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Milan, clima rovente tra Cardinale e Allegri: la separazione rallenta il passaggio al Napoli
La fine del rapporto tra Milan e Massimiliano Allegri si sta trasformando in una vicenda più complessa del previsto.
Quella che inizialmente sembrava una semplice risoluzione contrattuale si è infatti trasformata in un confronto serrato tra il tecnico livornese e la proprietà rossonera guidata da Gerry Cardinale. Al centro della disputa c’è l’aspetto economico legato alla conclusione anticipata del contratto dell’allenatore, ancora valido fino al 2027.
Secondo le indiscrezioni emerse negli ultimi giorni, Allegri avrebbe chiesto condizioni economiche differenti rispetto a quelle proposte dal club per chiudere definitivamente il rapporto. Il Milan, dal canto suo, ritiene di essere già tutelato dal punto di vista contrattuale e non sembra disposto ad accettare ulteriori richieste economiche. Questa distanza tra le parti ha provocato un rallentamento nella definizione dell’accordo, alimentando un clima di forte tensione tra l’allenatore e la dirigenza rossonera.
La situazione sta inevitabilmente coinvolgendo anche il Napoli. Aurelio De Laurentiis, che ha individuato in Allegri il principale candidato per raccogliere l’eredità di Antonio Conte, attende la conclusione della vicenda prima di poter formalizzare il nuovo progetto tecnico. Il presidente azzurro sarebbe infastidito dai continui rinvii, poiché la mancata definizione della rescissione impedisce di annunciare ufficialmente il nuovo allenatore.
Alla base del deterioramento dei rapporti ci sarebbero anche questioni che vanno oltre l’aspetto economico. Negli ambienti vicini al club si parla infatti di una fiducia venuta meno negli ultimi mesi e di una gestione della separazione che avrebbe lasciato strascichi tra le parti. Alcune ricostruzioni riferiscono addirittura di rapporti ormai freddi tra Cardinale e Allegri, rendendo ancora più difficile trovare un’intesa definitiva.
Nonostante le difficoltà, prevale comunque l’ottimismo sulla possibilità di arrivare a una soluzione nelle prossime settimane. L’interesse reciproco a chiudere la vicenda senza ricorrere a contenziosi legali dovrebbe favorire un compromesso che consentirebbe ad Allegri di iniziare ufficialmente la sua nuova avventura sulla panchina del Napoli e al Milan di archiviare una pagina particolarmente delicata della propria recente storia sportiva.
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Juventus e Maignan: tra rumors e verità, il retroscena sul futuro del portiere del Milan
Negli ultimi mesi il nome di Mike Maignan è tornato più volte ad essere accostato alla Juventus, alimentando voci e ipotesi di mercato che hanno inevitabilmente coinvolto anche il Milan e la sua dirigenza.
Tuttavia, secondo le ricostruzioni più recenti, la realtà sarebbe molto più lineare rispetto a quanto circolato sui media.
Il portiere francese, oggi capitano rossonero e punto di riferimento assoluto della squadra, ha rinnovato il proprio contratto fino al 2031, blindando di fatto il suo futuro a Milano. Nonostante ciò, in passato la Juventus avrebbe effettuato alcuni sondaggi e contatti preliminari con l’entourage del giocatore, in un momento in cui il rinnovo con il Milan non era ancora stato definito. In quella fase, i bianconeri avrebbero provato a inserirsi offrendo anche condizioni economiche competitive, cercando di capire la fattibilità dell’operazione.
Secondo diverse ricostruzioni, però, Maignan avrebbe sempre dato priorità al progetto rossonero, mostrando apertura esclusivamente verso il Milan e rimandando qualsiasi discorso con altri club. La trattativa per il rinnovo, infatti, si è poi sbloccata positivamente nei mesi successivi, eliminando di fatto ogni scenario di addio a parametro zero.
La posizione della società rossonera è oggi altrettanto chiara: Mike Maignan è considerato un elemento centrale del progetto tecnico e non è sul mercato, soprattutto nei confronti di una diretta concorrente in Italia come la Juventus. Anche il presidente Gerry Cardinale avrebbe ribadito la volontà di costruire una squadra competitiva attorno ai suoi leader, evitando cessioni di questo tipo.
In sintesi, le voci su un possibile trasferimento del portiere a Torino appaiono oggi prive di fondamento concreto: si è trattato più di interessamenti esplorativi che di una vera trattativa. Il futuro di Maignan, almeno per ora, resta saldamente legato al Milan.
