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Farioli chiarisce il futuro: “Resto al Porto, niente Milan”
Francesco Farioli mette fine alle indiscrezioni che lo avevano accostato anche alla panchina del Milan. Il tecnico italiano, protagonista di una stagione molto positiva con il Porto, ha infatti ribadito con chiarezza la propria intenzione di proseguire il percorso in Portogallo, spegnendo così le voci di un possibile ritorno in Serie A.
Nel corso di un’intervista concessa ai colleghi di TMW, l’allenatore ha affrontato direttamente il tema del suo futuro, chiarendo come al momento la sua attenzione sia totalmente rivolta al progetto con il club lusitano. Le sue parole non lasciano spazio a interpretazioni e confermano la volontà di continuità dopo un’annata già ricca di soddisfazioni sportive.
Farioli ha sottolineato di sentirsi pienamente coinvolto nel lavoro portato avanti al Porto, dove è stato costruito un rapporto solido con la dirigenza e con il presidente, elemento che ha contribuito alla scelta di proseguire insieme. Il tecnico ha inoltre evidenziato come la sua esperienza all’estero stia rappresentando un percorso di crescita importante sia sul piano professionale che umano.
Il passaggio più significativo delle sue dichiarazioni riguarda proprio la volontà di stabilità: l’allenatore ha infatti confermato che si sta preparando a iniziare la sua seconda stagione consecutiva nello stesso club, segnale evidente di continuità rispetto alle esperienze precedenti vissute tra Francia e Olanda, sempre di durata più breve.
Le voci di un possibile interesse del Milan, circolate negli ultimi giorni, vengono quindi archiviate almeno per il momento. Anche se il suo profilo giovane e innovativo resta molto apprezzato in Italia e all’estero, Farioli ha scelto di concentrarsi esclusivamente sul progetto Porto, dove è chiamato a consolidare i risultati già ottenuti.
Una presa di posizione netta che, per ora, allontana qualsiasi scenario di ritorno in Serie A e conferma la sua intenzione di proseguire il percorso di crescita all’estero.
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Milan, Cardinale prepara il mercato di gennaio: pronti nuovi investimenti
Il Milan guarda al futuro con l’intenzione di costruire una squadra sempre più competitiva. Gerry Cardinale è direttamente coinvolto nei programmi del club e punta a consolidare il progetto rossonero attraverso nuovi investimenti e una strategia di mercato orientata alla crescita.
Dopo gli innesti già effettuati e i rinnovi contrattuali portati a termine, la dirigenza sta lavorando alle prossime operazioni. Tra i prolungamenti già definiti figurano quelli di Pavlovic e Pulisic, mentre sono attese novità anche per Rabiot e Cisse, protagonisti di un avvio di stagione particolarmente positivo.
Il mercato invernale potrebbe quindi rappresentare un passaggio importante per completare la rosa e offrire maggiori alternative allo staff tecnico, soprattutto in vista degli impegni della seconda parte della stagione.
Cardinale fissa la strategia: investimenti mirati a gennaio
Le intenzioni della proprietà sono state ribadite dallo stesso Cardinale in un’intervista concessa a La Gazzetta dello Sport. Il numero uno di RedBird ha sottolineato la necessità di proseguire il lavoro di rafforzamento della squadra, spiegando che il progetto richiederà ancora tempo e ulteriori interventi sul mercato.
“Dobbiamo continuare a migliorare la rosa perché in estate non sono riuscito a fare tutto quello che volevo. Probabilmente ci vorranno un altro paio di sessioni di mercato per completare tutto. Siamo arrivati soltanto a un quarto del percorso e la priorità è costruire una squadra che abbia la capacità di affrontare gli infortuni. Per questo a gennaio sul mercato continueremo a essere aggressivi. Non sperpererò denaro, ma quando mi metto in testa di prendere un calciatore, faccio tutto ciò che posso per riuscirci”.
Le parole del proprietario delineano una strategia precisa: intervenire con decisione, ma senza rinunciare alla sostenibilità economica. L’obiettivo è ampliare le alternative a disposizione della squadra e ridurre l’impatto degli eventuali infortuni, attraverso innesti capaci di garantire qualità e profondità.
