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Milan, l’Atalanta insiste per Jashari: il futuro dello svizzero resta in bilico
Il mercato del Milan non riguarda soltanto gli acquisti. La dirigenza rossonera dovrà infatti valutare anche alcune situazioni in uscita e tra i giocatori al centro delle riflessioni c’è Ardon Jashari.
Il centrocampista svizzero, arrivato a Milano con grandi aspettative, è diventato uno dei nomi più discussi in vista della nuova stagione.
Sul classe 2002 ha messo gli occhi l’Atalanta, che continua a monitorare la situazione e non ha interrotto i dialoghi con l’entourage del giocatore. Il club bergamasco considera Jashari un profilo ideale per il proprio centrocampo e sarebbe pronto a fare uno sforzo importante per provare a convincere il Milan a lasciarlo partire.
La trattativa, però, non appare semplice. Il Milan ha investito molto sul centrocampista svizzero e la società rossonera non sembra intenzionata a privarsi facilmente di un giocatore considerato ancora funzionale al progetto tecnico. Dopo una prima stagione condizionata anche da problemi fisici e dalla difficoltà di adattarsi al nuovo ambiente, il club potrebbe preferire concedergli un’altra possibilità per dimostrare il proprio valore.
L’arrivo del nuovo allenatore potrebbe rappresentare un elemento decisivo nella valutazione finale. La nuova gestione tecnica dovrà infatti stabilire il ruolo di Jashari all’interno della rosa e capire se il centrocampista possa diventare una pedina importante nel sistema di gioco della prossima annata.
L’Atalanta resta quindi alla finestra, pronta ad approfittare di eventuali aperture. La Dea cerca rinforzi in mezzo al campo e vede in Jashari un giocatore con qualità tecniche e margini di crescita importanti. Per il Milan, invece, la scelta sarà tra puntare sul rilancio del talento svizzero oppure valutare un’offerta significativa per finanziare altre operazioni di mercato.
Le prossime settimane saranno decisive: molto dipenderà dalle valutazioni dello staff tecnico e dalla volontà del giocatore, ancora impegnato a costruirsi un ruolo da protagonista in rossonero.
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Milan, tensione a San Siro: Estupinan nel mirino dei fischi
Non è un momento semplice per Pervis Estupinan.
Il terzino ecuadoriano continua a vivere una fase complicata con la maglia del Milan e, durante la sfida contro il Lecce, ha dovuto fare i conti anche con la reazione del pubblico di San Siro.
Ruben Amorim ha scelto di confermarlo nell’undici titolare, affidandogli ancora una volta la responsabilità di presidiare la corsia esterna. Una decisione che testimonia la fiducia dell’allenatore nei confronti del giocatore, nonostante le difficoltà emerse nelle ultime settimane.
Una prima frazione senza acuti
Estupinan ha iniziato la partita con un atteggiamento piuttosto prudente. Il giocatore è apparso poco sicuro nelle proprie iniziative e non è riuscito a trovare continuità né sul piano offensivo né in quello della gestione del pallone.
La pressione, con il passare dei minuti, è sembrata aumentare. Il terzino ha commesso alcune imprecisioni che hanno contribuito a rendere ancora più complicato il suo rapporto con il pubblico presente sugli spalti.
La situazione è diventata particolarmente evidente intorno al 34′ minuto, quando un secondo errore consecutivo, giudicato piuttosto banale, ha fatto scattare la contestazione.
I fischi di San Siro
Dalle tribune dello stadio sono arrivati fischi rivolti all’ex giocatore di Villarreal e Brighton. Una reazione che fotografa il momento delicato attraversato dal laterale ecuadoriano, chiamato a riconquistare la fiducia dell’ambiente attraverso le proprie prestazioni.
Il sostegno del pubblico, soprattutto in una piazza esigente come quella rossonera, può rappresentare un elemento importante per qualsiasi giocatore. Allo stesso tempo, però, gli errori commessi sotto pressione rischiano di alimentare ulteriormente il malcontento.
Amorim punta ancora su di lui
La scelta dell’allenatore di schierare Estupinan dal primo minuto conferma comunque la volontà di Amorim di continuare a lavorare sul giocatore. Il tecnico dovrà ora valutare come gestire la situazione e soprattutto come aiutare il terzino a ritrovare sicurezza e continuità.
