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La Lazio piega il Milan all’Olimpico: Isaksen spegne il sogno scudetto?
La sfida tra Lazio e Milan, valida per la 29ª giornata di Serie A, si è conclusa con la vittoria dei biancocelesti per 1-0 allo stadio Olimpico di Roma. A decidere l’incontro è stata una rete di Gustav Isaksen nel primo tempo, un gol che ha permesso alla squadra allenata da Maurizio Sarri di conquistare tre punti preziosi e spegnere i sogni scudetto in casa rossonera.
La partita è iniziata con grande intensità da parte della Lazio, che ha cercato subito di mettere pressione ai rossoneri. Al 26° minuto è arrivato l’episodio decisivo: Isaksen ha sfruttato una rapida azione offensiva, superando la difesa milanista e battendo Mike Maignan con un tiro preciso sul palo lontano. La rete ha dato ulteriore fiducia ai padroni di casa, che hanno continuato a rendersi pericolosi soprattutto in contropiede.
Il Milan guidato da Massimiliano Allegri ha provato a reagire, ma ha faticato a trovare continuità e precisione negli ultimi metri. Nel corso della gara i rossoneri hanno comunque costruito alcune occasioni, come quella capitata a Christian Pulisic, che ha impegnato il portiere laziale Motta con una conclusione pericolosa. Anche Youssouf Fofana ha avuto una buona opportunità di testa da distanza ravvicinata, senza però riuscire a trovare lo specchio della porta.
Nel secondo tempo la squadra milanista ha aumentato la pressione offensiva nel tentativo di riacciuffare il pareggio. Tuttavia la difesa della Lazio ha retto con ordine, gestendo il vantaggio fino al triplice fischio finale. Nel finale è stato anche annullato un gol agli ospiti per un fallo di mano nell’azione precedente alla conclusione.
Grazie a questo successo la Lazio ottiene una vittoria importante e prosegue il proprio buon momento di forma, mentre il Milan perde un’occasione significativa per accorciare in classifica sulla capolista, restando a otto punti di distanza dalla vetta.
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Milan, giorni delicati per Leao: tensione con Allegri e chiarimento con Pulisic in arrivo
Il Milan vive giorni di grande attenzione intorno a Rafael Leao, protagonista di alcuni episodi che stanno generando tensione nello spogliatoio e che richiedono un chiarimento immediato. La partita all’Olimpico contro la Lazio ha nuovamente evidenziato il malcontento del portoghese: la reazione al momento della sostituzione con Fullkrug, al minuto 67, è stata plateale e ha rischiato di compromettere l’equilibrio della squadra. Non si tratta solo della perdita di minuti preziosi per provare a ribaltare il risultato, ma anche dell’aumento della tensione tra i compagni, tanto che Mike Maignan è intervenuto per cercare di calmare l’attaccante e mantenere la concentrazione in una fase delicata della gara.
Non è la prima volta che Leao mostra segni di insofferenza all’Olimpico: lo scorso 31 agosto, dopo la sconfitta con il Parma, lui e Theo Hernandez avevano saltato il cooling break, un gesto che già allora aveva segnalato un malcontento nei confronti della gestione tecnica. Domenica sera, mentre Allegri cercava di consolare il giocatore con abbracci dalla tribuna, era evidente anche la perplessità di Igli Tare, dirigente presente a bordo campo. L’episodio sottolinea come, sebbene la passione di Leao per i colori rossoneri sia indiscutibile, non si possano ignorare segnali di frustrazione e disaccordo tattico.
Il numero 10 rossonero, infatti, avrebbe preferito continuare a giocare sulla corsia laterale nel nuovo 4-3-3, segnalando difficoltà nell’adattarsi al ruolo di prima punta. Il confronto con Allegri previsto negli allenamenti di domani sarà determinante: è probabile che Leao presenterà le sue scuse, ma sarà anche l’occasione per discutere di aspetti tattici e del suo posizionamento in campo.
In parallelo, Leao dovrà chiarire anche i rapporti con Christian Pulisic. La coppia Leao-Pulisic, utilizzata nel 3-5-2, ha finora mostrato difficoltà di rendimento, con zero gol realizzati insieme. Durante la partita con la Lazio, il portoghese ha manifestato irritazione per alcune mancate collaborazioni in campo, episodi che dovranno essere risolti per non compromettere la coesione del gruppo. Il momento è delicato, ma il Milan punta a ritrovare armonia tra i protagonisti offensivi per non disperdere il lavoro fatto finora in stagione.
