centro della conversazione, inevitabilmente, anche il futuro del Milan e la volontà della società di riportare la squadra ai vertici.

Il confronto con Cardinale

Pato ha spiegato di continuare a seguire con attenzione le vicende del Milan, pur riconoscendo quanto il calcio sia cambiato rispetto agli anni in cui vestiva la maglia rossonera.

“Lo seguo sempre. Rispetto al mio Milan è cambiato tanto, così come è cambiato tutto il calcio. Il mio Milan era la squadra più forte del mondo. Nei giorni scorsi, ho parlato con Cardinale, lui è convinto che il Milan tornerà a vincere. Non è facile, i tifosi vogliono vincere subito, ma sono sicuro che farà di tutto per riportare il Milan a vincere. Il Milan mi tocca sempre il cuore, giocare con Modric mi sarebbe piaciuto, spero che Luka possa fare bene”.

Il ricordo del suo Milan

Nel racconto di Pato emerge anche la nostalgia per il periodo vissuto in rossonero. L’attaccante brasiliano ha sottolineato la forza della squadra di quegli anni e il rapporto particolare che continua ad avere con il club.

Il Milan, infatti, rappresenta ancora una parte importante della sua carriera e della sua storia personale. Proprio per questo motivo Pato guarda con interesse all’attuale progetto e agli obiettivi della società, auspicando un ritorno ai grandi palcoscenici europei.

Tra i giocatori arrivati negli ultimi anni, inoltre, c’è anche Luka Modric, un calciatore con il quale Pato avrebbe voluto condividere lo spogliatoio.

Pulisic tra i giocatori più apprezzati

L’ex centravanti rossonero ha poi indicato alcuni dei giocatori dell’attuale rosa che apprezza maggiormente. Tra questi c’è Christian Pulisic, che secondo Pato possiede caratteristiche particolarmente importanti per una squadra che vuole tornare competitiva.

“Mi piaceva tanto Leao, peccato che sia andato via. Mi piace tanto anche Pulisic, ha il coraggio di prendere la palla e di puntare la porta. Ora è tornato a segnare, ha più fiducia e speriamo che possa aiutare il Milan a tornare in Champions”.

L’auspicio per il futuro

Il messaggio dell’ex rossonero è quindi legato soprattutto alla speranza di rivedere il Milan protagonista. Pato riconosce le difficoltà di un percorso di rilancio, ma allo stesso tempo sottolinea la convinzione espressa da Cardinale durante il loro recente colloquio.

Per l’ex attaccante, il rapporto con il club resta indissolubile. Anche a distanza di anni dall’esperienza vissuta a San Siro, il Milan continua a rappresentare qualcosa di speciale e il desiderio è quello di rivederlo presto competere nuovamente ai massimi livelli.

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Rabiot avverte il Milan: “9 partite in 27-28 giorni, sarà tosta”

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Adrien Rabiot ha chiuso la sfida di Nations League tra Francia e Italia con un pareggio per 1-1, prima di spostare l’attenzione sui prossimi impegni con il Milan.

Al termine dell’incontro, il centrocampista rossonero ha parlato ai microfoni di Sky Sport, soffermandosi sulla prestazione degli Azzurri, sulle novità introdotte nella nazionale francese e sul calendario particolarmente intenso che lo attende al rientro dalla sosta.

Rabiot: “L’Italia ha fatto una buona partita”

Il centrocampista ha riconosciuto i meriti della nazionale italiana, pur ritenendo la Francia superiore nell’arco dei novanta minuti. Un ruolo importante lo ha avuto anche Gianluigi Donnarumma, autore di diversi interventi decisivi.

“L’Italia ha fatto una buona partita, ma noi abbiamo dominato e meritavamo di vincere, Donnarumma ha fatto una partita strepitosa con 3-4 parate incredibili. L’Italia ha fatto una buona gara anche a livello di spirito, hanno dimostrato qualcosa e non era scontato dopo la sconfitta nella prima gara contro il Belgio. Noi abbiamo fatto di più e creato di più, avremmo meritato di più”.

Il nuovo corso della Francia e l’impatto di Zidane

Rabiot ha poi commentato il nuovo corso della nazionale francese e le indicazioni ricevute da Zinedine Zidane. Il centrocampista ha evidenziato soprattutto l’intensità richiesta e la volontà di recuperare rapidamente il pallone dopo averlo perso.

“L’arrivo di Zidane? Ci sono tante cose positive. Lui ci chiede cose diverse, come aggredire subito per recuperare subito palla, giocare tanti uno contro uno e avere un grande spirito di squadra. Su questo stiamo mostrando tante cose, anche gli attaccanti stanno correndo tanto. E’ stata una buona partita”.

Il calendario del Milan: nove gare in meno di un mese

Archiviato l’impegno con la Francia, Rabiot pensa già al ritorno a Milanello. Prima, però, ci sarà un altro appuntamento con la nazionale contro il Belgio. Poi inizierà una fase particolarmente impegnativa per il Milan, con numerose partite ravvicinate.

“Milan? Prima c’è il Belgio in casa, sarà importante per finire primi nel gruppo, poi avremo qualche giorno per staccare un po’ e ritornare a Milanello per concentrarci sulle prossime partite. Credo ci siano 9 partite in 27-28 giorni, sarà tosta. Dovremo essere pronti, speriamo non ci saranno troppi infortunati. Per il momento sono concentrato sulla partita di lunedì contro il Belgio”.

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