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Milan, tesoretto da oltre 100 milioni: tutti i riscatti in bilico

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Il Milan guarda al futuro. In attesa di capire quale sarà il destino europeo della squadra, con la qualificazione in Champions che resta fondamentale, a Casa Milan si ragiona già sulle entrate che potrebbero finanziare il mercato estivo.

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LA FORMAZIONE DEL MILAN ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Oltre ai premi UEFA, i rossoneri possono contare su un potenziale tesoretto superiore ai 100 milioni di euro, legato ai giocatori di proprietà attualmente in prestito.

Otto giocatori coinvolti

Sono otto i calciatori ceduti temporaneamente a inizio stagione, molti dei quali con diritto o obbligo di riscatto già fissato. Alcune operazioni sono praticamente definite, altre restano in bilico.

Milan tre riscatti già certi

Ci sono tre operazioni che porteranno entrate sicure:

  • Alex Jimenez: il Bournemouth lo riscatterà per 19,5 milioni (ma il 50% andrà al Real Madrid)

  • Tommaso Pobega: obbligo di riscatto del Bologna a 7 milioni

  • Alvaro Morata: il Como verserà 15 milioni

Entrate già contabilizzabili in vista dell’estate.

Vicini all’addio definitivo

Situazione positiva anche per:

  • Lorenzo Colombo: obbligo condizionato a 10 milioni con la salvezza del Genoa

  • Samu Chukwueze: il Fulham ha un diritto di riscatto fissato intorno ai 28 milioni

Due operazioni che, se confermate, aumenterebbero sensibilmente il tesoretto rossonero.

I casi da valutare

Restano tre situazioni più incerte:

  • Filippo Terracciano: obbligo a 3,5 milioni con la salvezza della Cremonese

  • Yunus Musah: diritto di riscatto dell’Atalanta a 26 milioni, ma lo spazio trovato finora non convince

  • Ismael Bennacer: la Dinamo Zagabria è soddisfatta, ma i 10 milioni richiesti rappresentano una cifra importante

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Napoli – Milan, la sfida tattica tra Conte e Allegri

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La partita tra il Napoli e il Milan si presenta come uno dei confronti più interessanti della giornata di Serie A, non solo per il valore delle due squadre ma anche per le scelte tattiche dei due allenatori. Da una parte c’è Antonio Conte, pronto a rilanciare la versione più completa del suo centrocampo; dall’altra Massimiliano Allegri, che sta valutando diverse soluzioni offensive per mettere in difficoltà la difesa avversaria.

Per il Napoli la novità principale riguarda il possibile ritorno dei cosiddetti “Fab Four”, il quartetto formato da Kevin De Bruyne, Scott McTominay, Frank Anguissa e Stanislav Lobotka. Conte potrebbe schierarli tutti insieme nel suo 3-4-2-1, con Anguissa e Lobotka in mezzo al campo e De Bruyne e McTominay più avanzati alle spalle dell’unica punta. Questa combinazione non si vedeva dall’inizio della stagione a causa di vari infortuni, ma rappresenta uno dei sistemi più equilibrati e creativi della squadra partenopea.

Il Milan invece arriva alla sfida con un reparto offensivo finalmente completo. Allegri ha provato diverse soluzioni durante gli allenamenti, tra cui anche un tridente offensivo con Christian Pulisic, Rafael Leao e Santiago Gimenez. Questa configurazione garantirebbe velocità sulle fasce e maggiore presenza in area, ma rappresenterebbe anche un cambiamento rispetto al sistema più prudente utilizzato durante gran parte della stagione.

Proprio per questo motivo Allegri potrebbe non adottare subito il tridente dall’inizio della partita, preferendo mantenere l’equilibrio tattico abituale e utilizzare l’opzione offensiva come arma a gara in corso. La presenza contemporanea di Leao e Gimenez, infatti, obbligherebbe la squadra a un atteggiamento più aggressivo, con maggiore pressione e spinta offensiva.

La sfida tra Napoli e Milan diventa quindi anche un confronto di idee calcistiche: da un lato la qualità tecnica del centrocampo azzurro, dall’altro la possibile esplosione offensiva dei rossoneri. Le scelte finali dei due allenatori potrebbero rivelarsi decisive per l’andamento di una partita che potrebbe avere un peso importante nella corsa ai vertici del campionato.

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Allegri: “Champions il nostro obiettivo. Scudetto? Dipende dall’Inter”

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Alla vigilia della sfida di campionato tra Napoli e Milan, valida per la trentunesima giornata di Serie A, l’allenatore rossonero Massimiliano Allegri ha parlato in conferenza stampa presentando un match che potrebbe avere un peso importante nella corsa alla qualificazione alla prossima Champions League.

Il tecnico livornese ha sottolineato l’importanza della gara che si giocherà allo stadio Stadio Diego Armando Maradona, un confronto diretto tra due squadre che puntano alle posizioni più alte della classifica.

L’entusiasmo dei tifosi

Allegri ha commentato la presenza dei sostenitori rossoneri durante l’allenamento a Milanello, un segnale importante in vista della partita: “Oggi è stata una bella giornata, l’importante è che sia lunedì una bella serata. Ci ha fatto piacere la presenza dei tifosi, è stata una bella iniezione di fiducia”.

Il pensiero sulla Nazionale

Durante la conferenza è stato affrontato anche il tema della Nazionale italiana di calcio e delle difficoltà recenti. Allegri ha espresso rammarico per la situazione: “Per quanto riguarda la Nazionale sono dispiaciuto per la mancata qualificazione, però credo che da questa situazione bisogna coglierla come un’opportunità di crescita”.

Secondo l’allenatore, per migliorare il sistema calcio italiano serve una riflessione profonda che coinvolga tutte le componenti del movimento.