Per Estupinan la sfida è soprattutto mentale: trasformare le critiche in una motivazione per reagire e tornare a esprimere le qualità che lo hanno portato a vestire la maglia del Milan. La stagione è ancora lunga e ci sarà tempo per cambiare il giudizio dell’ambiente, ma il rapporto con San Siro rappresenta già uno degli aspetti da ricostruire.
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Amorim: “Con più libertà i giocatori giocano meglio”
Il Milan supera il Lecce con un netto 3-0 e Ruben Amorim, al termine della gara, commenta ai microfoni di Dazn una prestazione che ha mostrato segnali importanti sotto il profilo del gioco.
L’allenatore rossonero sottolinea soprattutto la maggiore libertà concessa ai suoi uomini, elemento che ha permesso alla squadra di essere più imprevedibile e pericolosa.
“Siamo migliorati molto. Penso che la libertà dei giocatori, il movimento e soprattutto gli inserimenti da dietro abbiano fatto la differenza. Non siamo stati solo una squadra che gestisce il pallone, ma anche una squadra pericolosa quando ha spazio per correre, e questo è stato un fattore chiave stasera. Abbiamo controllato la partita, sapendo che l’avversario aspettava un nostro errore, e l’abbiamo gestita molto bene. Abbiamo difeso con solidità e, nel complesso, è stata una bella vittoria”.
Meno rigidità e maggiore libertà
Amorim evidenzia poi il percorso di crescita del Milan e spiega come alcune difficoltà delle ultime settimane siano state legate anche a un’eccessiva rigidità tattica. Contro il Lecce, invece, i giocatori hanno avuto maggiore autonomia nei movimenti.
“È una bella curiosità, ma il momento è diverso, è un’epoca nuova. Abbiamo ancora molto da fare, ma stiamo giocando meglio e stiamo migliorando. La cosa più importante, però, è che stiamo imparando. Nelle ultime partite abbiamo avuto qualche difficoltà perché avevamo una struttura davvero troppo rigida nelle posizioni, mentre oggi i giocatori avevano un po’ più di libertà e, con un po’ più di libertà, giocano meglio”.
La distanza da Inter e Roma
Il tecnico portoghese affronta anche il tema del confronto con Inter e Roma, due squadre che, secondo la sua analisi, possono contare su meccanismi più consolidati. Amorim, tuttavia, invita a considerare anche i punti lasciati per strada dal Milan e le modalità con cui sono arrivati alcuni risultati.
“Credo che siano distanti: se guardi al nostro modo di giocare e agli avversari, e se parli di Roma e Inter, penso che abbiano avuto più tempo come squadra. Si vede che i meccanismi ci sono e sono più chiari rispetto al nostro gruppo, ma non abbiamo perso così tanti punti. Abbiamo lasciato due punti contro la Lazio e a Torino contro la Juventus, quindi non è tutto da buttare. A volte sembra così, specialmente dopo gli ultimi risultati, ma dobbiamo bilanciare le cose. Oggi abbiamo vinto, sapendo però di aver affrontato una buona squadra che sta facendo bene. Ogni avversario è diverso e a volte avremo qualche difficoltà in certe partite: fa parte del processo. Penso che dovremmo avere più punti, perché se vedi come sono andate le gare, contro la Juventus, pur non giocando benissimo, eravamo a trenta secondi dal portare a casa altri due punti, e contro la Lazio, considerando i due tempi, meritavamo qualcosa in più”.
Modric e la gestione delle sue energie
Spazio anche a Luka Modric e al suo utilizzo nel corso della stagione. Amorim sottolinea l’importanza del possesso palla per valorizzare le qualità del centrocampista croato e distingue le situazioni nelle quali il suo impiego può risultare particolarmente utile.
“È un giocatore che ha bisogno di toccare molto il pallone per darci il meglio di sé, ma è pronto per giocare ogni partita in cui ne abbiamo bisogno: la stazza fisica non conta poi molto. In alcune gare, come nel primo tempo contro la Lazio, se trasformiamo la partita in un continuo botta e risposta di transizioni, non è un buon contesto per Luka, così come non lo è per Jashari. Dobbiamo semplicemente fare il gioco che permette alle nostre caratteristiche di brillare. Quando affrontiamo questo tipo di partite, contro blocchi bassi, possiamo usare molto Modric; per le altre vedremo, ma penso che sia pronto per giocare qualsiasi tipo di gara. È pronto per giocare ogni partita”.
Formazioni, adattamento e identità
Infine, l’allenatore rossonero spiega la filosofia alla base delle proprie scelte. La formazione, secondo Amorim, deve nascere dall’osservazione delle caratteristiche dei singoli, senza però lasciare che siano esclusivamente i giocatori a determinare il sistema.
