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Milan, contatti con il Como per Ricci: il centrocampista può partire
Il futuro di Samuele Ricci al Milan sembra essere sempre più incerto.
Il centrocampista italiano, arrivato in rossonero nell’estate del 2025 dopo l’esperienza con il Torino, potrebbe infatti lasciare il club a distanza di appena una stagione. Nelle ultime ore si è fatta strada una nuova ipotesi per il suo futuro: quella che conduce al Como.
Secondo le informazioni emerse, tra Milan e Como ci sarebbero già stati contatti diretti per discutere della situazione del giocatore. Il club lombardo, reduce da una stagione importante e pronto ad affrontare un percorso europeo di alto livello, starebbe valutando concretamente il profilo di Ricci. Il centrocampista potrebbe rappresentare un elemento interessante per il progetto tecnico guidato da Cesc Fàbregas, soprattutto per le sue caratteristiche e la capacità di garantire equilibrio e qualità nella zona centrale del campo.
Per Ricci, invece, si tratterebbe della possibilità di rilanciare la propria carriera dopo una prima annata al Milan nella quale non è riuscito a trovare la continuità sperata. Il classe 2001 era stato acquistato dal Torino per una cifra iniziale di circa 23 milioni di euro, ai quali si potevano aggiungere ulteriori bonus. L’avventura con i rossoneri era iniziata con grandi aspettative, ma il suo impiego è rimasto al di sotto delle attese.
Il Milan, dal canto suo, sembra disposto a prendere in considerazione una cessione, ma soltanto davanti a condizioni considerate soddisfacenti. La società non avrebbe intenzione di svendere il giocatore e dovrà quindi valutare con attenzione l’eventuale proposta del Como.
La pista resta dunque da seguire con particolare attenzione. I contatti tra le parti rappresentano un primo passo, ma per trasformare l’interesse in un’operazione concreta sarà necessario trovare un’intesa sulla formula e sulle cifre. Il Como potrebbe rappresentare una destinazione molto interessante per Ricci, mentre il Milan avrebbe l’opportunità di alleggerire il proprio centrocampo e modificare ulteriormente la rosa a disposizione del nuovo progetto tecnico.
Le prossime ore potrebbero fornire indicazioni importanti sul futuro del centrocampista. Per ora, l’ipotesi Como prende quota e il dialogo tra i due club è ufficialmente entrato nel vivo.
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Amorim: “Vantaggio meritato ma non gestito, non possiamo prendere un goal così”
Il Milan non va oltre l’1-1 sul campo del Sassuolo e Ruben Amorim, al termine della partita, esprime tutta la propria insoddisfazione per il risultato.
L’allenatore portoghese, intervenuto ai microfoni di DAZN, riconosce i meriti della squadra nella fase iniziale della gara, ma sottolinea gli errori commessi dopo il vantaggio, soprattutto nella gestione del possesso e nella capacità di controllare la reazione degli avversari.
“Abbiamo meritato il vantaggio, ma poi non siamo stati in grado di gestirlo. Abbiamo cercato di spingere, ma abbiamo perso spesso il pallone cercando lanci inutili. Provare a chiudere la partita con una vittoria era giusto, è stato sbagliato il modo. E poi non possiamo prendere un goal come quello che abbiamo preso, su calcio d’angolo”.
Il tecnico evidenzia quindi un problema di gestione del momento favorevole: secondo Amorim, l’intenzione di cercare il raddoppio era corretta, ma sarebbe stato necessario farlo con maggiore lucidità, evitando palloni persi e situazioni che hanno permesso al Sassuolo di rientrare in partita.
Modric e Rabiot, una questione di caratteristiche
Amorim si sofferma anche sulle scelte a centrocampo e sul ruolo di Luka Modric, spiegando come la presenza del croato comporti un diverso equilibrio tattico.
“Non è questione di singoli, ma di caratteristiche, fa parte delle rotazioni. Con Modric Rabiot fa un lavoro diverso, abbiamo avuto più controllo con la palla ma abbiamo lasciato qualcosa per strada in transizione. Quando facciamo goal dobbiamo ammazzare la partita”.
Il messaggio dell’allenatore è chiaro: il Milan deve imparare a sfruttare meglio i momenti in cui riesce a portarsi avanti, mantenendo il controllo della gara senza concedere spazi agli avversari nelle ripartenze.
Moreira e Chukwueze, le scelte nella ripresa
Nel corso del secondo tempo, il Milan ha provato a modificare il proprio modo di stare in campo, cercando di aumentare il possesso palla. Amorim ha spiegato anche le ragioni delle valutazioni effettuate durante la gara, facendo riferimento alle caratteristiche dei giocatori da utilizzare contro una difesa avversaria più compatta.