La sfida contro il Napoli

Parlando della partita di Pasquetta, Allegri ha evidenziato come il momento della stagione sia decisivo: “Per quanto riguarda la partita di lunedì, è una partita bellissima da giocare. Si inizia il rush finale della stagione, il momento più bello ed importante della stagione perché ci avviciniamo al nostro traguardo, che è tornare in Champions. Manca ancora qualche vittoria, ma pensiamo a fare un passettino alla volta”.

Le voci sul possibile ruolo di CT

Negli ultimi giorni il nome di Allegri è stato accostato alla panchina della Nazionale, ma l’allenatore ha chiarito le sue priorità: “Per quanto riguarda il discorso Nazionale ho iniziato un lavoro con il Milan e bisogna restare concentrati sul nostro obiettivo, rientrare in Champions”.

E alla domanda su un possibile futuro da commissario tecnico ha aggiunto: “Non ci ho ancora pensato. Sono al Milan, sono contento, e spero ci rimanerci a lungo”.

Le condizioni della squadra

Sul piano tecnico Allegri ha parlato della situazione dell’attacco rossonero, con diversi giocatori in crescita di condizione: “Domani pomeriggio facciamo l’ultimo allenamento e deciderò chi schierare a Napoli. Quelli davanti stanno tutti bene. Leao sta molto meglio, Pulisic è rientrato bene. Gimenez ha voglia, Fullkrug sta meglio, così come Loftus-Cheek, che è un giocatore importante”.

Resta invece da valutare la scelta su Rafael Leao: “Vediamo domani. Soprattutto ora, cambiano temperatura, ritmi di gara, serve gente lucida di testa e grande tecnica”.

La corsa Scudetto

Infine Allegri ha parlato anche della lotta al vertice. Pur non escludendo possibili sorprese nelle ultime giornate, ha indicato chiaramente chi parte favorito: “Quando la matematica ci darà la certezza di essere tra le prime 4. Il calcio è fantastico, ma in 15 giorni si possono rovesciare 7 mesi di lavoro”.

E sulla corsa al titolo ha concluso con una battuta significativa: “Dipende dall’Inter”.

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Gimenez: “Voglio diventare il goleador del Milan”

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L’attaccante del Milan, Santiago Gimenez, ha raccontato il suo momento personale e gli obiettivi per il finale di stagione in un’intervista rilasciata a DAZN. Il centravanti rossonero ha parlato della condizione fisica dopo l’operazione alla caviglia, della fiducia ritrovata e del desiderio di lasciare il segno con la maglia del Milan.

La condizione fisica e il finale di stagione

Gimenez ha spiegato di sentirsi finalmente bene dopo i problemi fisici che lo hanno condizionato nei mesi scorsi: “Mi sento molto bene, in questo momento la cosa più importante è la mia caviglia e essendo a posto con la caviglia so cosa posso dare. Ho molta fiducia in me stesso e in ciò che posso contribuire alla squadra”.

Il centravanti ha sottolineato quanto siano decisive le ultime partite della stagione, considerate come vere e proprie finali: “Queste ultime otto gare sono finali. Mi sento importante nel gruppo, non solo calcisticamente ma anche all’interno del gruppo. Sono una persona molto positiva e cerco di aiutare i miei compagni”.

La scelta dell’operazione

L’operazione alla caviglia è stata una decisione complessa per l’attaccante messicano, soprattutto perché arrivata in un momento positivo della squadra: “È stata una decisione molto difficile perché avevo molto entusiasmo per la stagione e per la grande squadra che avevamo costruito”.

Il dolore, però, non gli permetteva di esprimersi al meglio: “La verità però è che il dolore era tanto. Ho preso la decisione di operarmi insieme alla mia famiglia per stare bene e per dare quello che posso dare. Non ero al 100% e non mi piaceva”.

Il sogno rossonero

Gimenez ha ribadito con chiarezza il suo obiettivo principale da quando è arrivato in Italia: “Nel momento in cui il Milan mi ha notato avevo solo un’idea in testa: diventare il goleador del Milan. È ancora nella mia mente e nei miei pensieri”.

L’attaccante ha aggiunto che il suo impegno sarà totale: “Quello che posso dire è che lascerò il cuore in campo e i gol arriveranno”.

La passione di Gimenez per il Milan fin da bambino

Il legame con i colori rossoneri nasce da lontano. Gimenez ha raccontato di aver sempre tifato per il Milan fin da piccolo, affascinato dalle grandi stelle di quel periodo: “Ho molte foto con la maglia del Milan quando ero bambino perché era la squadra che tifavo”.

Tra i suoi idoli c’erano campioni come Kaká, Andrea Pirlo, Clarence Seedorf e Gennaro Gattuso. “Oggi poter indossare questa maglia è come un sogno che si avvera”, ha spiegato.

Parlando proprio di Kaká, ha aggiunto: “Era il mio giocatore preferito in quel periodo anche perché condividiamo la stessa fede ed è un giocatore con molta passione e con molta grinta ed eleganza ovviamente”.

Il rapporto con Allegri

Infine, l’attaccante ha speso parole importanti per l’allenatore Massimiliano Allegri, sottolineando quanto il tecnico lo abbia aiutato nella crescita: “Mi ha fatto guardare il calcio in modo molto più semplice. A volte la cosa più difficile è capire il calcio semplice”.

Gimenez ha poi aggiunto: “Penso mi abbia insegnato molto, soprattutto tatticamente e lo apprezzo molto… È un allenatore che ricorderò per il resto della mia vita”.

Lo sguardo al futuro

Il centravanti rossonero preferisce però concentrarsi sul presente e sul finale di stagione con il Milan: “Voglio pensare una partita alla volta, abbiamo otto finali e voglio finire bene la stagione con il Milan e poi penserò al Mondiale”.

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