Difesa, almeno un rinforzo: Inacio e Kim tra gli obiettivi
Il reparto arretrato rappresenta una delle priorità in vista della sessione invernale. Il Milan valuta l’inserimento di almeno un nuovo difensore centrale, senza escludere la possibilità di effettuare un doppio investimento qualora si presentassero le condizioni favorevoli.
Tra i profili maggiormente apprezzati figura Inacio dello Sporting Lisbona, già seguito durante la precedente finestra estiva. Il giocatore resta una delle opzioni considerate per rafforzare il reparto.
Un altro nome da tenere in considerazione è quello di Kim, attualmente al Bayern Monaco, per il quale sarebbero stati avviati contatti diretti nei giorni scorsi.
La dirigenza rossonera guarda anche al futuro, monitorando giovani difensori come Reggiani del Borussia Dortmund e Yoro del Manchester United. L’idea è individuare profili che possano contribuire alla crescita della squadra nel medio-lungo periodo.
Non è escluso, inoltre, un intervento sulla fascia destra. Tra i giocatori osservati c’è Agustin Giay, nazionale argentino di proprietà del Palmeiras. Il terzino, classe 2004, avrebbe una valutazione vicina ai 13 milioni di euro.
Centrocampo, Højbjerg resta un’opzione concreta
Anche la mediana potrebbe essere interessata da nuovi movimenti. Tra i nomi che continuano a essere valutati c’è quello di Pierre-Emile Højbjerg, possibile rinforzo qualora il Milan decidesse di inserire un centrocampista centrale già a gennaio.
Un eventuale arrivo potrebbe avere conseguenze anche sulla gestione dei giovani. In questo scenario, Comotto potrebbe lasciare temporaneamente il club in prestito per trovare maggiore continuità. Sul giocatore sarebbero interessate diverse società, tra cui Parma e Monza, oltre ad alcuni club di Serie B.
Piace anche Bakola del Sassuolo, mentre per la prossima stagione uno degli obiettivi più ambiziosi sarebbe Scott del Bournemouth.
La rete di osservazione rossonera comprende inoltre due profili del Brighton: lo svedese Ayari e il paraguaiano Gomez. Tra i giocatori che raccolgono consensi figura anche Romano del Cagliari.
Il mercato del centrocampo resta quindi aperto a diverse soluzioni, con la possibilità di anticipare a gennaio un investimento inizialmente programmato per la successiva sessione estiva.
Attacco, il sogno di Cardinale si chiama Endrick
Il reparto offensivo potrebbe essere il teatro dell’operazione più ambiziosa. Tra gli obiettivi seguiti, il nome che accende maggiormente l’interesse è quello di Endrick, attaccante del Real Madrid, considerato un possibile colpo di grande impatto.
L’eventuale trattativa richiederebbe valutazioni approfondite, ma il profilo del brasiliano risponde all’idea di inserire in squadra un giocatore capace di aumentare il potenziale offensivo e attirare grande attenzione.
Un’altra pista conduce a Tresoldi, per il quale ci sarebbe un forte interesse reciproco. L’ostacolo principale sarebbe rappresentato dal Bruges, elemento che potrebbe complicare l’operazione.
Per il futuro vengono monitorati anche Mendy del Cagliari e Varela del Monza, due profili che potrebbero entrare nei programmi del club in ottica di rafforzamento e ringiovanimento dell’attacco.
Milan, gennaio può diventare un passaggio decisivo
Le dichiarazioni di Cardinale confermano la volontà di proseguire il percorso di crescita del Milan attraverso una campagna acquisti mirata. La difesa appare il reparto con le necessità più immediate, ma anche il centrocampo e l’attacco potrebbero beneficiare di nuovi innesti.
Molto dipenderà dalle opportunità disponibili, dalle valutazioni economiche e dalle esigenze tecniche della squadra. La proprietà, intanto, ha tracciato la linea: investire per migliorare la rosa, senza spese incontrollate, con l’ambizione di rendere il Milan sempre più competitivo.
