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Milan, Athekame ai saluti: raggiunta l’intesa con il Lione
Zachary Athekame è pronto a lasciare il Milan, almeno per la prossima stagione.
Il terzino svizzero di origini nigeriane non rientra nei piani immediati di Ruben Amorim e, dopo settimane di valutazioni e contatti con diverse società, il suo futuro sembra ormai definito. A spuntarla nella corsa al classe 2004 è il Lione, che avrebbe raggiunto un’intesa con il club rossonero per portare il giocatore in Ligue 1.
L’operazione è stata impostata sulla base di un prestito della durata di una stagione. Non sono previste formule legate a un possibile trasferimento definitivo: il Lione non avrà infatti né un diritto né un obbligo di riscatto al termine dell’annata. L’accordo prevede inoltre che la società francese sostenga per intero lo stipendio del calciatore durante il periodo trascorso in Francia.
Per Athekame si tratta dunque di un’opportunità importante per trovare maggiore continuità e accumulare esperienza in un campionato competitivo. Dopo una stagione in rossonero, il terzino avrà la possibilità di rilanciarsi e dimostrare le proprie qualità lontano dalle pressioni di San Siro, con l’obiettivo di tornare a Milano più pronto e competitivo.
La sua partenza, tuttavia, modifica anche gli equilibri della rosa milanista. Il Milan dovrà infatti tornare sul mercato per individuare un giocatore capace di garantire alternative e profondità sulle corsie esterne.
Tra i profili valutati resta quello di Dario Osorio, per il quale ci sarebbero già stati alcuni contatti. Il giocatore rappresenta però una soluzione che richiederebbe alcuni adattamenti tattici, considerando le sue caratteristiche e la posizione naturale sulla fascia sinistra. Inoltre, la sua eventuale acquisizione avrebbe un impatto sulle caselle disponibili per i calciatori extracomunitari.
L’uscita di Athekame, quindi, potrebbe essere soltanto il primo movimento di una nuova fase del mercato rossonero. Il Milan è chiamato a intervenire per colmare il vuoto lasciato dal terzino e consegnare ad Amorim una rosa più completa in vista della nuova stagione.
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Leao, futuro al Milan in bilico: “Il mio unico pensiero è il campo”
Rafael Leao torna a esporsi pubblicamente in un momento particolarmente delicato per il suo futuro al Milan.
L’attaccante portoghese, da tempo considerato tra i giocatori potenzialmente sacrificabili dalla società rossonera, ha affidato ai social un messaggio destinato a fare chiarezza sul momento che sta vivendo.
Leao ha voluto soprattutto prendere le distanze da eventuali dichiarazioni o indiscrezioni provenienti da persone che non fanno parte della sua cerchia autorizzata. Il riferimento sembra riguardare la gestione della sua posizione sul mercato, in un’estate nella quale il suo nome è stato più volte accostato a diversi club.
Il messaggio di Leao sui social
L’attaccante ha scelto parole molto nette per ribadire quale sia, al momento, la sua priorità:
“Il mio unico pensiero è il campo: sono concentrato sul dare il massimo, ogni singola partita e ogni singolo allenamento. Solo per evitare ogni forma di speculazione e notizie non vere, ribadisco che da tempo ho affittato la gestione di tutti i miei interessi esclusivamente alla mia famiglia e ai miei avvocati. Nessuno altro soggetto è autorizzato a parlare a mio nome. Testa ai prossimi obiettivi”.
Una presa di posizione che arriva mentre il mercato continua a interrogarsi sulla possibile partenza del numero 10. Leao chiarisce quindi di aver affidato la gestione dei propri interessi esclusivamente alla famiglia e ai legali, senza autorizzare altre figure a parlare pubblicamente per lui.
Un futuro ancora tutto da decidere
La situazione rimane complessa anche dal punto di vista tecnico. Leao non viene considerato un elemento intoccabile dal Milan e, allo stesso tempo, il suo eventuale addio avrebbe conseguenze importanti sulle strategie della squadra.
Il portoghese sembrava inizialmente destinato a lasciare Milanello, ma l’assenza di proposte ritenute soddisfacenti ha rallentato ogni scenario. Il club avrebbe bisogno di una proposta economica adeguata, mentre il giocatore dovrà valutare anche il progetto sportivo delle eventuali destinazioni.
In questo contesto, la permanenza a Milano non può essere esclusa, ma nemmeno considerata definitiva. Inoltre, la sua collocazione nel sistema di gioco rappresenta un ulteriore punto interrogativo. L’assetto tattico del nuovo allenatore potrebbe infatti non garantire a Leao un ruolo centrale e indiscutibile.
