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Milan, Gila convince ma non basta: a gennaio nuovo assalto a Gonçalo Inácio
Il Milan ha già iniziato a raccogliere indicazioni importanti dopo le prime tre giornate di campionato.
Il lavoro di Ruben Amorim sta iniziando a dare forma a una squadra con gerarchie ben definite, ma allo stesso tempo sta evidenziando alcune differenze significative tra i titolari e le alternative. Il reparto che sembra avere maggiormente bisogno di un intervento è quello difensivo.
Tra le certezze emerse in questo avvio di stagione c’è sicuramente Mario Gila. Il centrale spagnolo, arrivato in estate dalla Lazio attraverso un investimento importante, si è rivelato rapidamente un elemento fondamentale per gli equilibri della retroguardia rossonera.
Gila è diventato un punto fermo
L’impatto di Gila ha confermato le aspettative della società. Il difensore non offre soltanto solidità nei duelli e nella marcatura, ma garantisce anche qualità nella costruzione dal basso, caratteristica particolarmente importante per il sistema di gioco proposto da Amorim.
Il problema per il Milan è rappresentato dalla gestione del suo impiego. Alcuni problemi fisici accusati durante l’estate hanno suggerito prudenza e costretto l’allenatore a dosarne il minutaggio. Quando Gila non è stato utilizzato, la difesa ha mostrato qualche difficoltà in più, arrivando a incassare due reti proprio nelle gare in cui il centrale spagnolo era assente.
A gennaio il Milan potrebbe tornare sul mercato
La situazione spinge quindi il club rossonero a guardare già alla prossima finestra di mercato. Le alternative attualmente presenti in rosa non sembrano offrire le stesse garanzie: Gabbia è scivolato indietro nelle gerarchie, mentre Tomori è stato reintegrato dopo essere sembrato vicino alla partenza. Resta inoltre da valutare pienamente Diawara, ancora alla ricerca della propria dimensione all’interno della squadra.
Prima di poter acquistare, però, il Milan dovrà probabilmente lavorare sul fronte delle uscite, anche per liberare spazio nella rosa.
Gonçalo Inácio resta il grande obiettivo
Secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, il nome destinato a tornare in primo piano è quello di Gonçalo Inácio. Il difensore portoghese dello Sporting Lisbona era stato seguito con grande interesse già durante l’estate, senza però che il Milan riuscisse a concretizzare l’operazione.
A gennaio, quindi, la società potrebbe tornare alla carica per il centrale classe 2001. Inácio rappresenterebbe un profilo particolarmente interessante per le sue caratteristiche tecniche e per la capacità di partecipare alla costruzione dell’azione.
Il Milan sembra dunque avere già individuato la possibile soluzione al problema: Gila resta imprescindibile, ma la rosa ha bisogno di un altro difensore di alto livello. E Gonçalo Inácio potrebbe tornare a essere il nome in cima alla lista dei desideri rossoneri.
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Nkunku, frecciata al Milan: “Non ho capito perché si sono comportati così”
Christopher Nkunku è pronto a voltare pagina.
Dopo una sola stagione con il Milan, l’attaccante francese ha fatto ritorno al Lipsia, società nella quale aveva raggiunto i livelli più alti della propria carriera. Una scelta maturata rapidamente nelle ultime settimane del mercato e accompagnata da alcune perplessità nei confronti della decisione presa dal club rossonero.
Alla vigilia dell’esordio del Lipsia nella League Phase di Champions League contro il Como, Nkunku ha parlato in conferenza stampa insieme all’allenatore Martin Demichelis, soffermandosi anche sul periodo trascorso tra Chelsea e Milan.
Difficoltà tra Chelsea e Milan
Il francese ha ripercorso gli ultimi anni della sua carriera, caratterizzati da problemi fisici, cambiamenti e difficoltà nel trovare una collocazione ideale in campo.