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Milan Femminile, sconfitta di misura contro il Como: Bernardi decide la sfida
La formazione allenata da Suzanne Bakker ha provato a mantenere un atteggiamento propositivo, cercando di occupare stabilmente la metà campo avversaria. Il Como, tuttavia, si è dimostrato più concreto nei momenti decisivi e ha saputo sfruttare una delle occasioni costruite. Alle milaniste resta il rammarico per il risultato, soprattutto per il grande tentativo di Nerea Nevado, la cui conclusione al volo si è fermata sull’incrocio dei pali.
La sconfitta interrompe il buon rendimento casalingo che il Milan aveva costruito nelle precedenti uscite, ma la squadra avrà subito la possibilità di reagire nel prossimo appuntamento, il derby contro l’Inter.
Primo tempo equilibrato: Park e Nevado cercano la rete
L’incontro si è aperto con un Milan aggressivo, disposto a giocare con il baricentro alto. La prima conclusione è stata però del Como, con Zamboni che al 4′ non ha trovato lo specchio della porta. Le rossonere hanno progressivamente preso campo e al 21′ Park ha provato a sorprendere Gilardi con un destro dalla distanza, terminato di poco sopra la traversa.
Poco dopo, Estévez si è fatta trovare pronta sul tentativo di Nischler, mentre al 30′ la combinazione tra Grimshaw e Sesay ha prodotto una conclusione al volo controllata dal portiere milanista. La gara è poi entrata in una fase meno vivace, con le due squadre attente a non concedere spazi.
Nel finale della prima frazione entrambe hanno provato a rompere l’equilibrio: prima Nischler con un tiro dalla distanza, poi Nevado su calcio di punizione. Nessuna delle due iniziative, tuttavia, è riuscita a modificare il risultato prima dell’intervallo.
Bernardi sblocca la partita, il Milan reagisce
La ripresa è cominciata con una grande occasione per Simonetti, che al 48′ ha impegnato Estévez con una conclusione a giro. Il Milan non è riuscito a dare continuità alla propria manovra offensiva e al 54′ il Como ha trovato il vantaggio.
A firmare l’1-0 è stata Bernardi, abile a liberarsi in area con un movimento rapido e a concludere con il destro, battendo Estévez. Un’azione efficace che ha premiato la maggiore concretezza della formazione lariana.
Dopo il gol subito, Bakker ha deciso di intervenire dalla panchina inserendo Brighton, Kanutte e Kyvåg per aumentare il peso offensivo della squadra. Le rossonere hanno così alzato il ritmo e cercato con maggiore insistenza la porta avversaria. Koivisto al 65′ e Stokić al 73′ hanno tentato di riportare la partita in equilibrio, ma senza successo.
Anche Sesay e Kanutte hanno avuto occasioni pericolose, trovando però la risposta della difesa e di Gilardi. Il momento più sfortunato è arrivato all’80’: Nevado ha lasciato partire un potente sinistro al volo, ma il pallone si è stampato proprio sull’incrocio dei pali. Nonostante il forcing conclusivo e i sei minuti di recupero, il pareggio non è arrivato.
Bakker guarda avanti: adesso c’è il derby
Al termine della gara, Suzanne Bakker ha riconosciuto la maggiore concretezza delle avversarie, sottolineando comunque la competitività mostrata dalle sue giocatrici per buona parte dell’incontro. L’allenatrice ha evidenziato la necessità di migliorare alcuni aspetti, pur considerando positivamente la condizione fisica e la crescita della squadra nel finale.
Adesso il Milan dovrà concentrarsi sulla preparazione del prossimo impegno, una sfida dal significato particolare: sabato 7 novembre alle ore 15 è in programma il derby contro l’Inter. Un’occasione importante per lasciarsi alle spalle la sconfitta e provare a conquistare un risultato positivo davanti al proprio pubblico.
COMO WOMEN-MILAN 1-0 | IL TABELLINO
Como Women (3-4-1-2): Gilardi; Ronan (38′ st Cecotti), Howard, Marcussen; Bergersen, Simonetti (33′ st Mas I Serra), Nesbeth, Borbye (24′ st Nielsen); Zamboni; Nischler, Bernardi (25′ st Vigilucci).
A disposizione: Babb, Ruma; Bianchi, Saga, Viesti; Chidiac; Berisha, Moretti.
Allenatore: Tramezzani.