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Milan, trasferta amara all’Olimpico: senza Rabiot il centrocampo crolla
Domenica sera si è rivelata un vero e proprio disastro per il Milan, che ha visto sfumare l’occasione di consolidare la pressione sull’Inter nella corsa allo scudetto. La trasferta all’Olimpico si è trasformata in una serata da dimenticare: i rossoneri hanno offerto una prestazione opaca, incapace di incidere sul gioco e di imprimere quella determinazione necessaria per alimentare la rimonta. L’assenza di Adrien Rabiot a centrocampo si è fatta sentire in maniera netta, diventando il simbolo delle difficoltà del Diavolo in un match che avrebbe dovuto rappresentare un test importante per la squadra di Massimiliano Allegri.
Il francese, insieme a Luka Modric, rappresenta il fulcro del centrocampo rossonero: qualità, quantità e capacità di leggere i tempi di inserimento lo rendono un elemento imprescindibile. Senza di lui, la squadra perde equilibrio e incisività, come dimostrano i numeri: la media punti cala drasticamente da 2,42 a 1,40 a partita, un vero e proprio abisso che evidenzia quanto sia cruciale avere un’alternativa valida per affrontare una stagione lunga e intensa. Ardon Jashari, sebbene in crescita, non può ancora garantire la stessa continuità e presenza del francese, così come Ricci, lasciando il Milan più vulnerabile e prevedibile.
Per Allegri, la partita di domenica ha evidenziato due aspetti fondamentali. Da un lato, serve trovare contromisure per compensare eventuali assenze di giocatori chiave; dall’altro, è chiaro che la squadra deve imparare a reagire anche quando manca il suo “cavallo pazzo”, come ama definire Rabiot. La prossima stagione dovrà portare con sé un centrocampo più lungo e versatile, con alternative pronte a garantire continuità e solidità, per non subire più cali così netti nelle gare decisive. La lezione di ieri è chiara: senza Rabiot il Milan è un’altra squadra, e la società dovrà intervenire per colmare il vuoto.
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Allegri, l’agente Branchini lo difende: “Realismo sugli obiettivi del Milan”
Giovanni Branchini, agente di Massimiliano Allegri, è intervenuto durante la trasmissione radiofonica Radio Anch’io Sport su Rai Radio 1 per commentare alcuni aspetti legati al lavoro dell’allenatore rossonero e alle prospettive della squadra. Nel corso dell’intervista ha voluto chiarire il modo in cui il tecnico ha sempre comunicato obiettivi e aspettative durante la stagione, sottolineando la coerenza del suo approccio.
Branchini ha spiegato che Allegri ha mantenuto fin dall’inizio una linea molto lucida e pragmatica nella gestione delle aspettative: “Il messaggio di Allegri è sempre stato molto concreto ed equilibrato: non ha mai pensato di vincere lo scudetto, mai detto di fare la corsa all’Inter e ha sempre detto guardiamoci le spalle, perché l’obiettivo è la qualificazione alla Champions. Qualcuno forse avrà pensato che fosse una strategia. Invece è realismo e correttezza.”
Secondo l’agente, quindi, le dichiarazioni dell’allenatore non facevano parte di una strategia comunicativa per abbassare la pressione, ma rappresentavano semplicemente una valutazione onesta della situazione della squadra e del campionato.
Branchini ha poi affrontato anche la questione legata al rendimento di Rafael Leao, uno dei giocatori più rappresentativi della rosa milanista. In merito al futuro e all’importanza dell’attaccante portoghese ha spiegato che le valutazioni di una società non possono basarsi soltanto sull’andamento di una singola stagione. “Se il Milan deve ancora puntare su Leao? Le dinamiche societarie sono complesse: Leao è un cespite della società e quindi vanno considerati vari fattori. Quest’anno non sta dando un grandissimo apporto, è sotto gli occhi di tutti. Rimane un giocatore importante e va difeso fino alla fine come ha fatto Allegri ieri nel post partita, nonostante l’epilogo brusco della sostituzione”.
Le sue parole evidenziano quindi come, nonostante alcune difficoltà nel rendimento recente, il giocatore continui a essere considerato un elemento di valore all’interno del progetto tecnico del club.
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