“Quando sono andato al Chelsea, le cose erano iniziate bene e poi ho avuto un infortunio al termine dell’ultima amichevole. E dopo tutto è cambiato. Ho avuto la mia prima operazione, volevo tornare velocemente in campo e ci sono stati anche tanti cambiamenti. Non mi piaceva il mio ruolo al Chelsea. Al Milan, invece, non ho avuto infortuni ma la concezione di calcio era differente rispetto alla mia. E cosi, appena c’è stata l’opportunità di tornare qui per giocare il mio calcio, l’ho fatto”.
La sorpresa per la scelta del Milan
Il passaggio dal Milan al Lipsia ha rappresentato uno degli sviluppi più inattesi dell’estate. Nkunku ha ammesso di non aver compreso fino in fondo le motivazioni che hanno portato la società rossonera a decidere di interrompere il rapporto.
“E’ una scelta da rispettare, ma neanche io ho capito perché si sono comportati così. Sono rimasto sorpreso. In ogni caso, gli auguro una buona stagione”.
Parole che evidenziano la sorpresa del giocatore, pur senza trasformarsi in una vera e propria polemica nei confronti dell’ex club.
Il ritorno al Lipsia
Per Nkunku, il ritorno in Germania rappresenta soprattutto l’occasione per ritrovare continuità, entusiasmo e quel tipo di calcio nel quale si era espresso al meglio.
“Sono molto felice di essere qui e sono convinto di aver preso la decisione giusta. La prima settimana è stata fantastica e la squadra mi ha fatto sentire molto benvenuto.
Ho voluto fortemente tornare qua, volevo giocare il mio calcio. Ho parlato col tecnico, avevo altre opzioni ma sentivo di dover tornare qua.
Obiettivi? Voglio divertirmi, voglio giocare, voglio aiutare la squadra. Sono affamato, voglio dare tutto me stesso. Gli ultimi 3 anni non sono andati come mi sarei aspettato e ora voglio solo divertirmi”.
Un anno al Milan
Nkunku aveva raggiunto il Milan nell’estate 2025, dopo il trasferimento dal Chelsea per una cifra complessiva potenziale di 42 milioni di euro, considerando i bonus. La sua esperienza in rossonero è stata caratterizzata da prestazioni alterne, con 32 presenze e 7 reti in campionato. A queste si sono aggiunte due apparizioni e un gol in Coppa Italia, oltre a una presenza in Supercoppa Italiana.
Dopo appena una stagione, le strade del giocatore e del Milan si sono quindi separate. Il francese è tornato al Lipsia con la formula del prestito oneroso, fissato a 4 milioni di euro, accompagnato da un diritto di riscatto stabilito a 28 milioni.
Ora Nkunku vuole concentrarsi esclusivamente sul presente. Il suo obiettivo è ritrovare continuità e tornare protagonista con la maglia del Lipsia, lasciandosi alle spalle un triennio che, come ha ammesso lui stesso, non è andato secondo le aspettative.
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Lazio-Milan, ecco la squadra arbitrale per la sfida dell’Olimpico
È stata ufficializzata la squadra arbitrale che dirigerà Lazio-Milan, gara in programma sabato 12 settembre alle ore 18:00. A dirigere il match sarà Matteo Marcenaro, scelto per uno degli appuntamenti più attesi della giornata di campionato.
L’incontro tra Lazio e Milan si prepara dunque a vivere anche sul fronte arbitrale, con una squadra composta da direttore di gara, assistenti, quarto ufficiale e tecnologia VAR. L’obiettivo sarà garantire la massima attenzione nella gestione di una partita che potrebbe regalare momenti di grande intensità.
Marcenaro dirigerà Lazio-Milan
Il fischietto designato per Lazio-Milan è Marcenaro. Al suo fianco ci saranno gli assistenti C. Rossi e Di Gioia, chiamati a supportare il direttore di gara nelle decisioni sul terreno di gioco.
Il ruolo di quarto ufficiale sarà invece affidato a Guida, mentre nella sala VAR sono stati designati Meraviglia, in qualità di VAR, e Aureliano, che ricoprirà il ruolo di AVAR.