Milan (4-3-3): Estévez; Koivisto, Sorelli, Soffia, Nevado; Park (24′ st Kanutte), Arrigoni (11′ st Brighton), Grimshaw; Renzotti (24′ st Kyvåg), Sesay, Stokić.
A disposizione: Rainey, Tornaghi; Bonanomi, De Sanders, Gemmi, Keijzer; Vitale; Arboleda, Taddei.
Allenatrice: Bakker.
Arbitro: Pizzi di Bergamo.
Rete: 9′ st Bernardi (CW).
Ammonite: 46′ Marcussen (CW).
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Milan, Ramos cerca la svolta: pochi gol, ma il suo lavoro apre spazi ai compagni
Il problema non riguarda soltanto la mancanza di gol. Le statistiche delle ultime uscite evidenziano una difficoltà più ampia nel partecipare concretamente alla manovra: contro i nerazzurri Ramos non ha fatto registrare conclusioni nello specchio, tiri fuori, occasioni create o assist. Un rendimento che ripropone quanto già visto nella partita precedente e che inevitabilmente alimenta interrogativi sul suo inserimento nei meccanismi rossoneri.
Il lavoro al servizio della squadra
Nonostante le difficoltà realizzative, sarebbe riduttivo giudicare il contributo del portoghese esclusivamente attraverso i numeri. Ramos continua a correre, pressare e sacrificarsi per i compagni, svolgendo compiti che spesso non finiscono nelle statistiche tradizionali. Anche contro l’Inter è stato tra i calciatori che hanno percorso più chilometri.
Durante il derby, tuttavia, si è verificato un episodio emblematico delle sue difficoltà. Una conclusione di Luka Modric, indirizzata verso la porta di Martinez, è stata intercettata involontariamente proprio da Ramos, che si trovava sulla traiettoria. Il centrocampista croato non ha nascosto il proprio disappunto, consapevole di aver visto sfumare una possibile occasione per aumentare ulteriormente il vantaggio.
L’episodio non cancella l’impegno del centravanti, ma fotografa un periodo nel quale anche le situazioni più semplici sembrano complicarsi.
Tre reti non bastano: serve un cambio di passo
Il percorso di Ramos ricorda, per certi aspetti, quello vissuto da Santiago Gimenez nella stagione precedente. Anche il messicano aveva attraversato una fase complicata sotto porta, continuando però a ricevere fiducia grazie al lavoro svolto per la squadra.
Il portoghese ha già realizzato tre gol, uno dei quali su calcio di rigore, ma il suo bottino rimane inferiore alle aspettative, considerando le qualità del giocatore e l’investimento sostenuto dal Milan per portarlo a Milanello.
Una possibile spiegazione riguarda anche le caratteristiche dell’attaccante: Ramos tende a muoversi molto, cercando di non offrire riferimenti fissi ai difensori. Questa mobilità può creare spazi preziosi, ma richiede un’intesa particolarmente efficace con i compagni. Potrebbe quindi esserci anche una responsabilità collettiva, con la squadra chiamata a trovare modalità più adatte per servirlo.
La forza del Milan passa anche dagli altri attaccanti
Nel frattempo, il contributo di Ramos permette ad altri interpreti di trovare maggiori opportunità offensive. Adrien Rabiot, Moreira e Cisse, pur non essendo centravanti di ruolo, stanno riuscendo a inserirsi con continuità e a trasformare gli spazi creati dalla manovra in occasioni da gol.
C’è poi un dato che racconta la particolare efficacia offensiva mostrata recentemente dai rossoneri. Nelle sfide contro Bologna e Inter, il Milan ha segnato cinque reti utilizzando sette conclusioni indirizzate nello specchio: una percentuale realizzativa del 71%. Contro gli emiliani sono arrivati due gol con i primi due tiri in porta, mentre nel derby le prime tre conclusioni precise si sono trasformate in altrettante reti.
La squadra di Ruben Amorim sta quindi dimostrando di poter essere pericolosa anche senza un apporto decisivo del proprio centravanti. Ma il salto di qualità potrebbe arrivare proprio quando Ramos ritroverà continuità sotto porta. Se il portoghese riuscirà a sbloccarsi, il Milan potrebbe aggiungere un’ulteriore soluzione a un reparto che sta già producendo risultati importanti.
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