“Nel secondo tempo abbiamo cercato di avere più possesso, ho percepito che il Sassuolo stava chiudendo meglio e allora servon giocatori di corsa più che di palleggio in quelle zone”.
La lettura del tecnico riguarda dunque la necessità di trovare soluzioni differenti quando gli spazi centrali vengono ridotti e gli avversari riescono a proteggere con maggiore efficacia la propria metà campo.
Le condizioni di Gabbia e l’assenza di Saelemaekers
Tra gli argomenti affrontati da Amorim c’è anche la situazione di Matteo Gabbia, alle prese con un problema fisico. L’allenatore non nasconde il dispiacere per l’infortunio, ricordando il lavoro svolto dal giocatore nelle settimane precedenti e l’importanza della sua presenza all’interno della rosa.
“Non so che tipo di infortunio lo abbia colpito ma è davvero un peccato, lavora davvero duro nelle ultime tre settimane, a volte il calcio ti mette davanti a queste situazioni. Lo aiuteremo, per noi è importante come Saelemaekers e ci mancano in un periodo molto denso”.
Le assenze rappresentano un fattore da considerare in una fase della stagione caratterizzata da numerosi impegni ravvicinati. Il Milan dovrà quindi gestire le energie e trovare alternative per affrontare il calendario senza perdere continuità.
A Sky il tecnico insiste sulla mentalità: “Buttiamo via due punti così”
Nell’intervista concessa a Sky, Amorim torna sul mancato successo e ribadisce che il pareggio non può soddisfare una squadra che punta a ottenere risultati migliori. Il tecnico riconosce alcuni progressi nel gioco, ma ritiene indispensabile correggere gli errori che continuano a compromettere le prestazioni.
“Quando non vinciamo non siamo mai soddisfatti. Dobbiamo migliorare ancora tante cose ma abbiamo mostrato dei miglioramenti. Non possiamo permetterci di subire goal da calcio d’angolo. È evidente che non possiamo ritenerci soddisfatti quando buttiamo via due punti così”.
L’allenatore invita poi i suoi a non cambiare atteggiamento dopo essere passati in vantaggio, ma a proseguire con lo stesso approccio, cercando di gestire maggiormente il pallone e limitando le transizioni avversarie.
“Dobbiamo continuare a fare le cose che stavamo facendo fino al goal e poi andare avanti così, fare più possesso e non mettere la partita sulle transizioni. Chiaramente, come avete visto anche voi, volevamo controllare la gara, spingere, trovare le giuste combinazioni e giocare bene. A volte è una questione di mentalità: fai un gol e devi continuare a spingere, perché è chiaro che l’avversario vuole provare a reagire e quindi noi avremmo dovuto gestire molto più pallone”
Costruzione e ultimo passaggio: gli aspetti da migliorare
Infine, Amorim individua nella qualità delle combinazioni offensive uno dei passaggi ancora necessari per rendere il Milan più incisivo. La squadra sta lavorando sulla costruzione del gioco, ma deve riuscire a trasformare il possesso in occasioni concrete, soprattutto quando gli avversari chiudono gli spazi a centrocampo e sulle corsie laterali.
“Ora stiamo lavorando sulla costruzione e la cosa si vede in alcune fasi della partita. Dobbiamo però lavorare meglio sulle combinazioni nell’ultimo terzo di campo; effettivamente a volte loro sono riusciti a chiuderci a centrocampo e a sbarrarci la strada sulla nostra catena di sinistra, e in quei frangenti avremmo dovuto ricominciare a cercare un po’ di più il giocatore dentro il campo. Ci stiamo provando e diciamo che questo è l’ultimo, o comunque uno degli ultimi step, per arrivare a calciare in porta più spesso e con maggiore pericolosità”.
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Sassuolo-Milan, rossoneri frenati al Mapei. Amorim perde terreno
La ripartenza della Serie A dopo la pausa per le nazionali non regala al Milan il risultato sperato.
Al Mapei Stadium di Reggio Emilia, la formazione rossonera non va oltre l’1-1 contro il Sassuolo in una partita caratterizzata da ritmi poco elevati, numerosi errori tecnici e poche occasioni da gol. Un punto che lascia sensazioni contrastanti, soprattutto in casa milanista, dove ci si aspettava una conferma dopo la convincente vittoria ottenuta contro il Lecce.
