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Jashari sul Milan: “La chiamata di Ibrahimovic mi ha emozionato”
Ardon Jashari ha svelato i retroscena del suo trasferimento al Milan in un’intervista a Il Foglio, descrivendo il percorso che lo ha portato a vestire la maglia rossonera. Il giovane centrocampista ha ricordato con emozione i momenti in cui si è concretizzato l’interesse del club di Milano: “Me lo ricordo bene quel periodo, avevo terminato la stagione con il Bruges vincendo la Belgian Cup, ed ero tra i calciatori più forti in rosa. Il club non voleva assolutamente cedermi, la sua posizione era chiara nei miei confronti”.
Jashari ha spiegato come sia avvenuto il contatto decisivo: “Ero in vacanza a Ibiza, con la mia fidanzata, mi stavo rilassando quando è suonato il mio cellulare. Il numero era italiano. Risposi subito, era Igli Tare. Ho capito immediatamente che il Milan avrebbe fatto di tutto pur di convincermi e questa cosa mi entusiasmava molto”. Nonostante il rispetto per il Bruges, il calciatore era pronto a cogliere un’opportunità così importante: “Volevo solo trovare la soluzione migliore per entrambi. Certo, come fai a rifiutare un club così importante come il Milan”.
Decisivo per accelerare il trasferimento è stato il coinvolgimento di tutta la dirigenza rossonera, culminato nella telefonata di una leggenda del club: “Circa una decina di giorni dopo la chiamata del direttore è arrivata anche quella di Zlatan Ibrahimovic. Mi ha parlato del progetto, ero emozionato al telefono, la voce quasi mi tremava, ma ero motivato e pronto dentro di me per iniziare una nuova sfida”.
L’intervista di Jashari mette in luce non solo la sua emozione per il trasferimento, ma anche la determinazione e la voglia di crescere all’interno di un club storico come il Milan. La combinazione di professionalità della dirigenza e ispirazione dei campioni ha reso il passo verso Milano inevitabile e carico di entusiasmo.
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Milan, il progetto RedBird sotto accusa: investimenti pesanti ma risultati deludenti
La gestione del Milan sotto la proprietà RedBird continua a essere al centro del dibattito tra tifosi e addetti ai lavori.
Nonostante un impegno economico importante sul mercato, i risultati sportivi non sembrano aver rispettato le aspettative iniziali, alimentando critiche sulla reale efficacia del progetto tecnico e societario.
Secondo le analisi emerse negli ultimi anni, il club rossonero avrebbe investito complessivamente circa 500 milioni di euro nelle varie sessioni di mercato successive all’arrivo della proprietà americana. Una cifra considerevole, che però non si sarebbe tradotta in un salto di qualità stabile sul campo. Il dato più significativo riguarda infatti il rendimento in campionato: il Milan avrebbe accumulato un ritardo di circa 55 punti rispetto all’Inter nello stesso arco temporale, un gap che fotografa una differenza netta di continuità e competitività tra le due squadre.
A pesare sul progetto rossonero non sarebbe soltanto la qualità degli acquisti, ma anche una forte instabilità gestionale e tecnica. Il susseguirsi di cambi in panchina e in dirigenza avrebbe impedito la costruzione di un percorso solido e duraturo, con conseguenti difficoltà nel consolidare un’identità di gioco chiara. Anche il mercato, pur caratterizzato da operazioni onerose, non sempre avrebbe garantito l’impatto sperato.
Nel frattempo, il confronto con i principali rivali nazionali evidenzia un ulteriore elemento di riflessione: mentre l’Inter ha costruito una continuità di risultati ai massimi livelli, il Milan fatica a mantenere lo stesso passo, alternando buone stagioni a momenti di calo evidente.
Il progetto RedBird, quindi, si trova davanti a una fase delicata: da una parte l’esigenza di valorizzare gli investimenti già effettuati, dall’altra la necessità di ritrovare stabilità e competitività per tornare a lottare stabilmente ai vertici del calcio italiano ed europeo.
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Cardinale rompe il silenzio: “Non vincere è un fallimento, ora serve reagire”
Gerry Cardinale ha scelto di intervenire pubblicamente per fare chiarezza sul delicato momento del Milan, affidando le sue riflessioni a un’intervista concessa a La Gazzetta dello Sport. Il numero uno rossonero ha parlato della stagione, delle critiche ricevute, della contestazione dei tifosi e dei possibili cambiamenti futuri all’interno del club.
“In genere credo che siano i fatti a parlare più delle parole, ma in una fase come questa ritengo corretto mandare un messaggio chiaro”, ha spiegato Cardinale.
Il proprietario del Milan ha difeso il lavoro svolto dalla squadra e da Allegri per gran parte dell’annata: “Allegri e la squadra hanno fatto un ottimo lavoro per quasi tutto il campionato. Siamo stati in testa alla classifica, in corsa per lo scudetto fino alla partita contro la Lazio. E poi nelle ultime cinque partite, stiamo rischiando di gettare al vento la stagione”. Cardinale ha poi ammesso tutta la sua amarezza per il finale di stagione: “Sono nel mondo dello sport da tre decenni, so che queste cose succedono, ma questo non ti fa sentire meglio”.
Nonostante il clima complicato, il focus resta sulle ultime gare: “Ora siamo concentrati nel vincere le ultime due partite”. Il patron rossonero ha però sottolineato anche il peso delle polemiche e delle critiche: “Agiamo dentro un contesto non facile: tante polemiche e tante falsità. Francamente sono un po’ deluso”.
