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Serie A, i presidenti più ricchi: nella classifica Forbes anche Cardinale
Secondo l’ultimo aggiornamento della classifica stilata da Forbes, tra i proprietari dei club di Serie A figurano ben dieci imprenditori inseriti nella graduatoria degli uomini più ricchi del pianeta. Tra le novità spicca anche il nome di Gerry Cardinale, proprietario del Milan, che con un patrimonio stimato di circa 1,8 miliardi di dollari è riuscito a entrare nella lista globale dei miliardari.
Guardando alla situazione italiana, la proprietà economicamente più solida del massimo campionato è quella del Como, controllato dai fratelli indonesiani Robert e Michael Hartono, la cui ricchezza complessiva supera i 38 miliardi di euro. Alle loro spalle si piazza Dan Friedkin, alla guida della Roma, con un patrimonio che si aggira intorno agli 11,4 miliardi di euro. Il podio è completato dalla famiglia Saputo, proprietaria del Bologna, con circa 6,4 miliardi di euro.
A livello internazionale, invece, la vetta della classifica Forbes è occupata dal magnate francese Bernard Arnault, proprietario del Paris, seguito da altri grandi nomi della finanza mondiale come Carlos Slim, principale azionista del New York Times, e Mark Mateschitz, legato al marchio Red Bull e proprietario del RB Lipsia.
Serie A, ecco le proprietà più ricche
- Fam. Hartono (Como) – €38,5 MLD
- Dan Friedkin (Roma) – €11,4 MLD
- Fam. Saputo (Bologna) – €6,4 MLD
- Fam. Commisso (Fiorentina) – €5,6 MLD
- Renzo Rosso (Vicenza) – €4,5 MLD
- John Elkann (Juventus) – €2,5 MLD
- Howard Marks (Inter) – €2,2 MLD
- Giovanni Arvedi (Cremonese) – €1,9 MLD
- Gerry Cardinale (Milan) – €1,8 MLD
- Antonio Percassi (Atalanta) – €1,3 MLD
La presenza di numerosi imprenditori miliardari tra i proprietari dei club dimostra quanto il calcio italiano continui ad attrarre investimenti importanti. Tuttavia, la solidità economica delle proprietà non sempre si traduce automaticamente in risultati sportivi, rendendo il campionato ancora più imprevedibile e competitivo.
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Koni De Winter, la rinascita rossonera: da Supercoppa horror a titolare inamovibile
Dopo un inizio complicato, il percorso di Koni De Winter con il Milan ha preso una piega decisamente diversa. La prestazione negativa nella Supercoppa Italiana aveva fatto nascere diversi dubbi sul suo impatto in rossonero, ma negli ultimi mesi il difensore belga è riuscito a ribaltare completamente la percezione intorno al suo rendimento.
Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, dal 28 dicembre in poi De Winter ha trovato continuità e fiducia, diventando una presenza quasi costante nella formazione titolare. Nelle quattordici partite disputate dal Milan in questo periodo, il difensore è partito dall’inizio in dodici occasioni, un dato che dimostra quanto sia cresciuta la sua importanza all’interno della squadra allenata da Massimiliano Allegri.
Oltre alla solidità difensiva, De Winter ha iniziato a dare il proprio contributo anche nella metà campo offensiva. Durante questa serie di partite ha trovato la via del gol nella trasferta contro la Roma e ha servito un assist per Strahinja Pavlović nella sfida disputata a Cremona contro la Cremonese. Numeri che testimoniano come il suo apporto non si limiti soltanto alla fase difensiva.
La presenza del centrale belga ha coinciso anche con risultati positivi per la retroguardia rossonera. Con De Winter in campo, infatti, il Milan è riuscito a mantenere la porta inviolata in sette occasioni. Si tratta di un dato significativo se si considera che, complessivamente, i portieri rossoneri hanno collezionato dodici clean sheet in stagione: undici con Mike Maignan tra i pali e uno con Pietro Terracciano.
Anche le statistiche individuali del difensore confermano il momento positivo. In media De Winter registra circa 2,9 palloni recuperati a partita e quasi quattro interventi difensivi decisivi, con 3,8 chiusure per gara. Numeri che raccontano la crescita di un giocatore che, dopo un avvio difficile, è riuscito a ritagliarsi un ruolo importante nella stagione del Milan.
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Maignan: “Un onore essere capitano. Sono rimasto per riscattare l’anno scorso”
Il Milan continua a inseguire il sogno Scudetto e tra i protagonisti della stagione rossonera c’è senza dubbio Mike Maignan. Il portiere della nazionale francese, oggi anche capitano della squadra allenata da Massimiliano Allegri, si sta confermando uno dei punti di riferimento dello spogliatoio e un leader dentro e fuori dal campo. Il suo rendimento è stato determinante in un’annata positiva per il club, tornato a credere nella rimonta dopo la vittoria nel derby contro l’Inter che ha ridotto il distacco dalla vetta della classifica.
Nel corso di un approfondimento pubblicato da DAZN, intitolato “Beyond the Magic”, il portiere rossonero ha raccontato diversi aspetti della sua carriera e del suo ruolo all’interno della squadra. Parlando della fascia di capitano, Maignan ha sottolineato il valore simbolico e la responsabilità che comporta guidare un gruppo come quello milanista: “Essere il capitano di questa squadra è una responsabilità e sono orgoglioso di esserlo. Non devi recitare un ruolo, devi soltanto essere te stesso e cercare di essere un esempio, senza abusare della fascia o dello status”.