“Penso sia una questione di osservazione delle partite e delle caratteristiche dei singoli. Certamente ascolto i giocatori, ma per un allenatore, specialmente in una grande squadra, è impossibile prendere decisioni solo ascoltandoli. Li vedi, cerchi di capirli, ma ogni giocatore tende a spingere il gioco verso le proprie caratteristiche, e in quel modo costruire un’identità diventa difficile. Quindi la decisione finale è sempre la mia. Quello che ho percepito nelle ultime partite – e che avevo già provato allo stesso modo al Manchester United, motivo per cui non posso commettere di nuovo lo stesso errore – è che a volte non abbiamo le caratteristiche ideali per giocare in un determinato modo. Se non le abbiamo, dobbiamo adattarci un minimo: penso che oggi abbia funzionato, mentre in un’altra gara potremo tornare alla costruzione a tre. La cosa fondamentale è avere diversi modi di giocare, specialmente in Italia, perché qui gli allenatori sono davvero intelligenti: marcano benissimo a uomo e, quando perdono un po’ i punti di riferimento su ciò che vogliamo fare, per loro diventa più difficile. Allo stesso modo, infatti, a volte è difficile anche per me decifrare la mobilità delle altre squadre”.
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Milan, risposta da grande squadra: 3-0 al Lecce e vetta a soli due punti
Il Milan reagisce nel modo migliore dopo un periodo complicato e torna a conquistare i tre punti con una prestazione convincente.
A San Siro, nel giorno delle celebrazioni per il centenario dello stadio, la formazione rossonera supera il Lecce con un netto 3-0 e ritrova quelle certezze che sembravano essersi appannate nelle ultime settimane.
Dopo tre partite al di sotto delle aspettative e la pesante sconfitta rimediata in Europa League contro il Benfica, la squadra di Ruben Amorim era chiamata a dare una risposta immediata. La reazione è arrivata sul campo, attraverso una partita dominata praticamente dall’inizio alla fine e caratterizzata da un’intensità che ha lasciato poco spazio agli avversari.
Pulisic apre la serata con una magia
Il vantaggio del Milan porta la firma di Christian Pulisic, protagonista di una giocata spettacolare. Tutto nasce da un lancio di circa 70 metri effettuato da Pavlovic: l’attaccante americano controlla il pallone in maniera elegante e, in pochissimi istanti, riesce a completare l’azione con una conclusione precisa che supera Falcone.
Il portiere del Lecce è stato comunque tra i migliori dei suoi, evitando che il passivo assumesse proporzioni ancora più pesanti. Il Milan, infatti, ha costruito numerose occasioni e ha mantenuto a lungo il controllo del match.
Rabiot e Moreira completano il tris
Nella ripresa la squadra di Amorim continua a spingere e trova altre due volte la via della rete. Il 2-0 arriva grazie a Rabiot, bravo a finalizzare una combinazione nello stretto avviata dall’assist di Ramos. Il Lecce prova a reagire, ma il Milan mantiene il controllo e riesce successivamente a trovare anche il terzo gol.
A chiudere definitivamente i conti è Moreira, entrato dalla panchina e subito capace di lasciare il segno. Un’altra conferma della profondità dell’organico a disposizione dell’allenatore portoghese.
Nonostante il dominio rossonero, nel finale il Lecce ha avuto qualche opportunità per accorciare le distanze. Maignan, però, si è fatto trovare pronto e ha protetto il risultato, conservando la porta inviolata.
Il Milan torna a credere nella vetta
Il successo ha un peso significativo anche per la classifica. I tre punti permettono infatti al Milan di portarsi a sole due lunghezze dalla vetta, riaprendo prospettive interessanti per il prosieguo del campionato.
Ma al di là dei numeri, la serata di San Siro rappresenta soprattutto una risposta sul piano del morale. Il pubblico ha accompagnato la squadra con entusiasmo e non sono mancati gli applausi anche per alcuni giocatori finiti recentemente al centro delle critiche, tra cui Estupinan.
Per Amorim si tratta quindi di una vittoria preziosa sotto diversi aspetti: il Milan ritrova fiducia, entusiasmo e continuità di rendimento, mentre il tecnico può lavorare con maggiore serenità sul proprio progetto tattico. La strada della stagione è ancora lunga, ma il 3-0 contro il Lecce rappresenta un segnale importante.
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