Ruben Amorim mantiene la propria imbattibilità, ma la prestazione della squadra rappresenta un passo indietro rispetto all’ultima uscita. Dall’altra parte, Alberto Aquilani può considerare positivo il risultato, arrivato al termine di una gara nella quale il Sassuolo ha dimostrato di poter reagire allo svantaggio e mettere in difficoltà gli avversari.
Il pareggio, maturato nella ripresa, finisce per rispecchiare quanto visto sul terreno di gioco. Nessuna delle due squadre è riuscita a imporsi con continuità e il confronto si è acceso soltanto in alcuni momenti, senza trasformarsi in una sfida particolarmente spettacolare.
Primo tempo segnato dagli infortuni di Gabbia e Leysen
La prima frazione scorre senza grandi occasioni e con poche iniziative capaci di impensierire seriamente i portieri. Il Milan prova a costruire attraverso Gonçalo Ramos, ma Muric risponde presente quando viene chiamato in causa. Maignan, invece, trascorre un primo tempo relativamente tranquillo, senza essere costretto a interventi particolarmente difficili.
A preoccupare maggiormente sono gli infortuni che coinvolgono Gabbia e Leysen. Il difensore rossonero è costretto a lasciare il campo in barella a causa di un problema muscolare ai flessori, mentre Leysen subisce una torsione del ginocchio e deve essere accompagnato fuori dal terreno di gioco. Due episodi che rappresentano i momenti più significativi di una prima parte di gara povera di contenuti offensivi.
Le interruzioni e la mancanza di precisione impediscono alle squadre di trovare ritmo e continuità. Si arriva così all’intervallo sullo 0-0, con la necessità di cambiare qualcosa per dare maggiore vivacità alla partita.
Rabiot porta avanti il Milan, ma il Sassuolo reagisce subito
Nella ripresa, le modifiche apportate dai due allenatori contribuiscono a rendere la gara più movimentata. È il Milan a sbloccare il risultato grazie a Rabiot, che finalizza l’assist di Modric con una potente conclusione mancina. Muric non riesce a proteggere adeguatamente il primo palo e i rossoneri si portano in vantaggio.
La gioia degli ospiti dura però soltanto cinque minuti. Il Sassuolo aumenta la pressione e sfrutta l’impatto dei giocatori entrati dalla panchina, Bowie e Thorstvedt, per mettere in difficoltà la retroguardia milanista.
Maignan deve intervenire in due occasioni per evitare il pareggio, ma non può nulla sulla conclusione ravvicinata di Odenthal, che trova la rete sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Il gol ristabilisce l’equilibrio e restituisce fiducia alla formazione di Aquilani, capace di approfittare di una fase difensiva poco attenta da parte del Milan.
Finale senza grandi occasioni: un punto che pesa sulla classifica
Dopo l’1-1, il ritmo torna ad abbassarsi. Entrambe le squadre cercano di trovare lo spazio per colpire ancora, ma le difese riescono a limitare i pericoli. Muric e Maignan si rendono protagonisti di altri interventi utili a conservare il risultato, mentre le iniziative offensive non producono occasioni sufficienti per cambiare nuovamente il punteggio.
Al termine dei novanta minuti, il pareggio appare una conclusione coerente con l’andamento dell’incontro. Il Sassuolo può guardare con soddisfazione alla reazione mostrata dopo lo svantaggio, mentre il Milan deve interrogarsi sulla propria incapacità di gestire il vantaggio e chiudere una partita alla propria portata.
Il punto conquistato, inoltre, ha conseguenze importanti per la classifica rossonera. Inter e Lazio allungano fino a quattro lunghezze di distanza, mentre il Milan non riesce ad agganciare la Roma, fermata nel pomeriggio sullo 0-0 dal Como.
Per Amorim serve una risposta immediata
Il risultato del Mapei Stadium non compromette il percorso del Milan, ma evidenzia la necessità di ritrovare continuità nelle prestazioni. Dopo il successo contro il Lecce, ci si attendeva una squadra capace di confermare i progressi mostrati, mentre contro il Sassuolo sono riemersi problemi nella costruzione del gioco e nella gestione delle situazioni favorevoli.
Amorim dovrà lavorare soprattutto sulla precisione negli ultimi metri e sulla solidità difensiva, aspetti che hanno impedito ai rossoneri di trasformare il vantaggio in una vittoria. Con le rivali dirette che continuano a raccogliere punti, ogni passo falso rischia di avere un peso significativo nella corsa ai vertici della classifica.
Per il Milan, dunque, l’1-1 di Reggio Emilia rappresenta un’occasione mancata. Il campionato resta lungo, ma serviranno risposte concrete già dalle prossime partite per evitare che il distacco dalle prime posizioni diventi ancora più difficile da colmare.