Il portiere ha poi aggiunto: “Se mi hanno consegnato la fascia è per quello che sono. In passato, ho detto agli allenatori del settore giovanile che non c’era bisogno di darmela, perché mi sentivo capitano anche senza. Oggi per me è un motivo di orgoglio e grande responsabilità”.
Durante l’estate scorsa il futuro di Maignan al Milan non era così scontato. Le trattative per il rinnovo erano in una fase di stallo e l’interesse del Chelsea aveva fatto temere una possibile partenza. Alla fine, però, il portiere ha deciso di restare e di proseguire il suo percorso con il club rossonero, firmando un prolungamento fino al 2031. Tra i motivi della scelta c’è anche la fiducia nel tecnico Allegri: “Allegri è un mister che, per la gestione dello spogliatoio e per l’atteggiamento sul campo, è un top”.
Oltre alla stima per l’allenatore, Maignan ha sottolineato anche il forte legame con il Milan e il desiderio di riscattare la stagione precedente: “Sono arrivato quest’anno con una grande voglia di rivalsa, è stato il mio pensiero sin dall’inizio e lo è ancora oggi. Il Milan è dove mi sono fatto vedere al mondo. Devi venire qui per capire davvero cosa significhi indossare questa maglia. Quando giochiamo, si vede la grandezza del club e io mi sentirò milanista a vita”.
Nel documentario il portiere francese ha parlato anche della mentalità necessaria per ricoprire il suo ruolo. “Devi avere una mentalità abbastanza cattiva per fare il portiere, devi essere un po’ matto”, ha spiegato, evidenziando quali siano i valori fondamentali per chi difende la porta: “Ci sono alcune parole molto importanti per me: avere fede, avere disciplina nel lavoro, pazienza e umiltà”.
Secondo Maignan la disciplina significa attenzione ai dettagli e rigore quotidiano: “Disciplina vuol dire avere rigore, avere un modo di lavorare e non ignorare nulla. Non bisogna mai mollare, neanche nei momenti in cui sei giù”. Allo stesso tempo è fondamentale restare con i piedi per terra: “Umiltà perchè non devi mai dimenticare da dove vieni e i sacrifici che hai fatto per arrivare fino a qui”.
Il portiere rossonero ha poi ricordato il percorso che lo ha portato a diventare capitano: “Se sono qui e sono capitano è perchè ho vissuto il mio passato. Nel mio passato ho incontrato diversi portieri con più talento, ma non avevano la mia testa e la mia determinazione”.
Infine, Maignan ha sottolineato quanto il portiere possa essere determinante anche dal punto di vista tattico: “Il portiere veder tutto. Per me il portiere è l’allenatore in campo. Vedi tutto, hai tempo per vedere tutto, puoi essere un grande aiuto per i compagni. Ogni giorni devi lavorare per crescere. Ci sono tanti dettagli che nessuno vede. Non è solo mettere i guanti e andare in porta”.
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Milan, weekend intenso per il Settore Giovanile: il programma
Il Milan ha ufficializzato il calendario delle partite del proprio settore giovanile per il prossimo weekend, con un programma che coinvolge tutte le squadre dai Giovanissimi fino alla Primavera. L’attenzione principale sarà sulla squadra Primavera, che torna a giocare in casa allo stadio Giuseppe Piola, pronto ad accogliere i tifosi rossoneri per un incontro di grande interesse contro la Pro Vercelli.
Le altre formazioni del settore giovanile saranno impegnate in trasferte impegnative, confrontandosi con squadre di buon livello nei rispettivi campionati. Il programma completo delle partite del weekend è il seguente:
Settore Giovanile, il programma del weekend
SABATO 14 MARZO
- UNDER 10 FEMMINILE: campionato, Milan-Alcione Talent, ore 13.00 – PUMA House of Football
- UNDER 11 FEMMINILE: campionato, Milan-Rozzano, ore 13.00 – PUMA House of Football
- UNDER 13: campionato, Torino-Milan, ore 14.00 – Campo Robaldo 3, Strada Castello di Mirafiori 272, Torino
- UNDER 10: campionato, Milan-Football Milanese, ore 15.00 – PUMA House of Football
- UNDER 11: campionato, Milan-Aldini, ore 15.00 – PUMA House of Football
- UNDER 16: 22ª giornata, Hellas Verona-Milan, ore 15.30 – Veronello Resort, Via Veronello 2, Calmasino (Bardolino)
- UNDER 13 FEMMINILE: campionato, Siziano Lanterna-Milan, ore 15.45 – Via Nicolò Paganini, Pieve Emanuele (MI)
- UNDER 15 FEMMINILE: campionato, Milan-Uesse Sarnico, ore 16.00 – PUMA House of Football
- UNDER 9: campionato, Garibaldina-Milan, ore 16.15 – CS Massola, Via Don Minzoni 4, Milano
DOMENICA 15 MARZO
- UNDER 10: recupero campionato, Accademia Inter-Milan, ore 10.30 – Via Cilea 51, Milano
- UNDER 14: 17ª giornata, Torino-Milan, ore 11.00 – Campo Robaldo 3, Strada Castello di Mirafiori 272, Torino
- PRIMAVERA MASCHILE: 30ª giornata, Milan-Bologna, ore 13.00 – Stadio Silvio Piola di Novara, Viale Marmo 8, Novara
- UNDER 15: 22ª giornata, Hellas Verona-Milan, ore 15.00 – Veronello Resort, Via Veronello 2, Calmasino (Bardolino)
- UNDER 17 FEMMINILE: campionato, Pro Sesto-Milan, ore 15.00 – Via XX settembre 162, Sesto San Giovanni (MI)
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