Le proposte dalla Turchia non hanno convinto
Tra le possibilità emerse durante l’estate ci sono state soprattutto quelle provenienti dalla Turchia. Fenerbahce e Galatasaray hanno mostrato interesse per il portoghese, ma le proposte formulate non avrebbero soddisfatto le richieste del Milan.
La società rossonera avrebbe fissato una valutazione intorno ai 60 milioni di euro per una cessione definitiva. Le offerte arrivate da Istanbul, invece, sarebbero state costruite principalmente attraverso formule di prestito, con diritto oppure obbligo di riscatto, per cifre complessivamente inferiori.
Anche dal punto di vista del calciatore, inoltre, un trasferimento in Turchia non rappresenterebbe necessariamente il salto di qualità desiderato per la propria carriera.
Premier League e Liga restano sullo sfondo
Il quadro potrebbe cambiare qualora arrivassero proposte concrete dai principali campionati europei. L’entourage del giocatore, infatti, potrebbe aspettarsi un interesse più forte soprattutto dall’Inghilterra o dalla Spagna, destinazioni considerate maggiormente compatibili con le ambizioni sportive di Leao.
Al momento, però, non si è registrata l’offerta capace di sbloccare definitivamente la situazione. Il risultato è un autentico punto morto: il Milan non ha ancora incassato dalla cessione del portoghese e il giocatore non conosce con certezza quale sarà la sua squadra nella prossima stagione.
Se alla fine Leao dovesse rimanere in rossonero, sarà inoltre necessario capire quale sarà il rapporto con l’ambiente e con i tifosi dopo le tensioni e le dichiarazioni circolate durante l’estate. La sua presa di posizione sui social rappresenta quindi anche un tentativo di riportare l’attenzione sul calcio giocato, mentre il mercato continua a tenere in sospeso il suo futuro.
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Milan, ora bisogna vendere: tutti gli esuberi reparto per reparto
Terminata la tournée estiva, il Milan si prepara ad affrontare una fase decisiva del proprio mercato.
Il lavoro della dirigenza non riguarda soltanto gli acquisti: una delle principali esigenze individuate da Ruben Amorim è quella di ridurre il numero dei giocatori presenti in rosa.
In difesa, il nome più importante sul fronte delle cessioni è quello di Fikayo Tomori. Il centrale inglese è entrato nell’ultimo anno del proprio contratto e non sembra rientrare pienamente nei piani tattici dell’allenatore portoghese. Nei prossimi giorni sono previsti nuovi contatti con il suo entourage per valutare le possibili soluzioni. Anche Filippo Terracciano è destinato a lasciare Milanello: sulle sue tracce ci sono Udinese e Monza. Possibile partenza anche per David Odogu, seguito da Mainz e Anderlecht.
Centrocampo: è qui che servono più uscite
Il reparto che necessita maggiormente di essere sfoltito è probabilmente il centrocampo. Youssouf Fofana potrebbe garantire un’importante entrata economica, considerando l’interesse di diversi club stranieri, soprattutto inglesi e spagnoli.
Tra i possibili partenti c’è anche Warren Bondo, rimasto fuori dalla tournée. La società dovrà inoltre decidere chi sacrificare tra Samuele Ricci e Yunus Musah, mentre resta da definire il futuro di Ruben Loftus-Cheek. L’inglese è stato utilizzato anche sulla trequarti durante le amichevoli, ma la scadenza del contratto nel 2027 rende probabile una sua cessione.
Per quanto riguarda le fasce, Athekame dovrebbe trasferirsi al Lione con la formula del prestito secco. Anche Pervis Estupinan resta sul mercato e potrebbe partire qualora arrivasse una nuova proposta dopo il precedente interesse dell’Aston Villa.
Attacco: Leao resta il nodo principale
In avanti, tutta l’attenzione è concentrata soprattutto su Rafael Leao e Santiago Gimenez. Il portoghese continua a essere nel mirino del Galatasaray, ma al momento non avrebbe manifestato particolare interesse per la destinazione turca. La sua intenzione sarebbe quella di prendere in considerazione soprattutto eventuali proposte provenienti dalla Premier League o dalla Liga.
Situazione differente per Gimenez, sempre più vicino a un possibile trasferimento al Porto. L’attaccante messicano avrebbe già dato il proprio assenso all’operazione. Restano però da definire le condizioni economiche: il club portoghese spinge per un prestito con diritto di riscatto, mentre il Milan preferirebbe ottenere un’entrata significativa e tutelarsi sul piano finanziario.