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Milan, scelta allenatore: Glasner in vantaggio ma Pochettino resta sullo sfondo
La situazione legata alla panchina del Milan continua a essere in fase di stallo, nonostante i contatti e gli incontri già avvenuti nelle ultime settimane.
La proprietà guidata da Gerry Cardinale sta valutando con attenzione diversi profili per affidare la guida tecnica della squadra nella prossima stagione, in un momento considerato decisivo per il futuro del club.
Tra i nomi più concreti spicca quello di Oliver Glasner, tecnico austriaco reduce da esperienze positive in Europa, che avrebbe già avuto colloqui diretti con la dirigenza rossonera. I dialoghi sarebbero stati ritenuti incoraggianti e avrebbero rafforzato la sua candidatura, tanto che in questo momento viene considerato uno dei principali favoriti per il ruolo. Tuttavia, la sua eventuale nomina non è ancora stata ufficializzata, anche perché il club vuole prima definire con precisione struttura tecnica e strategia sportiva.
Accanto a lui rimane forte anche la candidatura di Mauricio Pochettino, allenatore argentino di grande esperienza internazionale. Il suo profilo è considerato un’alternativa solida, capace di garantire gestione dello spogliatoio e continuità progettuale. A differenza di Glasner, però, il suo eventuale arrivo sarebbe legato a tempistiche differenti, rendendo la decisione complessiva più complessa.
Secondo le ricostruzioni, il Milan non sta valutando soltanto l’allenatore, ma anche la futura organizzazione dell’area tecnica, inclusa la figura del direttore sportivo. Questo rende il processo decisionale più lento, ma anche più strategico, perché l’obiettivo è costruire un progetto stabile e competitivo nel lungo periodo.
In sintesi, la scelta finale non è ancora stata presa: Glasner appare oggi in leggero vantaggio, forte dei contatti già avviati e dell’apprezzamento della proprietà, mentre Pochettino resta un’opzione concreta in caso di cambi di scenario. La decisione definitiva di Cardinale sarà quindi decisiva per delineare il futuro immediato del Milan.
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Milan, definito il calendario del raduno estivo: ecco come si prepareranno i rossoneri
Il Milan ha ormai delineato il programma che accompagnerà la squadra verso l’inizio della nuova stagione.
La dirigenza rossonera ha stabilito le date del raduno estivo e della preparazione precampionato, con l’obiettivo di permettere al nuovo staff tecnico di lavorare fin dai primi giorni sulla costruzione dell’identità della squadra.
I giocatori sono attesi a Milanello nei primi giorni di luglio per sostenere i consueti test atletici e medici, passaggio fondamentale prima dell’avvio degli allenamenti sul campo. Dopo la fase iniziale dedicata alla valutazione della condizione fisica, il gruppo entrerà nel vivo della preparazione con sedute quotidiane e un programma studiato per aumentare progressivamente i carichi di lavoro.
Il centro sportivo rossonero sarà il quartier generale della squadra per gran parte della preparazione. Qui l’allenatore potrà iniziare a trasmettere i propri principi tattici e valutare da vicino sia i giocatori già presenti in rosa sia gli eventuali nuovi acquisti che arriveranno durante il mercato estivo. La fase iniziale servirà anche per verificare lo stato di forma dei calciatori rientrati dai prestiti e dei giovani provenienti dal settore giovanile.
Come da tradizione, il precampionato sarà arricchito da una serie di amichevoli internazionali di alto livello. Il Milan prenderà parte a una tournée all’estero che consentirà al club non solo di prepararsi dal punto di vista tecnico, ma anche di rafforzare la propria presenza sui mercati internazionali. Tra gli appuntamenti più attesi figurano le sfide contro avversari di prestigio, utili per testare la competitività della squadra in vista degli impegni ufficiali. Alcune gare estive dovrebbero svolgersi tra Asia e Australia, dove i rossoneri incontreranno club di primo piano del panorama europeo.
L’obiettivo dello staff sarà arrivare all’inizio del campionato con una condizione atletica ottimale e con meccanismi tattici già ben assimilati. Per questo motivo ogni fase del ritiro sarà pianificata nei dettagli, alternando lavoro fisico, esercitazioni tecnico-tattiche e partite amichevoli.
La preparazione estiva rappresenterà inoltre un banco di prova importante per comprendere quali giocatori potranno avere un ruolo centrale nel nuovo progetto tecnico. Le settimane di lavoro a Milanello saranno decisive per definire gerarchie, valutare i nuovi innesti e costruire un gruppo capace di affrontare una stagione che si preannuncia particolarmente impegnativa sotto tutti i punti di vista.
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