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Juventus e Milan, obiettivo Pavlidis: il Benfica fa muro
Il nome di Vangelis Pavlidis entra tra i profili seguiti con attenzione da alcuni dei principali club europei.
Secondo quanto riportato dal portale britannico CaughtOffside, l’attaccante del Benfica avrebbe attirato l’interesse di Juventus e Milan, entrambe alla ricerca di possibili rinforzi per il reparto offensivo in vista della sessione invernale di mercato.
A convincere le società è soprattutto il rendimento del centravanti greco, protagonista di un ottimo avvio di stagione con la formazione portoghese. Nelle prime 13 presenze stagionali ha infatti collezionato 14 gol e 3 assist, confermando le proprie qualità realizzative e la capacità di incidere con continuità. Numeri che hanno contribuito ad accrescere la sua visibilità internazionale, rendendolo un obiettivo interessante per diverse squadre di alto livello.
Per i due club italiani, tuttavia, la strada si preannuncia particolarmente complicata. Oltre alla posizione del Benfica, che considera il giocatore fondamentale per i propri equilibri, bisognerà fare i conti con una concorrenza internazionale molto ampia.
La Premier League si muove: Tottenham, Aston Villa e Fulham osservano
Tra le società che avrebbero manifestato interesse per Pavlidis figurano anche diverse realtà del campionato inglese. In particolare, Tottenham, Aston Villa e Fulham starebbero valutando il profilo dell’attaccante, con gli Spurs indicati tra i club che avrebbero iniziato a raccogliere informazioni sulla sua situazione.
Al momento, però, non risulterebbero trattative concrete già avviate. L’interesse sarebbe ancora in una fase preliminare, caratterizzata soprattutto da valutazioni e primi contatti esplorativi. La prospettiva di un trasferimento a gennaio resta dunque tutta da verificare, anche alla luce delle difficoltà che accompagnerebbero un’eventuale operazione.
La disponibilità economica delle società inglesi potrebbe rappresentare un elemento importante, soprattutto qualora la competizione per assicurarsi il centravanti dovesse intensificarsi nei prossimi mesi.
Anche il Barcellona segue la situazione
Alla corsa per Pavlidis potrebbe aggiungersi anche il Barcellona. Il club catalano continua a valutare le possibili soluzioni per rafforzare il proprio attacco e il centravanti del Benfica potrebbe diventare un’opportunità da prendere in considerazione.
Le strategie offensive della società spagnola potrebbero infatti subire ulteriori cambiamenti con l’apertura del mercato invernale. Per questo motivo, il nome del greco rimane tra quelli potenzialmente interessanti per un club che punta a mantenere elevato il livello competitivo della propria rosa.
L’eventuale ingresso del Barcellona nella corsa aumenterebbe ulteriormente il numero delle pretendenti, rendendo ancora più difficile per Juventus e Milan riuscire a spuntarla.
Il Benfica non vuole cedere: clausola rescissoria da 100 milioni
L’ostacolo principale per tutte le società interessate è rappresentato dalla posizione del Benfica. La formazione portoghese considera Pavlidis una pedina centrale del proprio progetto tecnico e, secondo le indiscrezioni riportate dalla stampa britannica, non avrebbe intenzione di privarsene durante la finestra di mercato di gennaio.
A rendere l’operazione ancora più complessa è la clausola rescissoria inserita nel contratto del giocatore, fissata a 100 milioni di euro. L’attaccante greco è legato al Benfica fino al 30 giugno 2029 e il club lusitano dispone quindi di una posizione contrattuale favorevole nella gestione del suo futuro.
Una cifra importante, che potrebbe scoraggiare diverse pretendenti o spingerle a valutare strategie alternative. Per Juventus e Milan, l’eventuale acquisto richiederebbe un investimento significativo e la disponibilità del Benfica a riconsiderare la propria posizione.
Gennaio resta complicato per Juventus e Milan
L’interesse per Pavlidis testimonia l’attenzione dei due club italiani verso un attaccante capace di garantire gol e continuità, ma al momento non ci sono elementi sufficienti per parlare di una trattativa concreta. La concorrenza di Tottenham, Aston Villa, Fulham e Barcellona, insieme alla fermezza del Benfica, rappresenta un ostacolo considerevole.
Le prossime settimane potrebbero fornire indicazioni più precise sulle intenzioni delle società coinvolte. Per ora, Pavlidis resta un profilo seguito sul mercato, ma un eventuale trasferimento in Serie A appare legato a condizioni economiche e negoziali tutt’altro che semplici.
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