Infine, anche Alphadjo Cissè potrebbe salutare temporaneamente i rossoneri. Per il giovane attaccante si prospetta un prestito e il Torino ha già manifestato interesse.
Cardinale-Amorim, vertice decisivo
Il processo di sfoltimento sarà uno dei temi centrali del prossimo vertice tra Gerry Cardinale e Ruben Amorim. Il Milan deve ridurre numericamente la rosa, liberare spazio e risorse economiche e, allo stesso tempo, definire con maggiore precisione il gruppo sul quale costruire la nuova stagione.
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Costacurta promuove il nuovo Milan: “Si sono mossi bene, ma il nostro spendeva più di tutti”
Billy Costacurta guarda con attenzione al nuovo Milan e giudica positivamente il lavoro svolto dalla società dopo una prima fase di mercato caratterizzata da qualche incertezza.
L’ex difensore rossonero, intervenuto al Corriere dello Sport, ha sottolineato la qualità di alcuni dei nuovi innesti e ha evidenziato soprattutto l’importanza della permanenza di Luka Modric.
“Dopo un inizio abbastanza strano si sono mossi bene. Hanno preso un ottimo difensore come Gila, un buon attaccante come Gonçalo Ramos, che lavora molto per la squadra, e hanno riconfermato Modric, che vale come un acquisto”.
Costacurta ha espresso parole positive anche nei confronti di Ruben Amorim, considerato un allenatore capace di restituire entusiasmo a un ambiente che nelle ultime stagioni ha attraversato momenti complicati.
“E poi mi piace Amorim: dopo la morte di Baresi ha ricordato la sua legacy e questo mi è piaciuto: è un allenatore che può ridare entusiasmo”.
Secondo l’ex centrale, tuttavia, gli acquisti da soli non saranno sufficienti. Il salto di qualità dovrà arrivare anche dagli elementi già presenti nella rosa.
“I nuovi sono bravi, la squadra è buona, ora serve che quelli dell’anno scorso alzino il livello. Così il Milan potrà tornare in Champions”.
Il confronto con il Milan del passato
Il paragone con il Milan storico porta però Costacurta a evidenziare una differenza sostanziale legata agli investimenti economici. La squadra che dominava in Italia e in Europa poteva contare su una proprietà con una capacità di spesa nettamente superiore rispetto alla situazione attuale.
“Cosa manca a questo Milan per tornare ai livelli del vostro? Noi avevamo la proprietà che spendeva più di tutti in Europa”.
L’ex difensore ritiene inoltre che alcune delle difficoltà delle ultime stagioni siano legate anche alla gestione dei momenti di maggiore pressione. Secondo Costacurta, alcuni giocatori non hanno saputo reagire adeguatamente quando la situazione è diventata più complicata.
“Bisogna capire se è stato un problema di carattere o di ambiente. Quando la situazione si è complicata sono crollati a livello mentale, vedi il finale dell’ultimo campionato: io me la prendo con loro, più che con l’allenatore o la proprietà”.
La Champions League e il gap con l’Europa
Il discorso si allarga poi alla Champions League. Costacurta individua nel Paris Saint-Germain una delle principali realtà del calcio mondiale e attribuisce grande importanza al lavoro di Luis Enrique.
“Il Psg è la squadra più forte che c’è in Europa e forse nel mondo degli ultimi due anni. Luis Enrique fa sì che i giocatori diano il cento per cento”.
Per l’ex rossonero, il divario tra i migliori club europei e le italiane resta comunque significativo. Un ritorno ai livelli del 2003, quando tre squadre di Serie A raggiunsero le semifinali della competizione, appare difficilmente replicabile.
“È solo una questione di investimenti ma dominare come nel 2003, con tre italiane in semifinale, penso non succederà mai più”.
Il futuro della Nazionale
Costacurta ha infine affrontato anche il tema della Nazionale e delle scelte effettuate negli ultimi anni. L’ex difensore avrebbe preferito puntare sulla continuità di alcune figure dirigenziali, esprimendo particolare fiducia nei confronti di Paolo Maldini e Leonardo.
“Mancini? Penso che la soluzione migliore fosse Conte”.
E sulla precedente gestione dirigenziale ha aggiunto:
“In Pirlo vedo cose che altri non hanno, se è stato scelto da loro c’era qualcosa che noi non vedevamo. Io avrei dato loro fiducia e continuato con Paolo e Leo”.
Una riflessione che conferma la posizione di Costacurta: per tornare ai vertici, Milan e calcio italiano dovranno puntare su investimenti, programmazione e soprattutto sulla capacità di costruire un progetto solido nel tempo.
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