La composizione completa della squadra arbitrale per Lazio-Milan è quindi la seguente:
- Arbitro: Marcenaro
- Assistenti: Rossi C. – Di Gioia
- IV ufficiale: Guida
- VAR: Meraviglia
- AVAR: Aureliano
Sabato alle 18 la sfida tra Lazio e Milan
Il fischio d’inizio di Lazio-Milan è fissato per sabato 12 settembre alle ore 18:00. I biancocelesti si preparano ad affrontare una sfida di grande rilievo contro la formazione rossonera, in un confronto che attirerà inevitabilmente l’attenzione degli appassionati.
La designazione di Marcenaro aggiunge un altro elemento di interesse alla vigilia della partita. Il direttore di gara sarà chiamato a gestire una gara potenzialmente caratterizzata da duelli individuali, intensità e momenti decisivi nell’arco dei novanta minuti.
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Milan, i cambi di Amorim stanno facendo la differenza: dalla panchina gol e assist
Il Milan di Ruben Amorim ha trovato nelle sostituzioni una delle armi più interessanti di questo avvio di campionato.
Dopo le prime tre giornate, infatti, emerge un dato significativo: ogni volta che i rossoneri hanno trovato la via della rete, c’è stato un contributo importante da parte di un giocatore entrato a gara in corso.
Non si tratta soltanto di una semplice statistica, ma di un elemento che racconta anche la capacità dell’allenatore portoghese di leggere le partite e sfruttare le caratteristiche dei calciatori a disposizione.
Rabiot decisivo contro il Torino
Nella sfida contro il Torino, il protagonista dalla panchina è stato Rabiot. Il centrocampista, inserito nel secondo tempo, ha prima servito l’assist per Cisse e successivamente ha trovato personalmente la rete con un inserimento efficace nell’area avversaria. Un ingresso che ha modificato concretamente l’andamento dell’incontro.
Anche contro il Venezia le sostituzioni hanno prodotto risultati. Saelemaekers ha fornito un pallone decisivo per Ramos, mentre Jashari, appena entrato, ha contribuito all’azione che ha portato all’autogol di Halhal.
Anche contro la Juventus la panchina incide
Il copione si è ripetuto contro la Juventus. In questo caso sono stati Chukwueze e Cisse a lasciare il segno dopo essere subentrati. Il primo ha confezionato un assist, mentre il secondo ha trovato la rete, confermando quanto i cambi possano diventare determinanti negli ultimi minuti.
Una rosa chiamata a sentirsi protagonista
Per Amorim si tratta di un segnale particolarmente positivo. Il tecnico sta riuscendo a coinvolgere l’intero gruppo, trasmettendo ai giocatori l’idea che il minutaggio non determini il peso all’interno della squadra. Con l’Europa League alle porte, questa gestione sarà ancora più importante.
Giocatori giovani come Camarda e Comotto potrebbero infatti trovare spazio, soprattutto considerando il calendario fitto. L’obiettivo sarà mantenere alta la competitività senza dipendere esclusivamente dagli undici iniziali.
Il dato da migliorare: nessun gol nei primi tempi
C’è però anche un aspetto meno positivo. In queste prime tre giornate il Milan non è ancora riuscito a segnare nella prima frazione. La squadra, al contrario, sembra crescere con il passare dei minuti e beneficiare soprattutto dell’energia portata dai subentrati.
Un esempio interessante è rappresentato da Saelemaekers, capace di incidere entrando dalla panchina contro il Venezia, ma meno brillante dal primo minuto contro la Juventus. Amorim dovrà quindi continuare a valutare partita dopo partita quale sia il modo migliore per utilizzare ogni elemento della rosa.
Per il momento, tuttavia, il messaggio è chiaro: la panchina del Milan non è un semplice serbatoio di alternative, ma una risorsa capace di cambiare concretamente le partite.
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