Cardinale ha poi respinto con decisione le accuse di pensare esclusivamente agli aspetti economici: “Non è vero che mi interessa solo il denaro e non vincere, è assurdo”. E ha ribadito la propria ambizione: “Se si guarda alla mia vita e alla mia carriera, io ho sempre vinto”. Secondo il proprietario del club, sostenibilità e competitività devono procedere insieme: “La mia parte è fornire le risorse finanziarie perché possiamo continuare a schierare una squadra vincente, non solo in Serie A, ma, si spera, anche in Europa”.
Il giudizio sulla stagione resta comunque severo. “Non aver vinto lo scudetto è una delusione, se non entriamo nelle prime quattro è un fallimento”, ha dichiarato senza giri di parole. Cardinale ha ricordato anche il peso degli infortuni, citando l’assenza di Modric, ma ha chiesto compattezza all’ambiente: “Ora la squadra sta inciampando, perciò vorrei dire a tutti coloro che hanno a cuore la squadra di sostenerla e non demoralizzarla”.
La risposta alla contestazione dei tifosi
Parlando del malcontento della tifoseria, Cardinale ha mostrato comprensione: “Non biasimo i tifosi per essere arrabbiati, sono arrabbiato anch’io”. Ha poi aggiunto di vivere in maniera molto personale le difficoltà del club: “Quando non siamo all’altezza e vedo la reazione dei tifosi la prendo molto sul personale, sono sconvolto”.
Il proprietario rossonero ha insistito anche sul tema della sostenibilità economica, spiegando che i risultati finanziari ottenuti servono a rafforzare il club: “Da quando possiedo il Milan abbiamo ottenuto risultati finanziari superiori alle aspettative, abbiamo registrato un flusso di cassa positivo per la prima volta nella storia”. E ancora: “Non sto prendendo quei soldi per metterli in tasca, li reinvesto”.
Cardinale ha inoltre ammesso che gli investimenti sul mercato non sempre hanno prodotto i risultati sperati: “Nelle ultime tre stagioni, abbiamo speso più di qualsiasi altra squadra della Serie A sul mercato. Ora, magari non abbiamo speso al meglio”. Da qui la promessa di intervenire: “Non abbiamo fatto un buon lavoro e lo sistemeremo”.
Estate decisiva: possibili rivoluzioni in società
Guardando al futuro, Cardinale ha annunciato una profonda riflessione interna in vista della prossima stagione: “Tutti dovrebbero aspettarsi che ogni stagione, ma in particolare in quelle in cui le prestazioni sono inferiori alle aspettative, tutto venga rivalutato”.
Il numero uno rossonero ha confermato di aver già avuto confronti con Allegri e di voler dedicare l’estate alla riorganizzazione del club: “Mi sono già seduto con Allegri, abbiamo parlato di molte cose”. L’obiettivo dichiarato è quello di costruire una struttura sempre più competitiva: “L’obiettivo è migliorare l’organizzazione e portarla a un livello di eccellenza mondiale”.
Secondo Cardinale, il Milan deve crescere sotto ogni aspetto, non soltanto attraverso il mercato: “Non si tratta solo di sostituire le persone, ma di esaminare la struttura organizzativa”. Un percorso che coinvolgerà staff tecnico, area sportiva e settore giovanile: “Si tratta di un ecosistema olistico che deve essere migliorato”.
In chiusura, il proprietario del Milan ha riconosciuto i propri errori, ribadendo però la volontà di continuare a lottare: “Certo che ho commesso errori, molti. Questa è probabilmente la cosa più difficile che abbia mai fatto. Ma sono un combattente e non mi fermerò finché non vincerò”.
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Milan, i numeri premiano Nkunku: con lui titolare l’attacco rossonero è più produttivo
Christopher Nkunku continua a dividere tifosi e ambiente rossonero, ma i numeri raccontano una storia diversa rispetto alle critiche ricevute durante la stagione.
Nonostante un rendimento altalenante e le tante discussioni sul suo futuro, l’attaccante francese si sta rivelando uno dei giocatori più efficaci del Milan quando parte dal primo minuto. Le statistiche offensive della squadra, infatti, evidenziano un dato significativo: con Nkunku titolare, l’attacco rossonero produce più gol e appare complessivamente più pericoloso.
Nel corso dell’annata, Massimiliano Allegri ha spesso alternato soluzioni offensive differenti, cercando la combinazione più efficace tra Leao, Pulisic, Fullkrug e gli altri attaccanti presenti in rosa. Analizzando però il rendimento delle varie coppie offensive, emerge come la presenza di Nkunku migliori sensibilmente la produzione offensiva del Milan. In particolare, le combinazioni con Leao e Pulisic hanno garantito una media realizzativa superiore rispetto ad altre formule provate durante la stagione.
Il francese, arrivato dal Chelsea con grandi aspettative, ha vissuto mesi complicati anche a causa dei problemi fisici e di una continuità mai realmente trovata. Nonostante questo, Allegri continua a considerarlo un giocatore importante per caratteristiche tecniche e capacità di dialogare con i compagni di reparto. Nkunku riesce infatti a muoversi su tutto il fronte offensivo, creando spazi e aumentando la fluidità della manovra offensiva rossonera.
Le prossime partite potrebbero quindi diventare decisive anche per il suo futuro. Da una parte il Milan starebbe valutando eventuali offerte estive, soprattutto dopo una stagione giudicata sotto le aspettative; dall’altra, il rendimento positivo mostrato quando viene schierato dall’inizio potrebbe convincere il club a concedergli un’altra opportunità.
In un finale di stagione ancora apertissimo per la corsa europea, Allegri potrebbe dunque affidarsi proprio a Nkunku per aumentare il peso offensivo della squadra e provare a conquistare punti fondamentali nella lotta Champions.
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